Storia in Rete 111, gennaio

11 novembre

Storia in Rete di gennaio è in edicola e pdf!

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Storia in Rete di gennaio va in stampa proprio mentre a Parigi l’integralismo islamico si scatena. E lo fa raccontando ai suoi lettori quali sono le radici profonde storico-ideologiche delle attuali minacce del sedicente neo-Califfato dell’ISIS: le promesse di conquista delle capitali dell’Occidente (Costantinopoli e Roma) fatte dal Profeta in persona e i tentativi di realizzarle effettuate dai Saraceni, prima, e dagli Ottomani poi con gli sbarchi rispettivamente sulle coste tirreniche e ad Otranto.

Poi, Storia in Rete torna sul caso Matteotti: il putiferio suscitato da una recente intervista di Arrigo Petacco sul blog di Beppe Grillo e un nuovo studio di un “outsider” come Enrico Tiozzo che però ha fornito un contributo determinante a rileggere le fasi del rapimento e dell’omicidio Matteotti in un’ottica diversa da quella “ufficiale”.

Quindi con questo numero, il primo del 2015, Storia in Rete inizia le sue personali celebrazioni per i cento anni della Grande Guerra con una galleria di Eroi italiani. Il primo – partendo da una mostra che si sta tenendo al Museo Caproni di Trento – è Francesco Baracca, l’Asso degli Assi della caccia italiana, l’uomo dal Cavallino Rampante.

E ancora. La specialità svedese: non i mobili da montare ma l’eugenetica, scheletro nell’armadio della socialdemocrazia scandinava, e poi la triste storia dei Coolies, gli “schiavi a pagamento” che alla fine dell’Ottocento sostituirono quelli veri con la scusa del “libero mercato”, e che hanno perfino cambiato la demografia di intere regioni mostrando il vero volto dell’emigrazione.

Dai crimini contro l’umanità a quelli – non meno efferati – dei singoli: Massimo Centini racconta la vicenda di Cesare Verzeni, il “vampiro del Bergamasco”, il primo caso di assassino seriale studiato scientificamente nel nostro paese.

Poi, Elena e Michela Martignoni parlano con Luigi de Pascalis, autore di un nuovo romanzo storico sulla figura di Giuliano l’Apostata, Aldo Mola racconta la caduta di Murat e il suo disperato, ma seminale, appello agli italiani da Rimini e ancora mostre, con l’intervista alla curatrice della mostra al Vittoriano su un grande pittore del Novecento: Mario Sironi.

Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di gennaio!!

 

 

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2 commenti


  1. […] Storia in Rete di gennaio esce in edicola con un incredibile coincidenza con le notizie dell’attualità. Gli attentati di Parigi infatti venivano compiuti proprio mentre il mensile andava in tipografia con la copertina dedicata alle minacce dell’ISIS contro Roma. Rodomontate di fanatici, forse, ma con radici antiche, addirittura nelle parole dello stesso Profeta. È a Maometto, infatti, che la tradizione attribuisce il vaticinio della conquista delle capitali dell’occidente, Costantinopoli prima e Roma poi. Storia in Rete ripercorre così i tentativi dei Saraceni di conquistare la Città Eterna, con le razzie e i saccheggi che devastarono l’intero centro-sud della Penisola fra nono e decimo secolo, e poi lo sbarco ottomano a Otranto, coi suoi Ottocento Martiri, quando il sultano Maometto II si presentò al Papa scrivendogli di essere “l’erede legittimo dell’Impero Romano” e dunque il legittimo pretendente al trono su Roma. […]

    Riviste. Storia in Rete di gennaio con speciale sulle minacce dell’Isis | Barbadillo

  2. Continuo a non capire. Per scovare le presunte e inesistenti armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, il più grande leader arabo del dopoguerra nettamente superiore a Nasser, il grande statista dell’Iraq laico, nazionale e socialista anti-fondamentalista, si è scatenato l’inferno, mentre contro i delitti di massa di questi barbari veri (non supposti!) dell’ISIS non si fa niente? C’è qualcosa che non quadra… Se ha un senso parlare di Osama Bin Mossad e di costruzione made in Usrael+servizi sauditi delle cellule dell’ISIS non sarebbe difficile organizzare le idee in un certo senso. Ed i fondi sovrani arabo-islamici si stanno comprando l’Occidente…..

    Alessandro De Felice

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