Home Stampa italiana 1 Ridare forza ai piccoli borghi: un’occasione da non sprecare

Ridare forza ai piccoli borghi: un’occasione da non sprecare

Il Pnrr stanzia oltre un miliardo di euro per il rilancio dei centri. Ma non è ancora chiaro come le risorse verranno impiegate. Se ne discuterà a Lucca il 7 e l’8 ottobre

di LuBeC – Lucca Beni Culturali – da Il Corriere della Sera del del 24 Settembre 2021

Che in Italia si dovesse ripartire dalle cose belle, era quasi prevedibile. Merito di un patrimonio artistico e culturale enorme, capillare ed eterogeneo. Adesso, dopo la pandemia e con il varo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, c’è un’occasione di cambiamento e rigenerazione culturale dei territori. A partire dai piccoli borghi.

L’Italia dei piccoli borghi
La missione Uno del Pnrr vuole dare impulso alla digitalizzazione, all’innovazione, alla competitività, alla cultura e al turismo investendo sul cambiamento e sulla sinergia tra amministrazioni pubbliche e privati. Uno sforzo che punta sulle imprese (in particolare quelle medio-piccole, che rappresentano la spina dorsale dell’economia italiana ma sono ancora indietro sul fronte dello sviluppo digitale) e destina 1,02 miliardi di euro al Piano Nazionale Borghi, un’azione programmatica di sostegno allo sviluppo economico e sociale delle zone svantaggiate, basato proprio sulla rigenerazione culturale dei piccoli centri e sul rilancio turistico.

Accanto all’Italia delle grandi città, oltre Roma e Napoli, Venezia, Milano e Firenze, esiste infatti una costellazione di piccoli centri, spesso lontani dagli itinerari più consueti (e affollati), che aspettano di essere coinvolti e supportati. Un’Italia incantevole ma ancora non abbastanza valorizzata da istituzioni e tour operator. Dove viaggiare, ma anche dove vivere. A patto di avere le risorse necessarie per farlo.

Accelerare la rigenerazione culturale
I nodi da sciogliere sono ancora molti. Come raggiungere questo obiettivo? A chi destinare i fondi e come supportare le amministrazioni centrali e locali in questo cambiamento epocale? Per rispondere a queste domande, la fondazione Promo PA ha messo il Piano Nazionale Borghi al centro dell’annuale evento dedicato alla filiera beni culturali-tecnologie-turismo: LuBeC – Lucca Beni Culturali, il 7 e l’8 ottobre, sarà dedicato al tema “Cultura 2026 | Competitività, innovazione e digitalizzazione”. L’appello di Gaetano Scognamiglio, presidente di Promo PA, è chiaro: “Accessibile e di qualità, inclusivo verso i piccoli comuni e fondato sui contenuti, non solo sui mattoni. Così dovrà essere il Piano Nazionale Borghi, il maggior cespite di investimento nel Pnrr per la cultura, un’occasione senza precedenti di cambiamento e valorizzazione del patrimonio diffuso. Ma su bandi e progettazione bisogna fare presto”. Scognamiglio, infatti, pone l’attenzione sulle criticità delle piccole amministrazioni locali, deficitarie di competenze adeguate. “Per la buona riuscita del Piano, è bene che le piccole comunità siano in condizione di esprimere progetti capaci di giustificare l’impiego dei fondi, tuttavia non sempre un comune di 5 mila abitanti vanta le figure professionali adeguate per elaborare proposte inerenti il proprio patrimonio artistico e monumentale”. “Il Pnrr è un’occasione da non perdere e nell’incontro dell’8 ottobre approfondiremo ulteriormente le riflessioni sul tema”, afferma Francesca Velani, direttrice di LuBeC. “Il focus sarà sulle opportunità finanziarie del Piano ma anche sulla valutazione dell’impatto dell’investimento in cultura sui territori rispetto al raggiungimento degli obiettivi dell’agenda 2030 per la sostenibilità”.

I CONTENUTI DI QUESTO ARTICOLO SONO STATI PRODOTTI DA LUBEC

- Advertisment -

Articoli popolari

Semmelweis: il medico che voleva salvare le mamme. E che fu cacciato dai suoi colleghi

A Vienna Filippo Semmelweis, medico ungherese di metà Ottocento, capì per primo che una maggiore igiene di chirurghi e ostetrici poteva evitare...

Coppa Volpi, quest’anno a Venezia niente polemiche

Quest’anno il conte Volpi di Misurata ha potuto dormire sonni tranquilli. L’industriale governatore della Tripolitania dal 1921 al 1925, e poi...

“Ogni riferimento è puramente casuale”. Ecco perché i Cingolani odiano la Storia

Il processo dura da decenni, ma motus in fine velocior, per cui non ci stupiamo se ora ciò che prima veniva solo...

Gentile, il filosofo tradito dal suo biografo più recente (e malevolo)

Nel numero 184 di Storia In Rete (ottobre 2021) il professor Paolo Simoncelli ha scritto una lunga e dettagliata recensione al volume...