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La Mafia voleva usare Frank Sinatra per ricattare i Kennedy

Festini sessuali dei fratelli Kennedy, tentativi di ricatto da parte della mafia, inchieste su possibili contatti con comunisti. Il dossier dell’Fbi su Ted Kennedy, 2352 pagine di documenti nel periodo tra il 1961 e il 1985, è dominato dalle numerose minacce di morte contro Ted, specie dopo le uccisioni di John e Bob Kennedy, ma nel fascicolo é possibile trovare documenti più insoliti.

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di Cristiano Del Riccio da Prima pagina: Ansa.it del 15 giugno 2010

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Un memorandum dell’Fbi rivela che nel 1965 l’agenzia federale indagò su possibili festini sessuali avvenuti, in diverse occasioni, in un appartamento del Carlyle Hotel di New York con la partecipazione dei tre fratelli Kennedy, di Frank Sinatra, Marilyn Monroe, Sammy David Jr., Peter Lawford e sua moglie Patricia Kennedy. Secondo l’Fbi all’origine di queste voci c’era Jacqueline Hammond, ex-moglie di un ambasciatore americano in Spagna, molto ricca e proprietaria della suite al Carlyle che avrebbe ospitato i festini. Che l’Fbi non era però riuscito a confermare.

Un altro documento insolito è quello ricevuto dal quartier generale dell’Fbi a Washington nel 1965 dall’ufficio di Milwaukee. Un informatore aveva fatto sapere che la mafia, che cercava vendetta per le iniziative contro il crimine organizzato avviate da Bob Kennedy come Attorney General, stava cercando di usare collaboratori di Frank Sinatra per porre Bob e Ted Kennedy in situazioni ricattabili, con l’aiuto di ragazze compiacenti. Anche in questo caso l’Fbi, aperta una indagine, non aveva trovato conferme attendibili. Durante un viaggio di Ted Kennedy nell’America latina nel 1961, allora era solo il fratello del presidente JFK, l’Fbi sorvegliò con grande attenzione ogni suo contatto con ‘intellettuali sinistroidi’ e possibili ‘agenti comunisti’.

Durante il viaggio di ritorno Ted Kennedy dimenticò il suo quaderno di appunti in aereo. Gli impiegati della Pan Am consegnarono il libretto all’FBI che fece minuziosa copia di tutti gli appunti prima di restituirlo al legittimo proprietario. Un altro documento in data 1969 mostra il grande interesse del presidente Richard Nixon per l’incidente di Chappaquiddick costato la vita a Mary Jo Kopechne, una collaboratrice di Ted Kennedy, annegata nella vettura guidata da Ted. John Dean III, all’epoca funzionario del ministero della Giustizia, ma successivamente legale della Casa Bianca di Nixon, chiese all’Fbi di indagare su un viaggio in Grecia fatto dalla donna l’anno prima. “Nixon era convinto di poter usare l’incidente per affossare Ted Kennedy se si fosse presentato come suo rivale per la Casa Bianca”, spiegò anni dopo Dean.

Tra le tante minacce di morte contro Ted Kennedy spicca quella di Sirhan Sirhan, che nel 1968 aveva ucciso Bob Kennedy. L’assassino offrì ad un compagno di prigione “un milione di dollari e una vettura” per uccidere Ted Kennedy. Ma il detenuto rifiutò l’offerta e rivelò alla polizia la proposta ricevuta. Da notare che Ted Kennedy scrisse alla procura di Los Angeles esortando a non chiedere la pena di morte contro l’assassino di suo fratello.

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Inserito su www.storiainrete.com il 16 giugno 2010

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