Home Stampa italiana 1 Il Museo Civiltà Romana resterà chiuso anche durante il Giubileo

Il Museo Civiltà Romana resterà chiuso anche durante il Giubileo

 Resta chiuso il Museo della Civiltà Romana durante il Giubileo. Il sovrintendente Claudio Parisi Presicce: «Stiamo cercando la soluzione per non privare completamente i visitatori della collezione, ma in un altro luogo».

di Maria Rosaria Spadaccino dal del 20 ottobre 2015

Resta chiuso il Museo della Civiltà Romana. Nessun pellegrino, nessun visitatore che verrà a Roma per il Giubileo potrà visitare i padiglioni progettati dagli architetti Aschieri, Bernardini, Pascoletti e Peresutti per l’esposizione universale del 1942. La grande struttura dell’Eur, parte fondamentale del polo museale del quartiere, è chiuso dal gennaio 2014 e da allora non ha mai riaperto. In un primo tempo si parlava di chiusure temporanee solo di alcune sale per la riqualificazione, la messa a norma degli impianti e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Lavori necessari
Ma dopo pochi giorni la chiusura è stata estesa a tutto il Museo e al Planetario, gli ispettori del Ministero del lavoro quando furono chiamati a valutare il piano di riqualificazione e la possibilità di apertura di alcune sale, in particolare quella con il Plastico diedero un parere negativo. «Effettivamente è una struttura che dagli anni ‘50 non ha mai avuto alcun intervento – spiega il sovrintendente Claudio Parisi Presicce – di manutenzione straordinaria, la chiusura si è resa necessaria per motivi di sicurezza sia per i lavoratori che per i visitatori». Nel museo devono essere rifatti completamente gli impianti, compresi quelli antincendio, ma ci sono anche importanti interventi strutturali da eseguire, come i solai interni, il porticato esterno con il colonnato realizzato in marmo di travertino.

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Il ricorso al Tar
Due mesi dopo la chiusura fu pubblicato il bando di gara per i lavori, hanno partecipato 130 imprese, quella che si è aggiudicata l’appalto poi è stata esclusa per una documentazione non idonea, si è passata alla successiva, ma la prima ha fatto ricorso al Tar, quindi l’affidamento e l’avvio dei lavori si sono bloccati, in attesa della sentenza che dovrebbe esserci il prossimo mese. «Sono lavori importanti – continua Parisi Presicce – che coinvolgeranno una struttura di oltre 35mila metri quadrati. Ci vorranno almeno due anni per terminarli dal momento in cui cominciano. In ogni caso stiamo pensando ad una soluzione alternativa per non privare completamente i visitatori del patrimonio museale, ovviamente in un’altra struttura». Il museo contiene quanto raccolto dalla combinazione della mostra archeologica del 1911, del museo dell’Impero Romano e della mostra Augustea della Romanità, ovvero riproduzioni, calchi di statue, busti iscrizioni, rilievi parti di edifici a grandezza naturale, plastici che ricostruiscono monumenti e complessi architettonici di Roma e delle provincie dell’impero romano.

Il parere di Emiliani
«La verità è che la città paga la mancanza di una politica culturale di ampio respiro – commenta Vittorio Emiliani, presidente del “Comitato per la bellezza” -l’ultimo assessore alla Cultura che aveva una visione davvero progettuale è stato Gianni Borgna, dopo di lui si è aperta una falla enorme. Ricordo ancora con la precedente giunta la proposta di accorpare in un solo luogo tutte le collezioni museali. Come se a Roma una cosa del genere fosse possibile. Bisogna fare presto, l’Eur è un polo culturale importante, non bisogna sottovalutarlo».

 

 

 

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