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Alto Adige: senatori difendono la toponomastica italiana

Alto Adige, anche i senatori pretendono la toponomastica italianaContinua la battaglia in Alto Adige per opporsi alla scelta di cancellare i toponimi italiani. In campo sono scesi ben 102 senatori, che rappresentano tutti i gruppi parlamentari (fuorché i Cinque Stelle, che sulla questione devono ancora prendere posizione), i quali hanno deciso di condividere due Appelli (il primo del 12 ottobre scorso e il secondo del 13 febbraio) rivolti a tutte le massime Istituzioni della Repubblica, per chiedere il rispetto delle regole, del diritto, della Costituzione. L’intento infatti è quello di tutelare, come spiga la coordinatrice degli Appelli, Maria Giovanna Arcamone “che nessuno colpisca la lingua, la cultura e la storia d’Italia in Alto Adige”.
da Il Giornale d’Italia del 07/03/2017 
Una scelta decisiva arrivata a pochi giorni da un appuntamento fondamentale per la vicenda. Doani, l’8 marzo, infatti la cosiddetta Commissione dei Sei si riunirà a Roma per approvare una norma di attuazione di rango costituzionale che consentirà l’addio a gran parte delle secolari dizioni italiane dei nomi.
In Alto Adige, si sa, il bilinguismo è tutelato dalla legge perché esistono due comunità linguistiche diverse: quella tedesca (quasi tre quarti della popolazione) e quella italiana (poco meno di un quarto). Ma da anni nella provincia di Bolzano è in atto una “guerra” sulla toponomastica.
I senatori chiedono ora “che nessuna decisione politico-giuridica venga presa dalla Commissione dei Sei in attesa della prossima pronuncia della Corte Costituzionale, massimo organo di garanzia della Repubblica e custode riconosciuto, sopra ogni parte, dei diritti di tutti”. Il riferimento è sia al testo che è in approvazione alla Commissione paritetica Stato/Provincia autonoma di Bolzano detta Commissione dei Sei, sia al ricorso promosso dal governo-Monti alla Corte Costituzionale. Il governo aveva impugnato una legge provinciale di Bolzano che aboliva i toponimi italiani e il ricorso pende dal 2012 davanti alla Consulta.
Dunque, quest’ipotesi di norma d’attuazione di rango costituzionale, spiegano i firmatari del documento, “prefigura la messa in discussione del pieno diritto dei cittadini italiani di riconoscersi, utilizzare e tramandare il proprio ricco e vasto patrimonio di migliaia di nomi di luogo in lingua italiana in Alto Adige, così come hanno fatto finora e per decenni. Tale norma di attuazione violerebbe gravemente i principi della Costituzione e l’obbligo del bilinguismo italiano-tedesco sancito da leggi costituzionali, da sentenze della Corte Costituzionale e dall’Accordo De Gasperi / Gruber del 1946. Un Accordo che è alla fonte dell’autonomia speciale in Alto Adige, basata sul principio di assoluta e inderogabile parità linguistica fra i gruppi conviventi”.
Negli Appelli (redatti oltre che dal mondo accademico italiano e tedesco, tra cui anche l’Accademia della Crusca, anche da quello internazionale che vede insigni studiosi della Germania, Belgio, Spagna, Polonia e Stati Uniti) si ricorda che alla Provincia autonoma di Bolzano “spetta il compito (art. 101 e 102 dello Statuto) di dare ufficialità ai toponimi tedeschi e ladini, come espressamente stabilito dalla norma, e non già di sopprimere o limitare i toponimi italiani esistenti e in vigore da quasi 100 anni. Oltretutto l’italiano è la lingua ufficiale dello Stato, secondo quanto ribadito proprio e sempre dallo stesso Statuto di autonomia altoatesino. I toponimi, tanto italiani quanto ladini e tedeschi, costituiscono un ‘bene collettivo’ che deve potere essere condiviso e salvaguardato come espressione più alta della cultura e delle identità presenti in Alto Adige. La civiltà del bilinguismo paritario è un ponte esemplare nell’Europa dei nuovi muri”.
Un allarme quello degli accademici che ora è stato condiviso anche da numerosi politici. “Ogni soppressione totale o parziale di toponimo in lingua italiana, ogni ipotesi di cancellare in parte o pesantemente nomi protetti dalla Costituzione rappresenterebbe – viene ricordato – anche la negazione del diritto alla libertà di parola e di espressione dei cittadini italiani e di chiunque al mondo desiderasse liberamente continuare ad indicare e a pronunciare in italiano nomi di luogo che fanno parte della Repubblica italiana e della sua radicata storia plurilingue in Alto Adige”.
 
Di seguito i nomi dei 102 senatori che hanno deciso di condividere gli appelli  suddivisi per gruppi parlamentari.
Gruppo Ala: Amoruso Francesco Maria; Barani Lucio; Compagnone Giuseppe; Langella Pietro; Milo Antonio; Pagnoncelli Lionello; Piccinelli Enrico.
Area Popolare Ap Ncd: Albertini Gabriele; Bilardi Giovanni; Colucci Francesco; Conte Franco; Dalla Tor Mario; Di Biagio Aldo; Di Giacomo Ulisse; De Poli Antonio; Formigoni Roberto; Marinello Giuseppe; Marino Luigi; Rossi Luciano; Sacconi Maurizio.
Art.1 Mdp: Corsini Paolo.
Conservatori Riformisti Cor: Augello Andrea; Bruni Francesco; Compagna Luigi; D’ambrosio Lettieri Luigi; Liuzzi Pietro; Perrone Luigi; Zizza Vittorio.
Gruppo Forza Italia Fi: Alicata Bruno; Aracri Francesco; Azzollini Antonio; Bernini Anna Maria; Bertacco Stefano; Bocca Bernabo’; Boccardi Michele; Caliendo Giacomo; Carraro Franco; Dali’ Antonio; De Siano Domenico; Fazzone Claudio; Floris Emilio; Galimberti Paolo; Gasparri Maurizio; Gibbiino Vincenzo; Giro Francesco; Malan Lucio; Mandelli Andrea; Marin Marco; Matteoli Altero; Mazzoni; Minzolini Augusto; Palma Nitto; Piccoli Giovanni; Razzi Antonio; Rizzotti Maria; Romani Paolo; Schifani Renato; Scoma Francesco; Serafini Giancarlo; Sibilia Giacomo; Zuffada Sante.
Grandi Autonomie E Libertà Gal: Casaletto Monica; Ferrara Mario; Giovanardi Carlo; Mauro Giovanni; Mauro Mario; Naccarato Paolo; Quagliariello Gaetano; Tremonti Giulio.
Lega Nord E Autonomie Ln: Candiani Stefano; Centinaio Gian Marco; Comaroli Silvana; Consiglio Nunziante; Divina Sergio; Tosato Paolo.
Partito Democratico Pd: Giannini Stefania; Marcucci Andrea; Mauro Marino; Orru’ Pamela; Sanini Giorgio; Susta Gianluca.
Autonomie: Buemi Enrico e Romano Lucio.
Misto: Barozzino Giovanni; Bellot Raffaella; Bignami Laura; Bisinella Patrizia; Bocchino Fabrizio; Bonfrisco Cinzia; Campanella Francesco; Cervellino Massimo; Conti Riccardo; De Cristofaro Peppe; De Petris Loredana; De Poli Antonio; Molinari Francesco; Munerato Emanuela; Mussini Maria; Petraglia Alessia; Romani Maurizio; Simeoni Ivana; Vacciano Giuseppe.

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