Home Stampa italiana 1 Kerry a Hiroshima. Omaggio alle vittime, ma niente scuse

Kerry a Hiroshima. Omaggio alle vittime, ma niente scuse

160411020801-john-kerry-hiroshima-wreath-large-169Per la prima volta nella storia un capo della diplomazia americana si reca a Hiroshima, ma gli Usa si rifiutano di chiedere scusa al Giappone.
di Luca Cirimbilla da L’Ultima Ribattuta del 11 aprile 2016 
Si è svolta al museo Memoriale della Pace che illustra gli orrori provocati dalla bomba sganciata sulla città il 6 agosto 1945, la visita dei ministri degli Esteri che in questi giorni sono in Giappone per il vertice tra le potenze del G7. Chi considera la storica visita del diplomatico americano come segno di pentimento o di scuse verso il Paese nipponico si sbaglia di grosso: “Gli Stati Uniti non chiederanno mai scusa per la bomba atomica” ha fatto sapere lo staff di Kerry.
L’incontro di questi giorni serve a preparare il vertice dei leader del G7 che si celebrerà il 26 e 27 maggio prossimi nel parco naturale di Ise-Shima, nel centro del Paese. La presidenza a rotazione del G7 che è sotto la guida del Giappone poteva rappresentare una svolta storica nelle relazioni tra i due Paesi e invece si è rivelata un’occasione sprecata.

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C’è chi ha considerato le mancate scuse come l’ennesima offesa degli Stati Uniti verso le vittime giapponesi, oltre 160mila a Hiroshima, circa 80mila a Nagasaki tra vittime causate dalla bomba e morti nei mesi successivi a causa delle radiazioni. Non manca chi incredibilmente prova a giustificare l’attacco atomico degli Usa in Giappone come un’accelerazione della fine del secondo conflitto mondiale. Le forze militari giapponesi, infatti, erano ormai sul punto di deporre le armi: per questo l’altra giustificazione dell’atomica su Hiroshima si basa sul presunto “avvertimento” al nemico della Russia sovietica, dipinto come prossimo invasore dei territori nipponici.
Le versioni sulla strage di Hiroshima però non sono servite a cancellare la tragedia per cui gli Usa ancora oggi non sembra voler chiedere scusa.

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