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Eccidio la Storta: l’inchiesta di SiR dà nuove certezze

Roma, 21 nov – “Come è noto, il 4 giugno del 1944 a La Storta furono trucidati, dai tedeschi in ritirata, quattordici persone, tra le quali il sindacalista riformista Bruno Buozzi. Tra i caduti figura anche un ‘inglese sconosciuto’, come recita la lapide che ricorda l’eccidio. A suo tempo, l’Assessore ai Lavori pubblici del XX Municipio Marco Daniele Clarke fu contattato dal Consolato inglese, dove si è recato accompagnato dal figlio di un martire di La Storta, per essere informato che probabilmente si era arrivati all’identificazione del caduto inglese”. Così in una nota del Municipio XX. “Il 4 maggio 2007 – continua la nota – l’assessore Clarke scriveva al Capo Gabinetto dell’allora Sindaco Veltroni, allegando copia dell’articolo, per chiedere che venissero effettuati adeguati approfondimenti e venissero assunte le opportune iniziative del caso. Quali ad esempio: correzione della lapide, invito alle autorità britanniche alle commemorazioni, etc…. Successivamente, dopo oltre 5 mesi e precisamente in data 15 ottobre 2007, dall’allora Assessore alla Cultura del Comune di Roma Silvio Di Francia perveniva una lettera nella quale, tra l’altro, si affermava che ‘non vi sono dati certi circa l’identificazione del 14° prigioniero di Via Tasso, ucciso il 4 giugno 1944 dai nazisti in una radura al km. 14,200 della Via Cassia, in località La Storta insieme ad altri 13 detenuti. Resta comunque ancora oggi sconosciuto il destino del corpo, di cui non si conosce la sepoltura. Pertanto, finché il dibattito storico non giunge a una identificazione certa, non si ritiene opportuno aggiungere il nome mancante sulla stele di Via Cassia, né tanto meno correggere l’iscrizione ‘inglese sconosciuto’ incisa sul monumento nella radura’. Tali affermazioni dell’Amministrazione Veltroni avevano sollevato sin da allora forti perplessità. Adesso, sulla questione, sono pervenuti nuovi importanti elementi emersi durante nuovi studi e approfondimenti. In particolare lo studioso Gian Paolo Pelizzaro (che ha pubblicato gli articoli su questa vicenda su Storia in Rete nn 35, 36, e 37-38 NdR) ha prodotto una specifica voluminosa relazione dalla quale risulta chiaramente l’identità del caduto inglese sinora considerato ‘sconosciuto’. Al riguardo vengono fornite ampie prove documentali e viene indicato con precisione il luogo della sepoltura. Il soldato inglese ucciso è il Capitano Gabor Adler (nome di copertura John Armstrong), volontario ungherese di origine ebraica, inviato per una missione in Italia nel gennaio del 1943, sepolto al Cimitero Monumentale del Verano al riquadro 5. L’assessore Clarke ha trasmesso alla nuova Amministrazione Comunale copia dei recenti nuovi studi per le opportune iniziative del caso, con preghiera anche di voler informare le Autorità Britanniche preposte alle onoranze ai Caduti. Questa nuova documentazione sarà senz’altro utile all’Amministrazione Comunale per agevolare le attività di aggiornamento delle varie lapidi in ricordo dell’eccidio di la Storta e così recuperare la memoria di questo giovane Ufficiale dell’Esercito Britannico, assassinato insieme agli altri 13 martiri del 4 giugno 1944″. red

da OMNIROMA

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