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Inferno fresco: Dante Alighieri e la cultura goth

Quest’anno ricorre il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri. Il vero miracolo della Commedia non è strettamente poetico, ma risiede soprattutto nella incredibile portata che ha avuto, e ha tuttora, nel plasmare l’immaginario occidentale. Il termine “classico” è noioso e invecchiato male, ma difficilmente un testo ha trasceso a questo modo epoche e popoli: Dante è un classico nel senso più attivo della parola, la sua opera dopo sette secoli è viva tutta attorno a noi ed è capace di influenzare ancora oggi le nuove generazioni di artisti.

da BizzarroBazar del 19 settembre 2015 

Certo, i giovani apprezzano soprattutto l’Inferno.
E questo perché l’Inferno è un turbine di emozioni crudeli, di sensi strappati, di terrori e pietà. Lontano dalla simpatica verve buonista di alcune divulgazioni, che pure riempiono le piazze strizzando l’occhio all’attualità (quando abbiamo conosciuto ben altre letture), l’Inferno è rimasto un coltello che scava nel profondo degli errori dell’anima, che mette a nudo un’umanità fallace e fallata con cui non possiamo che identificarci. E al tempo stesso dipinge un sulfureo affresco, dalla forza terribile e violenta.
Anche secondo Emil Cioran non c’è paragone fra i tre libri: “l’Inferno – esatto come un verbale. Il Purgatorio – falso come ogni allusione al Cielo. Il Paradiso – sfoggio di invenzioni e di insulsaggini… La trilogia di Dante è la maggiore riabilitazione del diavolo che un cristiano abbia intrapreso” (in Sillogismi dell’amarezza, 1952).

Vittorio Sermonti, uno dei maggiori esegeti della Commedia, intervistato nel 2006 sulle pagine del Corriere stimava che “i giovani capiscono Dante meglio di tanti accademici […] L’Inferno è più splatter di certi fumetti o videogiochi”. Quattro anni dopo, a riprova dell’appeal che il libro può ancora avere nella cultura pop giovanile, esce il videogame Dante’s Inferno.

Per esplorare le influenze dantesche sul mondo dell’immaginario contemporaneo apre il 25 settembre al MIAAO (Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi) di Torino una mostra curata da Lorenza Bessone dal titolo Inferno fresco.

Abbiamo deciso di segnalare questa iniziativa per due motivi.

Pole Ka Hell Canto XXXIV
Pablo Echaurren, Mutilati ignavi (Dante’s Inferno Canto XXVIII), 2004, tarsia di panni e plastiche imbottite eseguita da Marta Pederzoli, 113×66 cm. Cortesia MIAAO.

Innanzitutto questa mostra è curiosa in quanto si propone di esplorare l’impatto del primo libro della Commedia sull’immaginario delle sottoculture dark/goth, spesso poco considerate ma che rappresentano una declinazione giovanile fertile e interessante.
In secondo luogo, il taglio dato alla mostra è eminentemente femminile: con l’eccezione di tre artisti maschi, tutte le opere presentate sono a firma di illustratrici più o meno affermate. La dimensione femminile, lungi dall’edulcorare i toni, apporta alle rappresentazioni infernali una visceralità e un’intensità sicuramente uniche.

 

Pablo Echaurren, Mutilati ignavi (Dante’s Inferno Canto XXVIII), 2004, tarsia di panni e plastiche imbottite eseguita da Marta Pederzoli, 113x66 cm. Courtesy MIAAO.
Alice Richard aka Pole Ka, Lucifer (Dante’s Inferno Canto XXXIV), 2014, grafite e inchiostri di china su carta, 42×29 cm.

 

Lo chiarisce il comunicato stampa della mostra:

A proposito degli esiti di questa dantesca chiamata alle arti, si anticipa una interessante riflessione della curatrice Lorenza Bessone, che appartiene alla stessa generazione di molte tra le disegnatrici invitate, tutte under 40: “nonostante l’approccio oltranzista del brief di progetto, che si riferiva all’ horror-splatter anche per evitare ogni insopportabile visione ‘benigna’ di Dante, molti elaborati sono sorprendenti pure per la sofisticazione nelle scelte di alcuni personaggi e la dissimmetria delle varie referenze culturali, tra pop e top”. A esempio la francesina Pole Ka, a partire da Semiramis lussuriosa compone una suite perturbante, fondata anche su una sua dichiarazione di poetica: L’Enfer est intime, ed è la ricorrente rappresentazione dell’apparato uterino come luogo di destino ferale.

Finamore Hell Canto IX
Giorgio Finamore, Le feroci Erine (Dante’s Inferno Canto IX), 2015, matita su carta, editing e pittura digitale, 42×29,5 cm.

Oppure Beatrice è ritratta da Helbones all’età del primo incontro con Dante, a 9 anni, caratterizzata da Big Eyes, evidente citazione di pittura Lowbrow, con però delle stelline di dentro a cinque punte, e un’iscrizione in provenzale che presuppone frequentazioni di filologia fromanza…E ancora un’altra subalpina, Elisa Scesa, con una sua araldica Aracne provoca il brivido dell’ibrido, gemmato da accoppiamenti assolutamente non giudiziosi… E così via, con prove tutte, ci si sente persino di azzardare, di nuova Stilmischung, di quella mescolanza di stili sublimi, medi, e umili che secondo un altro grande lettore di Dante, Erich Auerbach, caratterizza anche la Commedia dantesca.

 

Seitzinger Hell Canto XVII
Elisa Scesa aka Elisa Ada Seitzinger, Aracne (Dante’s Inferno Canto XVII, Purgatorio Canto XII), 2015, tecnica mista su carta, 42×29,5 cm.

Inferno fresco. Nuove illustratrici dantesche
direzione artistica Enzo Biffi Gentili / a cura di Lorenza Bessone
Sede: MIAAO Galleria Sottana. via Maria Vittoria 5. 10123 Torino. Italia
Periodo di svolgimento: dal 25 settembre al 31 ottobre 2015
Orari di apertura: sabato ore 15-19.30, domenica ore 11-19
Inaugurazione venerdì 25 settembre 2015 alle ore 12
INGRESSO LIBERO
Info: Tel. 011 561 11 61 Mail: miaao.museo@gmail.com

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