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Quasi 600 mila gli studenti di italiano nel mondo

lingua italianaSono quasi 600.000, per la precisione 577.215, gli studenti di lingua italiana nel mondo censiti dalla Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese del MAE, che ha presentato oggi i dati della sua ricerca in occasione del convegno “Parliamone: l’italiano come risorsa” alla Farnesina.

da AISE del 29 gennaio 2014 logo

Ad illustrare lo studio è stato Stefano Zanini della Direzione stessa, insieme al collega Maurizio Antonini, i quali hanno confermato quanto già annunciato dal sottosegretario Mario Giro in apertura dell’incontro: il numero in realtà è ben più alto poiché nella ricerca non sono state prese in considerazione tutte quelle realtà, private e non, in cui pure si insegna la lingua italiana, ma che, non ricevendo contributi pubblici, non possono essere censite con certezza.

Sono dunque gli Istituti Italiani di Cultura, le Scuole e le Sezioni italiane presso le scuole straniere, le Università straniere, i corsi tenuti da Enti privati nelle scuole locali con contributi MAE e quelli della Società Dante Alighieri al centro della ricerca, dalla quale emerge subito un dato interessante: il 41% degli studenti (238.556), quasi la metà del totale, sono giovani o giovanissimi con meno di 18 anni.

I corsi si concentrano maggiormente nelle aree a forte connotazione migratoria, America Latina in testa con 201.082 studenti, il 36% del totale. Un dato che si deve, ha osservato Zanini, anche alla consolidata presenza di un “associazionismo attivo”. Seguono a pari merito con il 21% Unione Europea (122.458) e Nord America (119.304) e poi Asia ed Oceania (13% pari a 77.755), dove Zanini ha auspicato il consolidamento dell’insegnamento nelle scuole ed istituzioni scolastiche locali. Occorrerebbe infine una più forte politica di “espansione” con “iniziative strategie ed innovative” tanto nei Paesi Extra-Ue (6% pari a 34.175) quanto nell’area del Mediterraneo e Medio Oriente (2% pari a 14.325), dove l’87% degli studenti è adulto, e dell’Africa Sub-sahariana (1% pari a 8.116).

Qualunque area geografica si consideri, il numero maggiore di studenti – oltre la metà (309.630) – è iscritto ai corsi erogati da Enti privati nelle scuole locali e ciò nonostante questi abbiano subito negli ultimi anni una “costante contrazione di risorse (-65%) e di contingente scolastico”. Come ha riferito Antonini, la Direzione generale è stata costretta a “selezionare gli enti gestori più virtuosi per razionalizzare le risorse” e così, attestandosi ad un 30% in meno di iniziative, “siamo riusciti in qualche misura a parare i colpi”. Ma, ha aggiunto il consigliere del MAE, “restano delle criticità”, per risolvere le quali occorre agire su diversi fronti: coordinare le iniziative, come oggi da più parti è emerso; migliorare la qualità formativa dell’insegnamento; diffondere l’insegnamento on line per il quale il MAE sta collaborando con la piattaforma Icon; e non ultimo “avere certezza delle risorse”.

Tornando alla ricerca, la Dante Alighieri eroga corsi a 119.494 studenti, seguono gli IIC con 70.773, le università straniere con 48.289 e le scuole e le sezioni italiane nelle scuole straniere con 29.029.

Dalla ricerca emergono infine due casi particolari. Quello degli Stati Uniti dove l’Advanced Placement Programm, così strenuamente conquistato dall’Italia dopo anni di mancanza di risorse, sta dando i suoi risultati: nel 2012 a scegliere l’italiano per l’esame sulle competenze linguistiche che consente di acquisire crediti per l’accesso alle università sono stati 1.806 studenti, nel 2013 1.980 e si stima che nell’anno scolastico 2015/2016 saranno 2.500.

C’è infine il caso Uruguay, Paese piccolo ma di antica e consolidata presenza italiana dove a fronte di 8.987 studenti dei corsi assistiti dal MAE se ne registrano quasi altrettanti, ovvero 7.881, nei corsi non assistiti, per un totale di 16.868 studenti. Il che, ha rilevato Zanini, dimostra l’esistenza di “un meccanismo molto solido di interesse per l’italiano”. Intanto però, per effetto della razionalizzazione della rete diplomatica il Consolato di Montevideo sarà declassato a Cancelleria Consolare. L’IIC resta, almeno per ora.

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