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Documenti inglesi rivelano “cronache del dopobomba”

Flemmatici e cinici anche in caso di guerra atomica: carte desecretate degli archivi britannici di Kew hanno rivelato i piani di Londra per far fronte ad un eventuale conflitto nucleare fra NATO e URSS. Il Gabinetto di Sua Maestà prevedeva di salvare una esigua elite di governo in bunker antiatomici, mentre i “sovversivi” (ossia i filocomunisti) sarebbero stati arrestati e la BBC sottoposta a censura. Il governo preparò anche un manuale con uno scenario ipotetico da esercitazione, culminante nella temuta “Ora R”, ossia l’attacco nucleare totale contro le città britanniche. Lo scenario iniziava con uno sbarco di astronauti sovietici sulla luna il 17 ottobre 1968, un nuovo blocco di Berlino Ovest con un aereo civile USA abbattuto, finalmente lo scoppio della guerra. All’invasione dei paesi di frontiera (Germania occidentale, Italia, Austria, Grecia) sarebbe seguito l’uso di armi biologiche e chimiche e il diffondersi del panico fra i civili inglesi, forse anche attacchi nucleari tattici. Per tenere alla mano la popolazione sarebbero state approvate leggi straordinarie. Quindi, l’attacco nucleare totale. Per far sopravvivere la società (o i suoi resti) si prevedeva la suddivisione del regno in 12 Stati di polizia, retti da ministri della Corona con poteri draconiani e assistito da un capo della polizia, da un giudice e da un generale. I partecipanti all’esercitazione dovevano scegliere le persone che avevano diritto di essere ospitate nei dodici bunker di ciascun mini-regno: solo 150 ciascuno. Inoltre dovevano prepararsi ad affrontare l’isterismo delle masse – a caccia di materiale per costruirsi patetici rifugi d’emergenza o all’accaparramento di cibo e medicinali – le manifestazioni pacifiste (sicuramente mosse da elementi filo-sovietici), l’evacuazione dei malati trasportabili dagli ospedali e delle opere d’arte da Londra verso Edimburgo. L’esercitazione fu incredibilmente snervante. Uno dei pubblici ufficiali coinvolti nell’esercitazione ha dichiarato al “Daily Mail” che “quella di partecipare non fu una decisione facile. Si pensi solo che dovevamo ripeterci costantemente che era soltanto una simulazione…”.

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