Ex GAP Cavaterra: “abbattere statue fasciste del Foro Italico”

7 luglio

«Lancio un appello al ministro della Difesa Pinotti perché ritrascriva nei libri di scuola la storia della Resistenza, ‘racconti’ quali sono state le nefandezze del Fascismo e soprattutto butti giù, dal Foro Italico, le statue di Mussolini. Possibile che nessuno si vergogni che siano ancora là?». Questo l’appello lanciato da Nando Cavaterra, (già militante dei GAP romani, VIII divisione zona Centocelle, durante la Guerra Civile), intervenendo, il 4 giugno scorso, a Forte Bravetta a Roma alla cerimonia di deposizione di una corona di fiori da parte del sindaco in occasione delle celebrazioni per il 70° anniversario dell’ingresso nella Capitale delle truppe angloamericane.

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4 commenti


  1. L’unico commento che mi viene in mente è che questo squallido individuo ha bisogno di una visita psichiatrica.

    Luigi Maria Ventola

  2. Questi si credono che abbiamo ancora l’anello al naso.
    E se non tutti, in buona parte si comincia a capire (per chi vuole capire) che non è andata proprio come la raccontano.
    …A partire dal 25 Luglio 1943, per finire a Dongo.
    E ancora: quanti i traditori che hanno servito l’interesse di altre potenze (fra questi questo pazzo esaltato di ex GAP), facendo deviare definitivamente il corso della storia di questa nazione che è stata tale fino al 1943?

    Saverio Agricola

  3. sono d’accordo con voi, per coerenza dovrebbe ricordare anche cosa fecero alcuni partigiani comunisti ad altri partigiani non comunisti,cercando di parlare seriamente della guerra civile, per porre fine ha questo reciproco odio fra italiani

    carlo 53

  4. Questi miserabili assassini mantengono nei decenni, e passano ai figli, l’odio fanatico di chi in fondo sa le sue colpe.
    Per questo vorrebbero cancellare le tracce di chi in 20 anni fece così tanto per il popolo italiano e questo Paese da lasciare una memoria tanto viva e presente: insopportabile per questi squallidi individui, e da coloro (nomi minuscoli per la storia e la memoria delle genti) che li hanno rappresentati e li rappresentano.

    Giorgio

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