Home In primo piano Serve un museo del Ventennio (senza fare apologia)

Serve un museo del Ventennio (senza fare apologia)

Archiviato (o quasi) il centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, già si profila un ben più scomodo anniversario, il novantesimo della Marcia su Roma, che non sarà certamente celebrato, ma sicuramente ricordato con prevedibili polemiche. A far discutere sarà anche la proposta, lanciata sul prossimo numero di “Storia In rete”, di un museo dedicato all’Italia durante il ventennio, o per lo meno di una sezione su quel periodo all’interno di un museo di Storia nazionale. Sull’esempio di quanto è stato fatto a Bonn dal Museo di storia della Germania, dove l’anno scorso fu anche allestita una mostra di grande successo su Hitler.

.

di Dino Messina dal blog del “Corriere della Sera” “La nostra storia” del 18 dicembre 2011

La nostra storia

.

A promuovere l’idea, in un’intervista di Emanuele Mastrangelo sul mensile diretto da Fabio Andriola, sarà Marco Pizzo, direttore del museo del Risorgimento di Roma, che ne aveva già parlato in ottobre a Radio 24 nella trasmissione Melog 2.0 di Gianluca Nicoletti. C’è chi ancora pensa che un’iniziativa di questo tipo possa contribuire a dare una visione positiva del regime, se non configurarsi come apologia del fascismo. E argomenta che, a differenza della Germania, il nostro Paese non ha mai fatto i conti con il proprio passato. Saremmo quindi ancora immaturi. Niente di più sbagliato, perché dopo decenni di studi e dibattiti storiografici ampiamente maturati dall’opinione pubblica, le famose rimozioni (dell’una e dell’altra parte) sono state spazzate via. Il fascismo è storia a tutti gli effetti e come tale può essere rappresentato non soltanto attraverso film drammatici o caricaturali, ma in un museo o in una sezione di un museo di storia nazionale (che l’Italia inspiegabilmente non ha ancora realizzato) dove a parlare sarebbero i documenti veri (fotografie, opere d’arte, documentari filmati, reperti e cimeli di varia natura). Un buon punto di partenza potrebbe essere costituito dalle 24 casse custodite a Roma presso l’Archivio centrale dello Stato, dove è raccolto parte del materiale utilizzato per la spettacolare «Mostra della rivoluzione fascista» inaugurata il 28 ottobre 1932 al Palazzo delle esposizioni nel decennale dell’avvento del regime. Quei documenti, classificati venti anni fa, sono a disposizione degli storici. È tempo di mostrarli a tutti gli italiani. Senza paura di apologie.

_____________________________

Inserito su www.storiainrete. com il 18 dicembre 2011

- Advertisment -

Articoli popolari

Apologie. Omaggio a Rosa Luxemburg, “Rosa della Libertà”

Chi mi conosce sa che da moltissimi anni non ho più manifestato posizioni di simpatia o di comprensione nei confronti della...

1947: il PCI voleva che l’Italia si tenesse le sue colonie

di Pierluigi Romeo di Colloredo-Mels - da Storia In Rete n. 178 - gennaio-febbraio 2021 Mentre sull’onda dei vandalismi...

PCI 1921-’21. Perché non abbiamo bisogno di una Norimberga per il Comunismo

Cento anni fa nasceva il Partito Comunista Italiano. Lo ricordano non tantissimi, e fra questi soprattutto i nostalgici (pochi) e gli...

Ufo, la Cia svela migliaia di dossier governativi

di Roberto Vivaldelli - da Il Giornale del 15/01/2021 Migliaia di documenti declassificati della Cia sui cosiddetti Ufo - oggetti...