Cile: la Bachelet, «annulleremo l’amnistia voluta da Pinochet»

22 settembre

Basta con il silenzio sugli anni della dittatura di Augusto Pinochet. La presidente del Cile, Michelle Bachlet, annuncia la svolta e spiega di voler cancellare in parlamento la legge di amnistia voluta dal dittatore per coprire i crimini compiuti durante il colpo di Stato che lo portò al potere e negli anni successivi, quando ci fu un dura repressione. Una norma che protegge dalla giustizia sia i militari sia i civili accusati di crimini di lesa umanità tra il 1973 e il 1978. E l’annuncio della Bachelet è arrivato proprio in coincidenza con il 41esimo anniversario del golpe di Pinochet, avvenuto l’11 settembre del 1973.

dal Corriere della Sera del 12 settembre 2014 

Accolta la richiesta dei familiari dei «desaparecidos»

La cancellazione di quella legge voluta è un vecchia richiesta dei familiari dei «desaparecidos» alla quale ora il governo di Santiago vuole dare una risposta. Con questa decisione il Cile «adeguerà la legislazione cilena a quella internazionale» nelle materie riguardanti i diritti umani, ha spiegato il ministro della giustizia José Antonio Gomez.

«Il Cile non ha perso la memoria»

«Il Cile non ha perso la memoria, non ha dimenticato i figli di chi è stato perseguito e dei detenuti desaparecidos, i sopravvissuti, le vittime che sono riuscite a salvarsi, oltre agli stessi aguzzini e complici. Molti sono morti attendendo giustizia, molti restando il silenzio: basta attese dolorose e silenzi ingiustificati» ha detto Bachelet durante una cerimonia nella capitale. La presidente ha poi lanciato una sorta di appello per i «desaparecidos» invitando «chi ha informazioni – siano essi civili o militari – di consegnarle» alle autorità.

Organismi per i diritti umani esultano

Il progetto di annullamento della legge è stato accolto molto positivamente da diversi organismi di diritti umani. Quella norma impediva infatti la condanna da parte dei tribunali dei responsabili delle violazioni perpetrate nei primi cinque anni del regime di Pinochet dopo il golpe che rovesciò il presidente Salvador Allende. Il governo cileno ha inoltre reso noto la creazione di un sottosegretariato per i diritti umani dipendente dal ministero della giustizia.

Circa 3.000 le vittime del regime

Le vittime del regime di Pinochet nei quasi 17 anni di dittatura, dal 1973 e il 1990, sono state circa 3.000, secondo quanto ha stabilito il rapporto sulla «verità e la riconciliazione» approvato da Santiago nel 1991. Di queste un migliaio circa sono i «desaparecidos». Nel 2005 un documento ufficiale del governo ha invece raccolto le testimonianze di 30 mila sopravvissuti che sono stati detenuti nelle prigioni segrete del regime, a Santiago e in altre città del paese.

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