Home XX secolo A Norimberga un museo ricorderà il processo al Nazismo

A Norimberga un museo ricorderà il processo al Nazismo

Il palazzone è sempre lì, in un quartiere non centralissimo di Norimberga, solido sulle sue fondamenta, fortificato da spesse mura di granito color rosa. Una targa di ottone all’ingresso ricorda la sua funzione, la stessa oggi come 65 anni fa: Schwurgericht. La sua solidità lo salvò dai bombardamenti a tappeto degli alleati durante la Seconda Guerra mondiale. Ed è per quel motivo che gli americani lo scelsero come sede del processo più celebre di tutti i tempi: il processo di Norimberga.

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di Pierluigi Mennitti da Lettera43 del 20 novembre 2010 

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Dal primo settembre 1945 al primo ottobre 1946, si tennero qui i processi contro i principali criminali di guerra nazisti di fronte al tribunale militare internazionale. Il 21 novembre, esattamente dopo 65 anni, nei saloni al primo piano, proprio sopra alla famosa Sala 600 immortalata nelle foto e nei filmati dell’epoca, verrà inaugurato un museo che ripercorre l’atto conclusivo della storia del nazismo.

Il Nürnberger Nachrichten ha descritto, il 20 novembre, con un lungo articolo l’evento, che raccoglierà a Norimberga per l’inaugurazione molte personalità, ma non il segretario di Stato americano Hillary Clinton, impegnata altrove. Ci sarà invece il suo omologo russo Sergej Lawrow, assieme al ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle. Il museo si chiamaMemorium Nürnberger Prozesse e fa parte del più vasto complesso museale della città.
Da un’apposita finestra, si potrà direttamente sbirciare sulla Sala 600 e sui banchi (ma non sono più quelli originali) dove sedettero Hermann Göring, Rudolf Hess, Joachim von Ribbentrop, Albert Speer e gli altri grandi accusati del regime. Visitare l’edificio storico era possibile già prima, entro ristretti orari di apertura, ma la nuova esposizione aggiuntiva promette di illustrare ai visitatori con abbondanza di informazioni multimediali la storia del processo, i motivi dell’accusa, le ragioni delle condanne, assieme a una rassegna della giurisdizione dei tribunali penali internazionali contro i crimini dell’umanità, che venne profondamente influenzata dai procedimenti di Norimberga.

Oltre al processo principale infatti, durato appunto un anno fra il 1945 e il 1946, in questo stesso palazzo si tennero anche i processi cosiddetti secondari, che videro alla sbarra medici, giuristi, industriali, poliziotti, uomini delle Ss, militari e politici di secondo rango e che si prolungarono fino al 1949.
Erano anni di grande confusione, nella Germania post-bellica seppellita dalle macerie, e i processi vennero condotti sotto straordinarie misure di sicurezza per il pericolo che gruppi di nostalgici nazisti tentassero azioni spettacolari per liberare i detenuti.
Particolarmente delicato fu l’andamentoanche rispetto alla volontà degli alleati, e degli americani in particolare, di dimostrare che il giudizio dei vincitori sarebbe maturato attraverso procedimenti di tipo democratico.
Non mancarono invece, da parte della popolazione tedesca, accuse di giustizia di parte. Il processo principale si concluse con 12 condanne a morte, di cui una in contumacia contro il capo del partito nazista Martin Bormann, tre ergastoli, quattro condanne fra i 10 e i 20 anni e tre assoluzioni. I processi secondari, invece, non si tennero di fronte al tribunale internazionale, dal momento che, con l’inizio della Guerra Fredda, era venuta meno l’alleanza tra le quattro potenze vincitrici.

La scelta di Norimberga fu in gran parte dettata da motivazioni logistiche. Il processo, in un primo tempo, si sarebbe dovuto tenere a Berlino ma la distruzione pressoché totale della capitale e dei suoi palazzi istituzionali costrinse gli alleati a cercare un’altra sede.
La scelta della città franca fu anche una sorta di nemesi storica, dal momento che Hitler la scelse per le grandi manifestazioni oceaniche di partito che si tenevano regolarmente al Campo di marte, tra giochi di luce e riti di massa documentati dalle pellicole cinematografiche di Reni Riefenstahl.
Anche lì, oggi, sui resti di quello che fu il grande stadio alla megalomania hitleriana, una mostra documentaria illustra la storia tragica di quei 13 anni della Germania.

l nuovo Memorium Nürnberger Prozesse, ha concluso la Nürnberger Nachrichten, occupa un’area di 750 metri quadrati, per i quali il borgomastro della città ha ringraziato personalmente i giudici («Gli unici che ci hanno perso qualcosa da questa decisione, un po’ di spazio»), ed è costato 4,2 milioni di euro, suddivisi fra Stato, regione e comune.
Una parte è dedicata al lavoro più recente del tribunale internazionale dell’Aia. Molti testi e immagini e poche reliquie: sarà infatti possibile vedere solo una piccola parte dei banconi originali su cui sedettero gli imputati.
Lo scopo del museo, nelle intenzioni degli organizzatori, è quello di stimolare la riflessione sul passato piuttosto che il voyeurismo storico.

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Inserito su www.storiainrete.com il 28 novembre 2010

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