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Storia in Rete n. 157, novembre 2018

La Repubblica Sociale Italiana è un capitolo della storia nazionale raccontato troppo spesso coi toni del reducismo o della condanna acritica. L’uscita di un nuovo libro che molto sta facendo parlare di sé è l’occasione per riprendere il discorso sui 600 giorni di Salò, cercando di costruire una biografia di quella Repubblica, partendo dalle biografia dei tanti che vi aderirono. Un’avventura durata 600 giorni fra sangue, rastrellamenti e leggi razziali ma anche cercando di darsi un impianto giuridico costruito – o tentato – durante i suoi venti mesi e che è passato spesso armi e bagagli all’Italia riunificata nel dopoguerra. Le esperienze dei singoli protagonisti si fondono con il panorama generale in un contesto in cui è vano cercare una generale coerenza ideologica, mentre il caso decideva scelte e destini individuali.

Quindi, con Aldo Mola, si passa dalla tragedia della guerra civile a chi le guerre voleva evitarle: l’erasmus ante litteram è stato rappresentato dalla società Corda Fratres, che voleva radunare gli studenti universitari dell’intera Europa durante la Belle Epoque.
Quindi Storia in Rete di novembre dedica un ampio spazio al giallo: dalla violenta fine di Winckelmann, uno dei padri del gusto classicista, ai delitti irrisolti di Jack lo Squartatore nella Londra di un secolo dopo, fino alla misteriosa scomparsa della Signora del Giallo, Agatha Christie, che negli anni Venti fece perdere le sue tracce per 11 giorni. Un buco nero nella sua biografia che la Christie si guardò bene dal riempire…
Infine due capitoli dall’alba dell’Evo Moderno: nel trecentenario della Guerra dei Trent’Anni, un ritratto di Gustavo II Adolfo di Svezia, il re protestante che rivoluzionò l’arte della guerra (e riappiccò l’incendio all’Europa centrale…) e il periodo delle guerre feudali in Giappone, con l’ascesa dei tre uomini che – a tappe successive – avrebbero riunificato l’Arcipelago: Oda, Toyotomi e Tokugawa.
Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di novembre!!

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