Proclamati i vincitori della 47° edizione del Premio Acqui Storia

24 settembre

Dopo le polemiche seguite alle dimissioni del presidente della commissione scientifica del premio, Valerio Castronovo, sono stati resi noti i vincitori della 47° edizione del Premio Acqui Storia: Luciano Mecacci, Vasken Berberian Gianpaolo Romanato, Giancristiano Desiderio. Livio Berruti, Lorella Cuccarini, Mario Orfeo, Enrico Vanzina Testimoni del Tempo. A “MAGAZZINO 18” e al suo interprete Simone Cristicchi il Premio La Storia in TV. A Roberto Vivarelli il Premio alla Carriera con la Medaglia Presidente della Repubblica.

Le Giurie del Premio Acqui Storia, riunitesi in Acqui Terme, hanno designato i vincitori della 47° edizione del Premio.
Il Premio Acqui Storia, nato nel 1969 per onorare il ricordo della “Divisione Acqui” e i caduti di Cefalonia nel settembre 1943, è divenuto in questi ultimi anni uno dei più importanti riconoscimenti europei nell’ambito della storiografia scientifica e divulgativa, del romanzo storico e della storia al cinema ed in televisione ottenendo un importante rilancio scientifico culturale e una grande visibilità internazionale.

Luciano Mecacci con il volume La Ghirlanda fiorentina e la morte di Giovanni Gentile, Adelphi e Gianpaolo Romanato con il volume Pio X. Alle origini del cattolicesimo contemporaneo, Lindau si aggiudicano ex aequo il premio nella sezione storico-scientifica.

Luciano Mecacci, professore ordinario di Psicologia generale presso l’Università degli Studi di Firenze, è autore di numerose opere, fra cui Il caso Marilyn M. e altri disastri della psicoanalisi (2000), tradotto anche in inglese, russo e tedesco. Con il volume La Ghirlanda fiorentina e la morte di Giovanni Gentile Mecacci ricostruisce la vicenda dell’uccisione del filosofo muovendo dall’ampia letteratura esistente, sottolineando da un lato il ruolo degli ambienti culturali azionisti nella vicenda, dall’altro offrendo al lettore una meticolosa e dettagliata ricostruzione dell’attentato, mettendo in evidenza i punti ancora oscuri e risolvendo diversi aspetti relativi alla meccanica dell’evento.

Gianpaolo Romanato, professore di storia contemporanea all’Università di Padova e membro dal 2007 del Pontificio Comitato di Studi Storici della Città del Vaticano, collabora a diverse testate, fra le quali “L’Osservatore Romano” e “Avvenire”. Nella sua opera Pio X. Alle origini del cattolicesimo contemporaneo, che poggia su solide basi storiografiche, l’Autore ricostruisce con rigore metodologico e acume critico la figura e l’età di Papa Pio X, con attenzione per l’azione di ammodernamento della Chiesa Cattolica svolta nell’ottica del suo ruolo universale, per la complessa vicenda del modernismo e per l’ingresso dei cattolici nella vita politica italiana.

Giancristiano Desiderio viene premiato nella sezione storico-divulgativa con il volume Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce. L’Autore ci dà una biografia organica e completa del filosofo della verità e della libertà, dimostrando in maniera esemplare come il pensiero crociano nasca anzitutto dall’esigenza di “addomesticare” l’angoscia che ha sempre attanagliato il suo autore, e quindi dal bisogno di risolvere i dubbi e i problemi che via via si presentano nell’esistenza degli individui e nella storia della società, conformemente a una concezione seria, anzi tragica, della vita, che va difesa dall’imbarbarimento mediante un’assidua vigilanza critica e una permanente educazione alla libertà.

Vasken Berberian, romanziere e regista televisivo, si conferma una delle voci più forti e autentiche della letteratura in Italia. Quello degli Armeni è un olocausto dimenticato. La persecuzione, la dispersione e la frantumazione di questo popolo libero e generoso sono state in gran parte consegnate all’oblio. Nella sua opera Sotto un cielo indifferente Berberian resuscita questa vicenda con partecipe emozione, da armeno padrone di diverse lingue, tra cui l’italiano, comunque compiutamente partecipe dell’identità euroasiatica del suo popolo, rivelandosi capace di interpretare il senso profondo di una storia e di filtrarla in maniera romanzesca, intrecciando i sofferti destini di una famiglia con una strategia espressiva che pare resuscitare i canoni della tragedia classica.

Sabato 18 ottobre alle ore 17.15 presso il Teatro Ariston di Acqui Terme, Piazza Matteotti si terrà la cerimonia di premiazione della 47° edizione del Premio Acqui Storia.

Il premio La Storia in TV 2014, inserito per la prima volta nei palmares dell’Acqui Storia nel 2003 e giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione, vuole rendere un significativo omaggio all’opera “MAGAZZINO 18” e al suo interprete ed autore Simone Cristicchi. Il riconoscimento a Simone Cristicchi, cantautore, scrittore, attore teatrale, autore e interprete di monologhi, premia un artista originale e un uomo coerente. Con il musical “Magazzino 18”, capannone del porto di Trieste dove sono conservate le masserizie lasciate dagli Italiani dell’Istria e della Dalmazia che abbandonarono tali luoghi in seguito alla loro attribuzione alla Jugoslavia comunista di Tito al termine della Seconda Guerra Mondiale, ha raccontato la storia delle foibe, scatenando le polemiche di chi per vizio ideologico chiude gli occhi di fronte a quella pagina del nostro passato.
Cristicchi non si è lasciato turbare da insulti e minacce, e il suo“Magazzino 18”, mandato su Rai 1, rete ammiraglia della nostra televisione, il 10 febbraio 2014, ha confermato che la “pietas” di un uomo alla ricerca della verità non si piega ad alcuna logica conformistica e sa tradurre la memoria in vitale rappresentazione artistica.

Il Premio speciale “Alla Carriera”, con la medaglia presidenziale, è stato conferito a Roberto Vivarelli. Storico di chiarissima fama, allievo di Federico Chabod all’Istituto Italiano per gli Studi Storici, amico di Gaetano Salvemini (del quale curò gli scritti sul fascismo), docente all’università di Siena e di Firenze dal 1972 e poi alla Scuola Normale di Pisa, di cui è stato Docente Emerito, visiting professor in prestigiose Università straniere, Roberto Vivarelli ha scritto opere fondamentali, tra le quali spiccano i tre volumi Storia delle origini del fascismo, frutto di quasi mezzo secolo di lavoro (1967-2012), I caratteri dell’età contemporanea, Italia 1861 e un’opera memoriale, La fine di una stagione. 1943-1945 (ed. 2000). A seguito della sua recente ed improvvisa scomparsa, a pochi mesi dal conferimento del riconoscimento da parte della Giuria, il Premio Acqui Storia vuole rendere onore al professor Vivarelli ricordandolo quale storico rigoroso e di esemplare onestà intellettuale, Maestro di storiografia e di dirittura civile.

La cerimonia al Teatro Ariston di Acqui, con le relative interviste ai vincitori, sarà condotta da Franco Di Mare, che conduce sulla prima rete televisiva “Uno Mattina”, e da Antonia Varini.
“L’interesse e l’attenzione di stampa – TV, lettori ed editori è rivolto in questi giorni alla cerimonia di premiazione del Premio Acqui Storia, un evento che pone la nostra città sotto i riflettori culturali internazionali e che si svolgerà, come tradizione, al Teatro Ariston di Piazza Matteotti. Come già in occasione della cerimonia dell’edizione scorsa, anche quest’anno ho voluto rendere onore al motivo ispiratore del Premio Acqui Storia che è nato nel 1968 per ricordare i caduti della “ Divisione Acqui”, in memoria dell’ eccidio consumato dai Tedeschi nella grande isola di Cefalonia tra il 15 ed il 24 settembre 1943. Per ricordarlo in modo solenne, siamo onorati di avere tra i nostri ospiti, un reduce di Cefalonia, il Comm. Marco Botti, accompagnato da una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Divisione Acqui”– ha dichiarato il Sindaco di Acqui Terme Enrico Silvio Bertero.

“Il numero delle opere partecipanti al concorso quest’anno è stato di 189 a fronte di una media di circa 25 – 30 delle prime quaranta edizioni, record assoluto di scrittori e case editrici di tutti i 47 anni di vita del nostro Premio dalla fondazione nel 1968” – ha rimarcato il Responsabile Esecutivo del Premio Carlo Sburlati, artefice in questi ultimi anni di uno spettacolare rilancio scientifico, culturale, mediatico e mondano del Premio, come evidenziato dai maggiori quotidiani italiani e raccontato in quasi tutti i telegiornali nazionali.
Sburlati, che è anche Responsabile Esecutivo dell’altro Premio internazionale “AcquiAmbiente” ha ricordato che la cerimonia conclusiva di quello che è il più importante Premio ambientale italiano si svolgerà nel giugno 2015, in concomitanza con l’Expo milanese, nell’incantevole location dell’Acropoli delle Arti di Villa Ottolenghi, a due chilometri dal centro cittadino.

Il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Pier Angelo Taverna nel confermare, anche per l’anno in corso, l’intervento finanziario dell’Ente, ha sottolineato “La grande partecipazione assicurata, anche quest’anno, da opere, scrittori e case editrici di prestigio, conferma l’importanza e la vitalità che il Premio Acqui Storia mantiene intatte nonostante sia ormai alla vigilia del cinquantesimo anniversario. Un traguardo contrassegnato da successi e polemiche che hanno conservato viva l’attenzione del pubblico e della critica nei confronti di questo appuntamento letterario che ha reso famoso il nome di Acqui Terme a livello internazionale, valorizzandone la storia, la cultura e le proprietà terapeutiche delle sue fonti termali. Da parte mia, comunque, confido che nel più breve tempo possibile venga ristabilito, nell’ambito delle giurie, un clima di serenità che non potrà che essere positivo per il futuro del Premio”.

L’Acqui Storia vanta l’Adesione del Presidente della Repubblica, il Patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati. Il Premio ogni anno è organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Acqui Terme. La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria si conferma partner fondamentale dell’iniziativa, che si avvale inoltre del contributo della Regione Piemonte, Egea, Istituto Nazionale Tributaristi, CTE, Terme di Acqui, Collino e Gruppo Benzi.

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Un commento


  1. Il Premio Acqui Storia è uno dei più prestigiosi -se non il più prestigioso- dei riconoscimenti storico-letterari italiani.
    E’ un peccato però che i fatti avvenuti a Cefalonia nel settembre 1943 -da cui ha preso spunto e sui quali si fonda- vengano spesso riportati in moso diverso da come avvennero.
    Un inconcepibile ‘aliud pro alio’ cui è necessario porre fine.
    Massimo Filippini
    Orfano di un Martire di Cefalonia

    Massimo Filippini

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