Home Stampa italiana 2 Graffiti e scritte: imbrattata la chiesa di Sant'Eligio a Napoli

Graffiti e scritte: imbrattata la chiesa di Sant’Eligio a Napoli

Imbrattata la storica chiesa di Sant’Eligio in Piazza Mercato. Decine di scritte sono apparse sulla facciata dell’edificio, tra i più antichi di Napoli. Oltre ai muri di tufo, che risalgono al 1270, sono stati sporcati un cancello di ferro e l´Educandato adiacente la chiesa.

da La Repubblica-Napoli.it del 4 gennaio 2009

«Il tutto – denuncia l’assessore alla Vivibilità della II Municipalità Gianfranco Wurzburger – a pochi metri da una pattuglia mista composta da agenti e soldati». In serata hanno protestato anche i residenti: «Non ne possiamo più. Il vandalismo sta distruggendo le ultime bellezze di questa zona. Ora basta».

La ricostruzione di questo nuovo episodio di degrado. Sono le 21 del 2 gennaio. Una trentina di ragazzi, armati di bombolette spray, ricoprono di scritte la parte della chiesa che dà su Piazza Mercato. Disegni osceni incrociati a dichiarazioni d´amore, slogan di tifosi come «forza Lavezzi» e qualche parolaccia. Uno scarabocchio di vari colori e diversi metri. Gli autori sono giovanissimi, sostiene Wurzburger: «Sui 12-14 anni, ma in grado di fare più danni delle cavallette. Peraltro volti noti, figli di lavoratori. Ragazzi a posto ma con il vizio del teppismo». La vicina pattuglia di polizia non è riuscita a intervenire, così come il posto di blocco dell’Esercito. «Ho cercato di chiamare la polizia municipale ma era troppo tardi. I graffitari si erano già dileguati».

L’episodio è solo l’ultimo di una lunga serie: «L´escalation è iniziata dall´estate scorsa. Tutte le sere gruppetti di adolescenti si riuniscono sotto la chiesa. Tra una birra e una sigaretta si divertono a ricoprire questo tesoro architettonico di dediche alla fidanzata o di prese in giro agli amici. Non solo: distruggono piante e vasi, colpiscono con pallonate le vetrate antiche, ma questo è il minimo», racconta sempre Wurzburger.

Prima, a proteggere la chiesa, c’era un cancello di recinzione. Fino al 2002. Poi è stato rimosso in base ad un piano di riqualificazione urbana che voleva mettere in luce le fondamenta del complesso monumentale di Sant’Eligio: «Legittima la valorizzazione estetica, ma ci vorrebbe più riguardo alla sicurezza del bene storico. Stiamo cercando di riqualificare l’area del Mercato. Tra poco apre il Polo Orefici, ci sono due nuovi alberghi e questo borgo potrebbe essere di richiamo turistico», spiega amareggiato l’assessore della Municipalità.

Ora la struttura è in cattivo stato. I danni complessivi ammontano a circa diecimila euro: la delicatezza del tufo pretende un lavaggio con sabbia e acqua a cura di professionisti del restauro. «Perciò sono intenzionato a promuovere una raccolta di fondi a partire da martedì, approfittando del concerto dell’Epifania nel Complesso Monumentale alle 21», conclude Wurzburger

- Advertisment -

Articoli popolari

Fake news prima dell’era social: la stampa e la Guerra del Golfo del ’91

Il 17 gennaio 1991 scattava l'operazione militare "Tempesta nel Deserto" la più grande operazione militare Usa dalla Seconda guerra mondiale. Proprio il 17 gennaio...

Ecco l”ultimo “crimine” del generale Patton

da Barbadillo.it - del 18 marzo 2015 Vorrei denunciare un recente crimine di guerra, ancora una volta a...

Mosca: chiuso il ristorante-kebab dedicato a Stalin

Giuseppe D'Amato per "Il Messaggero" del 14 gennaio 2021 Hanno chiuso il fast food Stal'in, i nostalgici del vecchio regime...

Dalle Foibe all’Esodo. Il nuovo speciale di Storia in Rete in edicola e pdf

In edicola e in PDF è disponibile il nuovo speciale monografico di "Storia in Rete", dedicato alle questioni della frontiera orientale...