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L’ANPI di Como: “Il 25 aprile sia vietato ai fascisti”

L’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia è scesa in campo con un appello al prefetto affinché in Tremezzina domenica 25 aprile, 65° anniversario della Liberazione, non venga autorizzata la manifestazione indetta dall’Unione nazionale combattenti della Repubblica sociale italiana.

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da La Provincia, quotidiano di Como online La Provincia di Como

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Quel giorno, infatti, a distanza di un chilometro saranno presenti rappresentanze partigiane a Tremezzo e nostalgici di Salò a Mezzegra, una coincidenza che si verifica ogni cinque o sei anni in considerazione del fatto che i reduci della Rsi, da tanto tempo, hanno individuato l’ultima domenica di aprile per la celebrazione della messa in suffragio di Benito Mussolini e Claretta Petacci. Con seguito di un breve con corteo dalla chiesa di Sant’Abbondio fino al cancello di villa Belmonte a Giulino dove c’è la croce che ricorda il fatto storico del 28 aprile 1945.
L’Anpi ha diffuso un comunicato per sottolineare che «una delegazione dell’associazione composta da Luciano Forni, Renzo Pigni e Walter Nenci si è recata dal prefetto Michele Tortora per presentare la protesta dei democratici per la disdicevole e provocatoria manifestazione indetta dai reduci della Rsi in ricordo di Mussolini giustiziato a Mezzegra per ordine del Clnai.
«Tale raduno – aggiunge la nota – rappresenta un’apologia del regime fascista proprio il 25 Aprile, giornata della Liberazione e festa nazionale voluta dalla Repubblica italiana. Viene creato uno stridente contrasto tra i nostalgici di un’esperienza nefasta come il fascismo e i sentimenti del popolo italiano fedele alla libertà e alla democrazia sancite dalla Costituzione».
L’Anpi dichiara di avere sottolineato al prefetto la gravità dell’iniziativa «che rischia di creare contrasti e turbativa dell’ordine pubblico con l’invito a intervenire presso il questore perché il raduno sia vietato nel rispetto della legge Mancino che bandisce l’apologia del fascismo».
«Non c’è alcuna apologia – risponde il presidente dei combattenti Rsi Mario Nicollini prossimo al compimento dei 98 anni, responsabile del raduno – e da tale presunto reato sono stato assolto il 27 marzo 1985 dal tribunale penale di Como presieduto da Francesco Vincifori in quanto il fatto non sussiste. Ero stato denunciato per avere esposto l’effige di Benito Mussolini, per avere eseguito il saluto romano e per avere diffuso musiche e inni del fascismo proprio  a Mezzegra il 28 aprile 1984. Preciso inoltre che il nostro è un ricordo prettamente religioso con celebrazione della messa in suffragio di Mussolini, della sua compagna e del caduti Rsi».
Il saggio intuito dei due parroci, a Tremezzo e a Mezzegra, ha comunque disposto orari particolari nella celebrazione delle messe. Alle 11 nella chiesa di Tremezzo, alle 11,20 in quella di Mezzegra.

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Inserito su www.storiainrete.com il 23 aprile 2010

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