<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Storia In Rete &#187; Churchill</title>
	<atom:link href="http://www.storiainrete.com/tag/churchill/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.storiainrete.com</link>
	<description>Il sito ufficiale di Storia In Rete</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 22:02:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<item>
		<title>Guerre anglo-boere: archeologia e visite sui campi di battaglia</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/5798/xx-secolo/guerre-anglo-boere-archeologia-e-visite-sui-campi-di-battaglia/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/5798/xx-secolo/guerre-anglo-boere-archeologia-e-visite-sui-campi-di-battaglia/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:08:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[XX secolo]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Camillo Ricchiardi]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gandhi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre anglo-boere]]></category>
		<category><![CDATA[Perfida Albione]]></category>
		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=5798</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://u.jimdo.com/www25/o/s2a11000fa7cabb41/img/i442b454a869cc3e2/1283259942/std/image.jpg" alt="Gen L. Botha" width="90" height="90" />Il Sud Africa dal 1899 al 1902 fu il palco di uno dei conflitti più controversi della storia. Durante le guerre Anglo-Boere le Repubbliche indipendenti sudafricane si scontrarono con l’Impero Britannico nel tentativo di mantenere la loro indipendenza e il&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://u.jimdo.com/www25/o/s2a11000fa7cabb41/img/i442b454a869cc3e2/1283259942/std/image.jpg" alt="Gen L. Botha" width="90" height="90" />Il Sud Africa dal 1899 al 1902 fu il palco di uno dei conflitti più controversi della storia. Durante le guerre Anglo-Boere le Repubbliche indipendenti sudafricane si scontrarono con l’Impero Britannico nel tentativo di mantenere la loro indipendenza e il controllo sulle risorse minerarie della regione del Transvaal, mentre gli inglesi miravano ad espandere i confini delle loro colonie e a mettere sotto controllo i loro nemici.</p>
<p>.</p>
<p>di Elena Mauri</p>
<p>.</p>
<p>Diversi personaggi illustri parteciparono a questa guerra, fra i quali Winston Churchill, che si trovava in Sud Africa come reporter. Non tutti sanno [<strong><a href="http://www.storiainrete.com/3571/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-60-ottobre-2010/">ma “Storia in Rete” e i suoi lettori sì: vedi “Storia in Rete” n. 60 NdR</a></strong>] che proprio Churchill venne catturato da un italiano, il colonnello Camillo Ricchiardi, uomo di carattere e spirito eccezionali e purtroppo, con i suoi compagni d’avventura, poco noto in patria, Ricchiardi guidava la Legione Volontaria Italiana in questa guerra.</p>
<p>Gli italiani emigrati in Sudafrica in quei tempi erano parecchi, si erano spostati lì per lavorare nelle industrie e nelle miniere, e questa legione era formata da circa 200 soldati che combattevano al fianco delle truppe boere. (per approfondire <a href="http://samilitaryhistory.org/lectures/italyabw.html">http://samilitaryhistory.org/lectures/italyabw.html</a>). Churchill venne spedito a Pretoria insieme a diversi altri prigionieri, ma riuscì a fuggire dal carcere, raggiungendo la fama dopo questo evento, ed entrando così a far parte con successo del mondo politico inglese. Un’altra figura di rilievo storico che prese parte a questo conflitto in modo totalmente pacifico, fu Il Mahatma Gandhi. Vi partecipò come barelliere del Natal Indian Ambulance Corp durante la battaglia di Spionkop (per approfondire: <a href="http://www.angloboerwar.com/south-african-units/447-natal-volunteer-indian-ambulance-corps">http://www.angloboerwar.com/south-african-units/447-natal-volunteer-indian-ambulance-corps</a>). Gli italiani non furono i soli alleati a combattere in questa guerra, che ebbe vera a propria portata internazionale. L’Australia, il Canada, la Nuova Zelanda, l’America, la Francia e la Russia si unirono a sostegno delle due parti, lo scontro Anglo-Boero segnò inoltre un punto di passaggio nel modo di combattere e di vedere la guerra che influenzò profondamente tutti i conflitti successivi.</p>
<p>Durante un recente ricognizione sul campo di battaglia di Vaalkranz, Umlando, una società archeologica sudafricana gestita dall’archeologo Gavin Anderson, ha ritrovato fortificazioni, vari oggetti metallici e sulla collina, che durante la battaglia era occupata dalle truppe boere, anche varie incisioni lasciate dai soldati. Grazie al supporto di uno storico, Umlando ha effettuato dei controlli con i resoconti dello scontro presenti negli archivi, rilevando alcune incongruenze, e trovando risposte a domande che erano rimaste in sospeso per più di un secolo. Fra le varie strutture presenti tutt’ora sul campo, che copre una parte della riserva naturale di Umphafa, Anderson ha notato la presenza di diverse tombe, suppone che alcune di esse  possano appartenere ai caduti Boeri che erano stati dati per dispersi. Nei prossimi mesi si effettueranno delle ricognizioni mirate, e dato che una delle possibili tombe boere è stata danneggiata, verrà aperto uno scavo che si spera porti alla luce materiale sufficiente a confermarne le origini.</p>
<p>Gli scopi di questa ricerca sono diversi, mappare e studiare le incisioni e le strutture presenti sul territorio, ed effettuare delle comparazioni con quanto è riportato negli archivi storici sarà solo il primo passo. Far conoscere al grande pubblico dettagli di un evento fondamentale per la storia contemporanea, e promuovere la conservazione e lo studio di siti e ambienti naturali al momento abbandonati a sé stessi è un ulteriore punto focale del lavoro di Umlando, che si occupa di proteggere e valutare lo stato di conservazione dei beni culturali in Sud Africa ormai da diversi anni. Per questa ragione il progetto di ricerca è stato aperto al pubblico internazionale. Sono stati organizzati dei viaggi di studio di dieci giorni per gruppi di sei persone aperti anche a chi non ha mai avuto prima esperienze simili. Ai partecipanti, che devono essere maggiorenni e in buona salute, viene fornita una formazione completa sia sotto il profilo tecnico che culturale. L’opportunità di effettuare delle ricognizioni a piedi all’interno di zone protette e riserve naturali rende l’esperienza unica ed accattivante anche per chi ama la natura e i viaggi e non si occupa di storia o archeologia per professione. Per informazioni e per seguire gli aggiornamenti direttamente dal campo su questo e sugli altri progetti organizzati da Umlando potete visitare il loro sito: <a href="http://umlando.jimdo.com/expeditions-courses/2nd-anglo-boer-war/">http://umlando.jimdo.com/expeditions-courses/2nd-anglo-boer-war/</a>, oppure seguirli su Facebook: <a href="https://www.facebook.com/groups/umlando/">https://www.facebook.com/groups/umlando/</a></p>
<p>__________________________</p>
<p>Vuoi saperne di più? Leggi Storia in Rete n. 60</p>
<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-60-ottobre-2010/"><img title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/I-cover-storia-60.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
<p>__________________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com l&#8217;11 novembre 2011</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/5798/xx-secolo/guerre-anglo-boere-archeologia-e-visite-sui-campi-di-battaglia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia in Rete numero 73-74, novembre-dicembre 2011</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/5767/archivio-arretrati/5767/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/5767/archivio-arretrati/5767/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 22:53:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio arretrati]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Aleister Crowley]]></category>
		<category><![CDATA[anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Biennio Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[bolscevichi]]></category>
		<category><![CDATA[Brigantaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[Compromesso Storico]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Mattei]]></category>
		<category><![CDATA[Geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Isola Ferdinandea]]></category>
		<category><![CDATA[Madonna delle Ghiaie]]></category>
		<category><![CDATA[Mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Perfida Albione]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Pontelandolfo]]></category>
		<category><![CDATA[Regno delle Due Sicilie]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Sociale Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Risorgimento]]></category>
		<category><![CDATA[satanismo]]></category>
		<category><![CDATA[squadrismo]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=5767</guid>
		<description><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/5767/edicola/5767/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="00 I cover storia 67" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/i-cover-storia-73-74.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Secondo dossier di Storia in Rete sui nostri &#8220;cari vicini&#8221;. Questa volta è il turno della Gran Bretagna: due secoli di ingerenze e sgambetti della Perfida Albione verso l&#8217;Italia e gli italiani. Dal razzismo nemmeno troppo</p></div><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/5767/edicola/5767/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="00 I cover storia 67" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/i-cover-storia-73-74.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Secondo dossier di Storia in Rete sui nostri &#8220;cari vicini&#8221;. Questa volta è il turno della Gran Bretagna: due secoli di ingerenze e sgambetti della Perfida Albione verso l&#8217;Italia e gli italiani. Dal razzismo nemmeno troppo velato alla geopolitica, dalla lotta per il petrolio e per le rotte mediterranee ai misteri degli Anni di Piombo, dalla distruzione del Regno delle Due Sicilie all&#8217;assassinio Matteotti.</p>
<p style="text-align: left;">Storia in Rete passa quindi a parlare di brigantaggio, e in particolare dell&#8217;eccidio di Pontelandolfo. Un capitolo triste della storia del Risorgimento dimenticato o usato strumentalmente, ma che necessita approfondimento e uno sguardo in grado di spaziare a 360°. Dalle aggressioni degli insorgenti filo-borbonici a quelle dei rivoluzionari socialisti negli anni del Biennio Rosso contro gli uomini in uniforme. Una storia negata, spesso liquidata come &#8220;propaganda&#8221; che invece fu una tragica pagina di storia italiana che spianò la strada all&#8217;avvento del Fascismo.</p>
<p>Continua quindi la serie dei &#8220;Grandi Iniziati&#8221;, con il profilo di Aleister Crowley, il dandy che volle creare una nuova religione magica. Storia in Rete si conclude quindi con un articolo sulla vicenda delle apparizioni mariane di Ghiaie di Bonate, la cosiddetta &#8220;Fatima della RSI&#8221;: un episodio quasi sconosciuto su cui pesa una cappa di speculazioni politiche, silenzio e reticenze.</p>
<p>Tutto questo e molto altro su Storia in Rete di novembre-dicembre!</p>
<blockquote>
<ul>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/i-cover-storia-73-74.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n. 73-74</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/03-Sommario-n-73-74.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n. 73-73</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/10-11-mola-acqui-storia.pdf">Il premio Acqui Storia sotto attacco dei soliti &#8220;gendarmi della memoria&#8221;</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/14-17-articolo-fabio-perfida-albione.pdf">Quei buchi che rimangono nel libro &#8220;Golpe Inglese&#8221;&#8230;</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/16-19-golpe-inglese-1.pdf">Il Golpe Inglese: il fil rouge da Matteotti a Mussolini a Mattei a Moro&#8230;</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/30-35-intervista-di-rienzo-napoli-inglesi.pdf">Il regno delle Due Sicilie e gli inglesi: intervista con Eugenio Di Rienzo</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/22-29-mola-italia-inghilterra.pdf">Italia-Inghilterra: due secoli di amicizia interessata (quasi sempre)</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/36-43-rallo-mediterraneo.pdf">Il Mediterraneo: un mare troppo piccolo per tutti e due!</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/44-49-golpe-inglese-2-.pdf">Il Golpe Inglese: e Londra chiese un colpo di Stato contro il Compromesso Storico</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/50-54-pelizzaro-controcanto.pdf">Controcanto: ma fu l&#8217;Italia a cacciarsi nei guai in un gioco più grande di lei</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/58-63-boschiero-pontelandolfo.pdf">Pontelandolfo, il sangue dei vinti. E dei vincitori</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/74-81-crowley.pdf">&#8220;Fa&#8217; ciò che vuoi&#8221;, la legge del Mago di Aleister Crowley</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/66-71-aggressioni-a-reduci.pdf">1919-1922: le aggressioni dei bolscevichi ai reduci della Grande Guerra</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/11/84-89-madonna-delle-ghiaie.pdf">Le apparizioni mariane di Ghiaie: una storia dimenticata e mistificata</a></li>
</ul>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://storiainrete.myshopify.com/products/storia-in-rete-n-73-74">VUOI ACQUISTARE IL NUMERO 73-74 DI STORIA IN RETE IN PDF? CLICCA QUI!</a></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://storiainrete.myshopify.com/products/storia-in-rete-n-71" target="_blank"><br />
</a><a href="http://www.storiainrete.com/arretrati/" target="_blank">TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI</a></strong></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/5767/archivio-arretrati/5767/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scuola inglese a pezzi: i bambini credono che Churchill sia un cane della pubblicità&#8230;</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/5636/ultime-notizie/scuola-inglese-a-pezzi-i-bambini-credono-che-churchill-sia-un-cane-della-pubblicita/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/5636/ultime-notizie/scuola-inglese-a-pezzi-i-bambini-credono-che-churchill-sia-un-cane-della-pubblicita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 11:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ultime notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=5636</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2009/04/notizie-dal-mondo-della-storia1.png" alt="notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)" width="90" height="90" />Un grido d&#8217;allarme sullo stato della cultura media nei giovani britannici è stato lanciato da Katherine Birbalsingh, già insegnante, studiosa dei problemi scolastici e scrittrice, in una conferenza presso la &#8220;Sir John Cass&#8217;s Foundation&#8221; che ha avuto grande risalto sulla&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2009/04/notizie-dal-mondo-della-storia1.png" alt="notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)" width="90" height="90" />Un grido d&#8217;allarme sullo stato della cultura media nei giovani britannici è stato lanciato da Katherine Birbalsingh, già insegnante, studiosa dei problemi scolastici e scrittrice, in una conferenza presso la &#8220;Sir John Cass&#8217;s Foundation&#8221; che ha avuto grande risalto sulla stampa inglese.</p>
<p>I bambini in età scolare della Gran Bretagna pensano che Winston Churchill sia il cane di un cartone animato di un carosello pubblicitario oppure non sanno distinguere fra Parigi e la Francia. &#8220;La colpa di questa situazione è nell&#8217;insistere su un&#8217;educazione leggera&#8221; &#8211; ha dichiarato la Birbalsingh &#8211; &#8220;Negli ultimi trent&#8217;anni il concetto di insegnare conoscenza nelle nostre classi è letteralmente scomparso. Insegnare fatti storici o liste di parole che devono fare affidamento sulla memorizzazione è considerato fuori moda. Al contrario, pensiamo che sia meglio ispirare i ragazzi ad essere creativi attraverso discussioni di gruppo e lavori collettivi. Il problema è che le conoscenze di base sono assolutamente necessarie per consentire ai bambini di assorbire nuove idee&#8221;.</p>
<p>_________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 13 ottobre 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/5636/ultime-notizie/scuola-inglese-a-pezzi-i-bambini-credono-che-churchill-sia-un-cane-della-pubblicita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Simoncelli: &#8220;sulla morte del Duce ora sappiamo cosa non quadra&#8221;</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/5397/enigmi/simoncelli-ora-e-certo-che-la-vulgata-sulla-morte-del-duce-e-falsa/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/5397/enigmi/simoncelli-ora-e-certo-che-la-vulgata-sulla-morte-del-duce-e-falsa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 11:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enigmi]]></category>
		<category><![CDATA[analisi forensi]]></category>
		<category><![CDATA[carteggio segreto]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Messina]]></category>
		<category><![CDATA[Dongo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Pierucci]]></category>
		<category><![CDATA[morte del Duce]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Pisanò]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Simoncelli]]></category>
		<category><![CDATA[Piazzale Loreto]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo De Felice]]></category>
		<category><![CDATA[Walter Audisio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=5397</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="https://cdn.shopify.com/s/files/1/0073/1602/products/inlay_dvd_mussolini_large.jpg?100209" alt="Mussolini. Una morte da riscrivere" width="90" height="120" />Ripartiamo da De Felice; addirittura fin dal Mussolini il rivoluzionario (1966), nella cui prefazione Cantimori in merito alla morte di Mussolini poteva già rinviare all’«ultimo volume» dell’intera opera di De Felice in cui sarebbero stati forniti «documenti e particolari tali»&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="https://cdn.shopify.com/s/files/1/0073/1602/products/inlay_dvd_mussolini_large.jpg?100209" alt="Mussolini. Una morte da riscrivere" width="90" height="120" />Ripartiamo da De Felice; addirittura fin dal Mussolini il rivoluzionario (1966), nella cui prefazione Cantimori in merito alla morte di Mussolini poteva già rinviare all’«ultimo volume» dell’intera opera di De Felice in cui sarebbero stati forniti «documenti e particolari tali» da modificare la versione tradizionale dei fatti: cioè della fucilazione di Mussolini e della Petacci a Giulino di Mezzegra il 28 aprile ’45 alle 16.10. Trent’anni dopo De Felice, alla vigilia della morte, affidava al Rosso e nero (1995) la sintetica anticipazione di quanto non riuscì a completare: «Nessuno ha mai avuto il coraggio di raccontare che cosa è veramente successo fra il 27 e il 28 aprile a Salò e a Giulino di Mezzegra.<br />
.</p>
<p>di Paolo Simoncelli da &#8220;Avvenire&#8221; dell&#8217;8 settembre 2011 <img src="http://www.giovaniericonciliazione.it/sites/default/files/imagecache/immagine_orizzontale/logoAvvenire_2.gif" alt="" width="96" height="47" /></p>
<p>.</p>
<p>Tutto è rimasto oscuro, alla mercé delle più terribili dietrologie». Nel frattempo si sono avute diciassette diverse versioni di quell’esecuzione e sono progressivamente apparsi al proscenio una decina di esecutori. Oggi aiuta a far luce un importante <a href="https://storiainrete.myshopify.com/collections/dvd/products/dva-mussolini-una-morte-da-riscrivere" target="_blank">Dvd curato da Fabio Andriola e Alessandra Gigante, <strong>Mussolini. Una morte da riscrivere</strong> (Storia in rete, euro 14,90)</a>. Nessun sensazionalismo; una ricostruzione asciutta, seria, fatta incrociando dati storici e novità scientifiche nel campo medico-legale.</p>
<p>Ad operare queste nuove analisi è Giovanni Pierucci del policlinico San Matteo di Pavia con i suoi collaboratori (Gianluca Bello, Gabriella Carlesi e Francesco Gavazzeni). Pierucci era già stato chiamato a pronunciarsi sulla morte di Mussolini da Giorgio Pisanò che in appendice al volume su Gli ultimi cinque secondi di Mussolini (1996; tra i maggiori contributi alla ripresa delle discussioni) ne pubblicò la Consulenza medico-legale sul famoso referto autoptico del corpo del Duce operato la mattina del 30 aprile 1945 all’obitorio comunale di Milano dal professor Cattabeni. Nel frattempo, un altro medico settore, Aldo Alessiani, nel 1989 aveva sottoposto ad una serrata critica le conclusioni autoptiche del Cattabeni rilevandone nel referto clamorose reticenze: Cattabeni non avrebbe indicato l’ora della morte di Mussolini; addirittura non avrebbe contato bene neanche i colpi sul corpo.</p>
<div id="attachment_5385" class="wp-caption alignleft" style="width: 138px"><strong><em><a href="https://storiainrete.myshopify.com/collections/dvd/products/dva-mussolini-una-morte-da-riscrivere"><img class="size-medium wp-image-5385    " style="margin-left: 0px; margin-right: 15px;" title="inlay_dvd_mussolini_large" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/09/inlay_dvd_mussolini_large-213x300.jpg" alt="La copertina del DVD di &quot;Storia in Rete&quot; &quot;Mussolini una morte da riscrivere&quot; di Fabio Andriola e Alessandra Gigante" width="128" height="180" /></a></em></strong><p class="wp-caption-text">La copertina del DVD di &quot;Storia in Rete&quot; &quot;Mussolini una morte da riscrivere&quot; di Fabio Andriola e Alessandra Gigante</p></div>
<p>Per Alessiani analisi balistiche ricavabili dalle diverse fotografie del corpo del Duce e dalle dolose lacune nel referto di Cattabeni portavano a individuare una doppia serie di colpi maggiori e una “polispazialità” di traiettorie che facevano credere che Mussolini fosse morto durante una colluttazione ben prima delle 16.10, dunque non fucilato davanti al cancello di Villa Belmonte a Giulino di Mezzegra. Seppure sulla base di una serie ridotta di analisi fotografiche, il professor Baima Bollone nel 2005 era però rimasto convinto della tesi tradizionale.</p>
<p>Utilizzando nuove, straordinarie tecniche sviluppatesi in questi ultimi anni (quasi alla Csi, Cold Case ecc.) Pierucci e la sua squadra, intervistati da Andriola, tornano oggi in argomento e offrono nuove risultanze. Intanto, con maggior garbo rispetto alle critiche di Alessiani, intervengono sul testo del referto di Cattabeni: formalmente non un’“autopsia giudiziaria” che risponde a diversi quesiti posti dalla magistratura, ma un semplice “riscontro diagnostico” diretto ad indicare solo la causa del decesso; senza contare le circostanze eccezionali in cui Cattabeni operò: tra partigiani e giornalisti che entravano e uscivano dalla sala, affollando il tavolo anatomico ecc. Tuttavia anche Pierucci rileva diverse anomalie nell’analisi di Cattabeni: intanto vennero del tutto trascurati gli indumenti indossati da Mussolini al momento della morte; il corpo del Duce venne presentato al tavolo anatomico già lavato (impedendo quindi altre analisi essenziali per una corretta autopsia); non furono individuati tutti i colpi, e neanche la corrispondenza tra fori d’entrata e fori d’uscita dei proiettili dal corpo.</p>
<p>Sappiamo così ora che ben undici furono i colpi che attinsero Mussolini in vita, anziché gli otto indicati da Cattabeni; di questi undici, tre sono raggruppati nell’emitorace destro ed esplosi con un’angolazione di 35°-40°, quattro nell’emitorace sinistro ed esplosi in perpendicolare; un colpo all’anca, due nella zona addominale e uno all’avambraccio destro. I colpi risultano esplosi da una distanza variabile tra i venti e i quaranta centimetri. Questa circostanza esclude una fucilazione rituale (in genere a qualche metro di distanza dal bersaglio); indica piuttosto un’esecuzione spiccia, come desumibile anche dal colpo sull’avambraccio destro, piegato a circa 90° a protezione del volto: gesto istintivo tipico di chi si trova a subire un improvviso atto offensivo.</p>
<p>Non solo: gli indumenti di Mussolini, riscontrabili già nelle terribili foto e filmati di piazzale Loreto, non riportano alcun foro d’entrata di proiettili. Evidentemente è stato colpito prima di essere rivestito; le analisi della cosiddetta “scala dei grigi”, atta a individuare macchie di sangue e aloni incombusti di polvere, dimostrano che Mussolini, al momento della morte, aveva indosso solo una maglietta. Andriola e Gigante, con l’ausilio di altra documentazione storica confortano l’ormai facile critica della “vulgata”: mentre a Dongo tutta la popolazione venne invitata ad assistere alla fucilazione dei gerarchi sulla spalletta del lungolago, a Giulino di Mezzegra la via XXIV Maggio, dove s’affaccia il cancello di Villa Belmonte, venne chiusa dai partigiani in entrambi i sensi di marcia per nascondere ad eventuali passanti occasionali la fucilazione di Mussolini e della Petacci. Ancora: Claretta non era stata condannata a morte da nessun organo del Cln, nemmeno dal famigerato Comitato insurrezionale (composto da Longo, Pertini, Valiani e Sereni).</p>
<p>Eppure il “colonnello Valerio” nel tragico appello fatto nel pomeriggio a Dongo dei gerarchi prigionieri e relativa sentenza, dice: «Claretta Petacci, a morte!»; così come: «Mussolini, a morte!», e uno per uno tutti gli altri. Ma la Petacci non era in quell’elenco. Il “colonnello Valerio” a Dongo nel pomeriggio sapeva quindi che lei e Mussolini erano già morti. A che ora dunque erano stati ammazzati? Le precedenti risultanze del referto di Cattabeni, le critiche di Alessiani e il primo intervento di Pierucci avevano concordemente indicato l’assenza di tracce di cibo nello stomaco di Mussolini; Lia De Maria, padrona della casa dove Mussolini e la Petacci avevano trascorso le poche ore della notte del 27 e la mattina del 28 aprile, disse di aver dato da mangiare a Mussolini a mezzogiorno. Questa testimonianza sarebbe stata incompatibile con le risultanze autoptiche precedenti: Mussolini era stato ucciso prima di mangiare.</p>
<p>Ora invece Pierucci non ritiene incompatibile l’ora ufficiale della morte, le 16.10, con il pranzo delle 12.00. Possiamo però aggiungere elementi ulteriori a proposito dell’ora della morte: il “rilasciamento” del corpo che interviene dopo la rigidità cadaverica si manifesterebbe circa quarantott’ore dopo la morte. I l referto autoptico di Cattabeni, che iniziò a operare alle 7.30 del 30, aprile indica una «rigidità cadaverica risolta alla mandibola. Persistente agli arti». Ma un testimone d’eccezione presente quel giorno all’obitorio, il giornalista Bruno Romani, scrisse su “Risorgimento liberale” del 5 maggio seguente che «ad ogni movimento la sua testa (di Mussolini) dondolava pesante come quella di una bambola di segatura». A prender per buona questa testimonianza, la morte di Mussolini sarebbe dunque occorsa nella mattina del 28 aprile, non alle 16.10. E cambia naturalmente lo scenario: non più il cancello di Villa Belmonte, dove sarebbe stata solo inscenata una finta fucilazione, ma casa De Maria a Bonzanigo (poco a nord di Giulino di Mezzegra). Pisanò raccolse la testimonianza straordinaria di una vicina di casa dei De Maria, Dorina Mazzola, che sentì prima un grande trambusto e, nascosta, vide poi buona parte delle drammatiche scene occorse intorno alle 10.00 con l’uccisione di Mussolini e, alle 12.00, con quelle della Petacci.</p>
<p>Questa testimonianza e le nuove risultanze medico-legali non sono affatto in contraddizione. Andriola e Gigante chiudono in modo apprezzabilmente cauto l’inchiesta: sappiamo oggi cosa non è accaduto; non ancora ciò che realmente è occorso. Ne approfittiamo per qualche rilievo conclusivo che apre a nuove ricerche: intanto perché questa omertà pertinace nel nascondere le vere circostanze della morte di Mussolini? Un’assurdità che di fronte già alle varie e contraddittorie versioni sull’esecuzione di Mussolini fornite da Walter Audisio, ha legittimato ipotesi alternative d’ogni genere, alimentato fertili fantasie, moltiplicato i giustizieri. Dunque quella versione ufficiale nascondeva qualcosa di grosso, doveva celare qualche segreto importante; da cui i morti ammazzati sopraggiunti immediatamente tra i testimoni e i protagonisti dell’evento che avevano manifestato qualche segno di cedimento dinanzi alla consegna del silenzio.</p>
<p>Non a caso ad essere ucciso subito fu “Lino”, uno dei due partigiani che avevano custodito Mussolini e la Petacci dal loro arrivo a casa De Maria alla loro morte. “Lino” venne ammazzato appena una settimana dopo Mussolini; pochi giorni dopo fu la volta del “capitano Neri”, il mese dopo della sua compagna, “Gianna”, che ne cercava notizie. Le risultanze dell’inchiesta (come già la ricostruzione di Pisanò), affievoliscono di molto la “pista inglese”, sostenuta plausibilmente fino ad oggi dalle testimonianze di uno dei molti possibili esecutori del Duce, Bruno Lonati, assieme al capitano inglese John Maccarone (testimonianze ritrasmesse nel luglio 2010 da Rai3). Secondo questa ipotesi, la “prima” vera morte di Mussolini sarebbe stata dovuta alla necessità di sottrargli la documentazione scottante che aveva con sé, in particolare il carteggio segreto con Churchill occorso poco prima e soprattutto dopo l’entrata in guerra dell’Italia.</p>
<p>Le due circostanze possono coesistere senza essere necessariamente correlate: la documentazione segreta di Mussolini era già stata sequestrata dai partigiani; a volerlo morto erano sì gli inglesi, non meno dei comunisti, anzi del già visto Comitato insurrezionale del Cln timoroso che, come ne disse lo stesso Longo, se Mussolini fosse stato consegnato agli Alleati e processato dai loro tribunali, forse non sarebbe stato condannato a morte. All’esistenza di quel carteggio continuò a credere De Felice; riteneva che quelle lettere di Churchill avrebbero potuto riservare «qualche sorpresa»; probabilmente relativa alle vere cause dell’intervento in guerra dell’Italia.</p>
<p>____________________________</p>
<p><em>L&#8217;articolo del professor Simoncelli è stato <a href="http://lanostrastoria.corriere.it/2011/09/la-doppia-fucilazione-di-musso.html" target="_blank">ripreso anche  sul blog del Corriere della Sera &#8220;La nostra storia&#8221;</a> da Dino Messina, che ci segue sempre con simpatia. </em></p>
<p><a href="http://lanostrastoria.corriere.it/2011/09/la-doppia-fucilazione-di-musso.html" target="_blank"><img src="http://lanostrastoria.corriere.it/la_nostra_storia.jpg" alt="La nostra storia" width="372" height="63" /></a></p>
<p>____________________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 10 settembre 2011</p>
<p><strong>VUOI SAPERNE DI PIU&#8217;?</strong></p>
<p><strong>LEGGI STORIA IN RETE N. 7</strong></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/2008/09/storia-in-rete-n%c2%b0-7-maggio-2006/"><img title="cover-7" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2008/09/cover-7.jpg" alt="" width="145" height="200" /></a></p>
<p><strong>Vedi anche</strong></p>
<h1><a title="Permanent Link: Mussolini, l’uomo che fu ucciso due volte" rel="bookmark" href="http://www.storiainrete.com/5453/in-primo-piano/mussolini-luomo-che-fu-ucciso-due-volte/">Mussolini, l’uomo che fu ucciso due volte</a></h1>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/5397/enigmi/simoncelli-ora-e-certo-che-la-vulgata-sulla-morte-del-duce-e-falsa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia in Rete numero 69-70, luglio-agosto 2011</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/5212/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-69-70-luglio-agosto-2011/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/5212/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-69-70-luglio-agosto-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 22:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio arretrati]]></category>
		<category><![CDATA[archibugio]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglisti]]></category>
		<category><![CDATA[bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[cavie umane]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[esperimenti nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Facta]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Grande Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Isabella de' Medici]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Cadorna]]></category>
		<category><![CDATA[Machiavelli]]></category>
		<category><![CDATA[Marcia su Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[picca]]></category>
		<category><![CDATA[pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Seicento]]></category>
		<category><![CDATA[Stalin]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Ugo Ojetti]]></category>
		<category><![CDATA[URSS]]></category>
		<category><![CDATA[Villa D'Este]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=5212</guid>
		<description><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/5212/edicola/storia-in-rete-numero-69-70-luglio-agosto-2011/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="00 I cover storia 67" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/i-cover-storia-69-70.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
<p style="text-align: left;">1943: mentre il mondo si avvia verso il culmine della guerra totale, c&#8217;è chi pensa alla pace. E la notizia sorprendente è che si tratta dei dittatori totalitari degli Stati belligeranti: Mussolini, Stalin ed anche Hitler.</p></div><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/5212/edicola/storia-in-rete-numero-69-70-luglio-agosto-2011/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="00 I cover storia 67" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/i-cover-storia-69-70.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
<p style="text-align: left;">1943: mentre il mondo si avvia verso il culmine della guerra totale, c&#8217;è chi pensa alla pace. E la notizia sorprendente è che si tratta dei dittatori totalitari degli Stati belligeranti: Mussolini, Stalin ed anche Hitler. Una rete di contatti favorita dai giapponesi e dagli altri satelliti dell&#8217;Asse e finora negata o lasciata in ombra da una visione della Seconda guerra mondiale che somiglia più alla propaganda dell&#8217;epoca che non ad un&#8217;analisi storica seria. Ma i nuovi documenti diplomatici stanno consentendo di riscrivere in tre dimensioni le vicende dell&#8217;anno della svolta nel conflitto mondiale, come ci racconta un estratto da un approfondito saggio di Eugenio Di Rienzo ed Emilio Gin, preceduto da una lunga prefazione di Fabio Andriola.</p>
<p>E ancora, il bluff della Marcia su Roma, un mito creato dai fascisti e dagli antifascisti per motivi opposti di opposte propagande. Poi un altro un passo indietro negli anni con un ampio servizio su Luigi Cadorna, il Generalissimo: il comune di Udine decide di togliere la piazza che gli era stata dedicata. <span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete</strong></span> ha chiesto ad uno dei maggiori biografi del Generalissimo perchè questa decisione è antistorica. E sbagliata. Dalla Grande Guerra agli orrori della Guerra Fredda, quando le Superpotenze sperimentavano le atomiche in casa propria e sui propri cittadini e soldati, come gli USA in Nevada.<span style="color: #993300;"><strong> Storia in Rete</strong></span> fa quindi un salto nel Rinascimento, con la vicenda di Isabella de&#8217; Medici, che finora si credeva uccisa dal marito per gelosia, e con le teorie militari di Machiavelli, inascoltate in Italia ma applicate dagli eserciti spagnoli che dominarono i decenni a cavallo fra Cinque e Seicento. E proprio dal Secolo di Ferro parte una mostra a Villa D&#8217;Este sui &#8220;Battaglisti&#8221;, i pittori specializzati in scene di battaglia che fornivano all&#8217;Italia dei secoli della decadenza delle guerre da appendere al muro mentre le potenze europee si sfidavano in quelle vere.</p>
<p>Tutto questo e molto altro su<span style="color: #993300;"><strong> Storia in Rete </strong></span>di luglio e agosto!!</p>
<blockquote><p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/I-cover-storia-69-70.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n. 69-70</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/+++05-Sommario-n-69-70.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n. 69-70</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/+++14-22-estate-1943-fabio.pdf">Quella lunga estate del 1943</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/+++24-33-di-rienzo-gin.pdf">Exit strategy: quando Mussolini voleva la pace fra Stalin e Hitler</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/+++34-39-mola-governo-mussolini.pdf">Il grande bluff (bi-partizan&#8230;) della Marcia su Roma</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/++42-49-cadorna-di-colloredo.pdf">Luigi Cadorna. Fu veramente il &#8220;Generalissimo&#8221;!</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/++50-53-cadorna-ojetti.pdf">Cadorna raccontato da un maestro del giornalismo: Ugo Ojetti</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/+++56-63-anticipazione-cavie-umane.pdf">L&#8217;orrore degli esperimenti nucleari USA in Nevada</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/+++66-70-isabella-de-medici.pdf">Nessuno uccise Isabella de&#8217; Medici</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/+++74-79-machiavelli-stratega.pdf">Picca e archibugio: le armi del Secolo di Ferro viste da Machiavelli</a></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/07/+++80-85-i-battaglisti.pdf">I &#8220;battaglisti&#8221; in mostra a Villa d&#8217;Este</a></p></blockquote>
<div style="text-align: center;">VUOI ACQUISTARE IL NUMERO 68 DI STORIA IN RETE IN PDF?<strong> <a href="https://storiainrete.myshopify.com/">CLICCA QUI</a>!</strong></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.storiainrete.com/arretrati/"><strong>TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI</strong></a></div>
</div>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/5212/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-69-70-luglio-agosto-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Secondo i russi Hess voleva asse Londra-Berlino anti URSS</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/5022/enigmi/hess-guerra-contro-urss/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/5022/enigmi/hess-guerra-contro-urss/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 20:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Enigmi]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Hess]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[URSS]]></category>
		<category><![CDATA[volo di Hess]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=5022</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PnjruCyyH70/ShYd9_fFgsI/AAAAAAAAAXE/_DNcEsHhDxE/s400/1941%2Brudolf%2Bhess.jpg" alt="" width="90" height="90" />Continua a tenere banco il mistero del famoso volo di Rudolf Hess sulla Scozia concluso con un lancio con il paracadute. Una missione, individuale o per conto di Adolf Hitler, per aprire chissà quali trattative con il governo britannico. Ora&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PnjruCyyH70/ShYd9_fFgsI/AAAAAAAAAXE/_DNcEsHhDxE/s400/1941%2Brudolf%2Bhess.jpg" alt="" width="90" height="90" />Continua a tenere banco il mistero del famoso volo di Rudolf Hess sulla Scozia concluso con un lancio con il paracadute. Una missione, individuale o per conto di Adolf Hitler, per aprire chissà quali trattative con il governo britannico. Ora un nuovo documento, spuntato fuori dagli archivi russi, svelerebbe il giallo: la Germania sperava nell&#8217;alleanza o almeno nella neutralità di Londra in caso di attacco alla Russia.</p>
<p>.</p>
<p>di Enrico Silvestri da &#8220;Il Giornale&#8221; del 29 maggio 2011 <img src="http://www.ilgiornale.it/img/logo_interne.gif" alt="" width="147" height="20" /></p>
<p>.<br />
Nato ad Alessandria d&#8217;Egitto nel 1894 da un ricca famiglia di commercianti, durante la prima guerra si arruolò nel reggimento «List», tra i più aggressivi e tenaci dell&#8217;esercito tedesco, in cui combatteva anche un certo caporale di origine austriaca, tal Adolf Hitler. Fu proprio lui che convinse Hess a entrare in politica nel 1920, anno in cui tra l&#8217;altro abbandonò l&#8217;Università di Monaco mentre stava per laurearsi in filosofia. Dunque nazista della primissima ora, partecipò al Putsch di Monaco nel 1923. La rivolta fallì ed egli fu arrestato insieme ad Hitler. In carcere, Hess aiutò il futuro Führer a scrivere il «Mein Kampf», «La mia Battaglia». Da quel momento egli divenne uno dei più stretti collaboratori di Hitler, tanto da esserne considerato il successore alla guida del partito. Infatti, nel 1933, Hitler lo nomina suo vice, dandogli ampi poteri sia all&#8217;interno del partito sia nel governo. Sei anni dopo, Rudolf Hess fu nominato ufficialmente numero tre del partito, dietro ovviamente a Hitler e Hermann Göring.<br />
Il 10 maggio del 1941 vola in Scozia da solo e si paracadutò nel Lanarkshire per raggiungere il castello del Duca di Hamilton, considerato un fautore del dialogo con il Terzo Reich. I motivi di quel viaggio non sono mai stati chiariti, ma la versione ufficiale britannica dipinge Hess un uomo in crisi, con disturbi mentali, sconvolto dagli orrori della guerra, messo da parte dal regime, intenzionato, all&#8217;insaputa del dittatore, a proporre, tramite il Duca, un utopistico piano di pace all&#8217;Inghilterra. Secondo alcuni storici in realtà la missione avvenne con il consenso di Hitler, per aprire una trattativa di pace tra i due Paesi.<br />
La nuova versione, illustrata dallo «Spiegel» avvalora l&#8217;ipotesi di un viaggio su mandato del Führer, ma per chiedere agli inglesi il «placet» di invadere l&#8217;Unione Sovietica. Il settimanale ha infatti esaminato un documento di 28 pagine, scovato negli archivi russi da uno storico tedesco e redatto nel 1948 da Karlheinz Pietsch, ex aiutante di campo di Hess al momento del suo volo. Nel documento è scritto che la missione concordata con gli inglesi, aveva come obiettivo di riuscire a porre in atto «con ogni mezzo un&#8217;alleanza militare tra Germania ed Inghilterra contro la Russia, o come minimo ottenere la neutralità dell&#8217;Inghilterra».<br />
Una trattativa, come ha dimostrato la storia, forse neppure aperta, ma sicuramente respinta dalla Gran Bretagna. Internato fino alla fine della guerra, nel 1946 fu portato alla sbarra come imputato al Processo di Norimberga. Hess fu assolto dall&#8217;accusa di crimini contro l&#8217;umanità, ma condannato all&#8217;ergastolo per «cospirazione contro il trattato di Versailles e crimini contro la pace» e quindi rinchiuso nella prigione-fortezza di Spandau, a Berlino. Nel 1987 Hess si suicidò all&#8217;età di 93 anni, strangolandosi con un cavo elettrico, portando nella tomba il suo segreto.</p>
<p>_______________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 3 giugno 2011</p>
<p>Vuoi saperne di più?</p>
<h1><a title="Permanent Link: Storia In Rete n° 17, marzo 2007" rel="bookmark" href="http://www.storiainrete.com/93/archivio-arretrati/storia-in-rete-n%c2%b0-17-marzo-2007/">Storia In Rete n° 17, marzo 2007</a></h1>
<p><img src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2008/09/cover-17.jpg" alt="" width="87" height="120" /></p>
<div><span style="color: #333333; font-family: trebuchet, arial, sans-serif;"><br />
</span></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/5022/enigmi/hess-guerra-contro-urss/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le carte di Mussolini, la &#8220;pista vaticana&#8221; e quella &#8220;inglese&#8221;</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/4965/in-primo-piano/le-carte-di-mussolini-la-pista-vaticana-e-quella-inglese/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/4965/in-primo-piano/le-carte-di-mussolini-la-pista-vaticana-e-quella-inglese/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 May 2011 16:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[carteggio segreto]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Messina]]></category>
		<category><![CDATA[Dongo]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[pista inglese]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Shinrokuro Hidaka]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=4965</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://editoria.crol.it/immagini_necrologie/11685.jpg" alt="" width="90" height="90" />Dino Messina sul suo blog &#8220;La nostra Storia&#8221; (<a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">www.corriere.it</a>) ha pubblicato un lungo intervento di Fabio Andriola, direttore di &#8220;Storia In Rete&#8221; a proposito delle carte che Mussolini portava con sé uscendo da Milano il 25 aprile 1945&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://editoria.crol.it/immagini_necrologie/11685.jpg" alt="" width="90" height="90" />Dino Messina sul suo blog &#8220;La nostra Storia&#8221; (<a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">www.corriere.it</a>) ha pubblicato un lungo intervento di Fabio Andriola, direttore di &#8220;Storia In Rete&#8221; a proposito delle carte che Mussolini portava con sé uscendo da Milano il 25 aprile 1945 diretto a Como. L&#8217;intervento nasce da un precedente post, di Messina, in cui si dava conto di alcuni sviluppi circa la possibile &#8220;pista vaticana&#8221; per individuare la possibile destinazione finale di tanti dossier mussoliniani spariti alla fine della RSI.</p>
<p>.</p>
<p>dal blog <a href="http://lanostrastoria.corriere.it/">&#8220;La nostra storia&#8221;</a> del 28 maggio 2011 <a href="http://lanostrastoria.corriere.it/"><img src="http://lanostrastoria.corriere.it/la_nostra_storia.jpg" alt="La nostra storia" width="223" height="38" /></a></p>
<p>.</p>
<p>Da Fabio Andriola, direttore di &#8220;Storia in Rete&#8221;, ricevo e publico volentieri.</p>
<p>Caro Messina,</p>
<p>Leggo con piacere e interesse il tuo ultimo articolo sul blog e mi permetto di aggiungere qualcosa che penso possa aiutare a chiarire il quadro d&#8217;insieme. Come sai da oltre vent&#8217;anni mi occupo delle vicende legate agli ultimi giorni di Mussolini e della RSI. Nell&#8217;ambito delle mie ricerche mi imbattei, negli archivi di Londra (Il Public Record Office di Kew Garden), in un nutrito gruppo di carte che riportano proprio al camioncino uscito da Milano insieme alla cosidetta &#8220;Colonna Mussolini&#8221; diretta a Como. Quel camioncino, finito in panne nei pressi di Garbagnate la sera del 25 aprile 1945 venne improvvidamente abbandonato dai suoi responsabili, ignari dell&#8217;importanza storica di quanto erano stati incaricati di custodire: oltre a numerose carte c&#8217;erano anche numerosi effetti personali di Mussolini tra cui, pare, anche il Collare dell&#8217;Annunziata ricevuto anni prima da Vittorio Emanuele III. Quando Mussolini seppe, alla prefettura di Como, di cosa era successo si arrabbiò moltissimo e mandò alcuni uomini a cercare di recuperare il contenuto del camioncino.</p>
<p>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 257px"><a href="https://storiainrete.myshopify.com/collections/arretrati/products/storia-in-rete-n-54"><img class="  " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/04/I-cover-storia-54.jpg" alt="" width="247" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Ora disponibile anche in PDF! CLICCA SULL&#39;IMMAGINE!</p></div>
<p>Ma ormai era tardi. Il tutto era finito nelle mani di un gruppo di partigiani &#8220;bianchi&#8221; (dettaglio non secondario alla luce del tuo articolo) della 16ma Brigata del Popolo guidata dai fratelli Arturo e Carlo Allievi e dal dottor Vittorio Lamberti Bocconi. Trattandosi di partigiani democristiani non è assolutamente da escludere che qualche dossier portato dal camioncino (su pare fosse anche il dossier Matteotti particolarmente curato da Mussolini negli ultimi mesi) sia finito all&#8217;Arcivescovado di Milano e, da qui, in Vaticano. Ma il grosso delle carte, nel giro di pochi giorni, finì direttamente a Roma ma non nei Sacri Palazzi bensì all&#8217;ambasciata inglese. Lamberti Bocconi e gli Allievi il 18 maggio 1945, a Roma, consegnarono personalmente nelle mani di sir Noel Charles, ambasciatore inglese in Italia, documenti di tale importanza che poco dopo ricevettero &#8211; per iscritto &#8211; il ringraziamento del Feldmaresciallo</p>
<p>Alexander, massima autorità militare alleata nel Mediterraneo. Alexander fece loro sapere che &lt;&lt;I rispettabili e patriottici scrupoli che vi hanno impedito di consegnare queste carte fino a quando un ufficiale alleato non vi ha assicurato che il vostro paese non avrebbe ricevuto danno dalla vostra azione sono stati pienamente apprezzati. Potete essere sicuri che (queste carte) saranno usate solo per il discreto di Mussolini e di tutto quello che ha significato&gt;&gt;. Una affermazione surreale perché è un po&#8217; difficile usare per il discreto di qualcuno documenti che quello stesso &#8220;qualcuno&#8221; ha accuratamente selezionato in vista di una propria difesa!</p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/2008/09/storia-in-rete-n%c2%b0-32-giugno-2008/"></a>Infatti di quelle carte non si è saputo più nulla tranne la conferma che non dovevano essere di poco conto. Infatti gli archivi inglesi custodiscono &#8211; ne ho dato conto in un capitolo del mio libro &#8220;Carteggio segreto Churchill-Mussolini&#8221; (SugarCo 2007) &#8211; una fitta corrispondenza tra gli ormai ex partigiani italiani e vari ministeri inglesi che, fino al 1947, erano impegnati a capire come soddisfare le richieste di almeno uno degli Allievi e di Lamberti Bocconi (desiderosi, il primo, di fare un corso di aggiornamento per piloti di aerei civili e il secondo, un corso di aggiornamento medico). Alla fine i tre ricevettero cento sterline. Una bella cifra nel 1947 ma vendendo le carte che avevano recuperato a qualche giornale avrebbero ricavato molto, ma molto di più.<br />
Per quanto riguarda la &#8220;pista vaticana&#8221; val la pena di ricordare &#8211; e dare a Cesare quel che è di Cesare &#8211; che il prof. Gianfranco Bianchi già negli anni Settanta pubblicò un dettaglaito elenco delle carte del Camioncino, carte che il 2 maggio 1945 vennero prese in consegna da Luigi Meda, figlio del politico cattolico Filippo Meda, il quale, d&#8217;accordo con altri dirigenti cattolici del milanese, visto che c&#8217;era un dossier con documenti relativi ai rapporti tra Padre Tacchi Venturi e Mussolini, decisa la consegna di quelle carte al sostituto del Cardinale segretario di Stato, mons. Giovanni Battista Montini. Altri documenti presero invece la via di Milano per essere consegnati al conte Pier Maria Annoni di Gussola, responsabile di una commissione incaricata della raccolta e della consegna delle carte della RSI.</p>
<p>.<br />
Ovviamente, tutte le carte di Mussolini, sia a Dongo che a Milano, sia a Como che a Roma come in altri luoghi (Svizzera compresa) subirono varie sottrazioni: ognuno prese quello che gli interessava e ora all&#8217;Archivio Centrale dello Stato non restano che le briciole.<br />
Quindi in Vaticano ci sono sicuramente le carte relative a Tacchi Venturi. Se sono, come probabile, in compagnia anche di altri dossier (le copie e le copie delle copie rendono la caccia particamente infinita) lo sono però per altre vicende: le carte di Biggini seguirono altri percorsi, ancora in parte sconosciuti. Ma Luciano Garibaldi che negli anni Ottanta li seguì appurò alcune cose: certe carte finirono &#8211; tramite la sua segretaria &#8211; a Padre Agostino Gemelli ma altre &#8211; e di importanti a giudicare dall&#8217;ansia con cui fino all&#8217;ultimo Biggini ne chiese notizia &#8211; restarono a casa sua, a Villa Gemma, sul Garda, in una cartellina di cuoio marocchino rosso che ha fatto la fine delle famose borse (non una come si dice ma sicuramente due, forse tre) che Mussolini aveva con se a Dongo. Ma questa, come si dice, è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Un cordiale saluto</p>
<p>Fabio Andriola<br />
Ps: Una sola vera precisazione. Contrariamente a quanto si dice da decenni per evidenti motivi &#8211; poco storici, cioé documentali, e molto &#8220;politici&#8221; &#8211; non c&#8217;è nessun riscontro &#8211; ma proprio nessuno &#8211; al fatto che Mussolini volesse espatriare in Svizzera nei giorni tra il 25 e il 27 aprile 1945.</p>
<p><span id="more-4965"></span></p>
<h2 id="titolo_articolo">L&#8217;unica pista certa delle carte segrete di Mussolini porta in Vaticano. Ecco le prove e un&#8217;ipotesi sul carteggio con Churchill</h2>
<p>.</p>
<p>di Dino Messina, dal blog &#8220;<a href="http://lanostrastoria.corriere.it/">La Nostra Storia</a>&#8221; del 27 maggio 2011 <a href="http://lanostrastoria.corriere.it/"><img src="http://lanostrastoria.corriere.it/la_nostra_storia.jpg" alt="La nostra storia" width="223" height="38" /></a></p>
<p>.</p>
<p>C’è una nuova pista vaticana nel mistero sugli ultimi giorni di Benito Mussolini. Non ci riferiamo agli avvenimenti che portarono alla morte del Duce, che secondo la versione ufficiale venne fucilato a Giulino di Mezzegra, nei pressi di Dongo, assieme a Claretta Petacci intorno alle 16 del 28 aprile 1945, ma a quella parte del «romanzo di Benito», per usare un’espressione di Renzo De Felice, riguardanti i documenti che il capo del fascismo portava con sè nella fatale fuga cominciata a Milano il pomeriggio del 25 aprile. Nella carovana del Duce comprendente ministri, amanti, parenti, soldati, uomini dei servizi segreti, che in un primo momento doveva raggiungere la Valtellina e che infine si diresse verso Como e il confine con la Svizzera, s’era trovato spazio naturalmente per il cosiddetto «tesoro di Dongo», comprendente assegni, due damigiane colme di fedi (residui dell’oro alla patria), gioielli e titoli vari per un valore che potrebbe oscillare tra i duecento e i trecento milioni di euro. Beni che si dispersero in mille rivoli e in parte andarono al Pci che sembra li utilizzò per l’acquisto delle Botteghe Oscure.</p>
<p>Ma più che al tesoro pare che Mussolini tenesse soprattutto a quegli estratti dell’archivio personale che da Roma si era fatto spedire nella sua residenza sul lago di Garda, Villa Feltrinelli a Gargnano, e che lo seguirono quasi sino alla fine. Probabilmente il Duce considerava quei documenti, molti dei quali oggi sono stati raccolti in un fondo dell’Archivio centrale dello Stato, il suo lasciapassare, o comunque li riteneva vitali per difendersi in un eventuale processo o in una discussione con i vincitori. Diciamo subito che con ogni probabilità fra le carte del Duce non c’erano i famosi diari, che se esistono, secondo l’ipotesi più accreditata, sarebbero stati affidati all’ambasciatore giapponese a Roma, Shinrokuro Hidaka, che li avrebbe messi al sicuro nella legazione nipponica di Berna. Pare più probabile, secondo molti testimoni, che in una borsa di pelle Mussolini custodisse il famoso quanto fantomatico carteggio con Winston Churchill, che tanti imbarazzi avrebbe potuto arrecare al primo ministro britannico. Inoltre, in un ampio baule, caricato su un camioncino che rimase in panne nei pressi di Garbagnate c’erano sicuramente una serie di documenti. E probabilmente anche quelli cui si risale attraverso la nuova pista vaticana.</p>
<p>La pista affiora dal fondo presso gli archivi della «Civiltà Cattolica» di padre Pietro Tacchi Venturi, che fu l’intermediario designato da Pio XI tra il Vaticano e Mussolini. Si tratta di una lettera del 17 marzo 1950 spedita dell’avvocato di Gallarate Mario Sola in cui l’uomo, vicino ai gesuiti, chiede conto della «misteriosa sparizione del fascicolo contenente la corrispondenza tra Mussolini ed il M. R. Padre Pietro Tacchi Venturi». Sola sostiene di aver rinvenuto «tale fascicolo» e di averlo consegnato «a mezzo dell’Arch. Ugo Zanchetta, a S. E. l’Arcivescovo di Milano Card. Schuster perché venisse trasmesso o alla S. Sede o al padre Tacchi Venturi». Non risulta, conclude Sola, «che detto fascicolo abbia avuto la destinazione per la quale era stato consegnato».</p>
<p>In realtà, suggerisce padre Giovanni Sale, il redattore storico e archivista della rivista dei gesuiti «La Civiltà Cattolica», da un appunto di Tacchi Venturi del 1950 e da una nota del cardinale di Milano, Ildefonso Schuster, del 20 giugno 1945 parrebbe che quelle carte furono tempestivamente inviate in Vaticano. «Sono state trovate in un baule abbandonato su d’una strada nelle vicinanze di Milano, ma che forse cadde da un’auto durante la fuga del governo nella serata del 26 aprile scorso», si legge infatti nella nota inedita di Schuster. E dall’appunto di padre Tacchi Venturi si evince che tutta quella documentazione è custodita nell’Archivio Vaticano.</p>
<p>La domanda che rivolgiamo a padre Sale e a cui con certezza si potrà rispondere tra qualche anno, quando i documenti saranno desecretati, è cosa a suo avviso contenesse il baule trovato vicino a Garbagnate. «Penso &#8211; risponde lo storico Giovanni Sale &#8211; che la documentazione riguardasse alcune importanti questioni di politica religiosa trattate nel corso degli anni tra le due autorità, come ad esempio: il carteggio tra Mussolini e il padre Tacchi Venturi, ma anche i documenti sulla Conciliazione tra la Santa Sede e l’Italia, la relazione scritta da Mussolini per il re del colloquio avuto con Pio XI l’11 febbraio 1932 e i documenti relativi al dissidio tra fascismo e Azione Cattolica e all’accordo del settembre 1931. A quanto pare tra i documenti in possesso di Mussolini non c’erano le proteste fatte dalla Santa Sede sulla materia delle leggi razziali». Particolare questo che secondo padre Sale è significativo «perché dimostra che Mussolini aveva selezionato il materiale da portarsi dietro pensando probabilmente anche ad un suo utilizzo a livello politico (o al peggio in sede processuale) come autodifesa; insomma, si trattava di materiale a contenuto assolutorio, da utilizzare al momento giusto anche contro la Chiesa e il Papa».</p>
<p>Tra i primi e convinti sostenitori di una pista vaticana della documentazione di Dongo, assieme a Renzo De Felice, c’è lo storico dell’università La Sapienza di Roma, Paolo Simoncelli, il quale collega le ipotesi di padre Sale al ruolo svolto dal ministro all’Educazione nazionale della Repubblica sociale italiana, Carlo Alberto Biggini. «Mussolini &#8211; spiega Simoncelli &#8211; donò molti documenti sui rapporti con la Santa Sede a Biggini che li utilizzò per un saggio. Lo stesso Biggini potrebbe avere avuto in custodia da Mussolini copia o l’originale del suo carteggio con Churchill, che a quanto mi risulta nel marzo 1945 venne fotografato in triplice copia».</p>
<p>A questo punto, secondo Simoncelli, si possono fare due ipotesi, legate alla malattia, un tumore, e alla precoce morte del ministro per l’Educazione. «La prima &#8211; dice Simoncelli &#8211; è che Biggini, ricoverato in una clinica privata a Milano anche grazie all’intercessione di padre Agostino Gemelli possa aver dato a questi tutto il materiale che naturalmente sarebbe stato poi consegnato in Vaticano tramite Schuster. La seconda ipotesi, già avanzata da De Felice, è che Biggini abbia affidato i documenti in suo possesso, prima della partenza per Milano, ai frati del santuario di Sant’Antonio a Padova, i quali li avrebbero dati al conte Vittorio Cini che a sua volta li avrebbe portati in Vaticano».</p>
<p>_____________________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 28 maggio 2011</p>
<p><strong>VUOI SAPERNE DI PIU&#8217;? LEGGI STORIA IN RETE!</strong></p>
<p><img src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/04/I-cover-storia-54.jpg" alt="" width="146" height="200" /> <a href="http://www.storiainrete.com/2008/09/storia-in-rete-n%c2%b0-32-giugno-2008/"><img src="http://img381.imageshack.us/img381/5265/icoverstoriabk3.jpg" alt="" width="145" height="200" /></a> <a href="http://www.storiainrete.com/2008/09/storia-in-rete-n%c2%b0-19-maggio-2007/"><img title="cover-19" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2008/09/cover-19.jpg" alt="" width="145" height="200" /></a></p>
<p><strong><a href="https://storiainrete.myshopify.com/collections/arretrati/products/storia-in-rete-n-54">IL NUMERO 54 &#8211; &#8220;Gli ultimi segreti di Mussolini&#8221; &#8211; E&#8217; DISPONIBILE ANCHE IN PDF. CLICCA QUI!!</a></strong></p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/libreria/"><strong>APPROFONDISCI L&#8217;ARGOMENTO LEGGENDO I TITOLI SELEZIONATI PER TE DA STORIA IN RETE, CLICCANDO QUI</strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/4965/in-primo-piano/le-carte-di-mussolini-la-pista-vaticana-e-quella-inglese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia in Rete numero 61-62, novembre-dicembre 2010</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/3848/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-61-62-novembre-dicembre-2010/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/3848/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-61-62-novembre-dicembre-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 01:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio arretrati]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[anni di piombo]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Mille]]></category>
		<category><![CDATA[Aurel Spachtholz]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Cornaro]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[Cipro]]></category>
		<category><![CDATA[Decima MAS]]></category>
		<category><![CDATA[Falsi Delfini]]></category>
		<category><![CDATA[Hitler]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa d'Alessandria]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi XVII]]></category>
		<category><![CDATA[medioevo]]></category>
		<category><![CDATA[Ottone III]]></category>
		<category><![CDATA[Rinascimento]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione Francese]]></category>
		<category><![CDATA[Sacro Romano Impero]]></category>
		<category><![CDATA[Saddam]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Sosia]]></category>
		<category><![CDATA[Stalin]]></category>
		<category><![CDATA[strage di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Truman]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=3848</guid>
		<description><![CDATA[<div>
<div>
<div>
<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-61-62-novembre-dicembre-2010/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/I-cover-storia-61.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di novembre-dicembre, <strong>nel suo quinto anniversario</strong>, viaggia all&#8217;interno delle storie degli uomini-fotocopia: dai sosia dei potenti, usati spesso loro malgrado per sviare i nemici o per semplice paranoia ai</p></div></div></div><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div>
<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-61-62-novembre-dicembre-2010/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/I-cover-storia-61.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di novembre-dicembre, <strong>nel suo quinto anniversario</strong>, viaggia all&#8217;interno delle storie degli uomini-fotocopia: dai sosia dei potenti, usati spesso loro malgrado per sviare i nemici o per semplice paranoia ai &#8220;falsi delfini&#8221;, i sedicenti figli di Luigi XVI spuntati in tutto il mondo dopo la Rivoluzione Francese. Segue un&#8217;ampia pagina dedicata agli Anni di Piombo: le storie del terrorismo italiano rivelano alcuni lati oscuri attorno a personaggi come Aurel Spachtholz (l&#8217;impostore che forse sapeva dove era rinchiuso Moro) e i terroristi comunisti che si trovavano a Bologna proprio il giorno dell&#8217;attentato alla Stazione, la cui presenza venne celata dai servizi segreti per molti anni. E mentre si conclude con la ventesima puntata la storia dell&#8217;avventura spaziale italiana, va a conclusione anche il lungo excursus nelle cause profonde del disastro militare italiano. Sempre a proposito di Seconda guerra mondiale, <strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> ripercorre l&#8217;impresa di Alessandria, con l&#8217;affondamento di due corazzate britanniche nel 1941, mentre con un passo indietro porta i lettori nel Rinascimento, quando sul trono turbolento di Cipro saliva una regina italiana, la veneziana Caterina Cornaro. E ancora più indietro, con Ottone III, il Sacro Romano Imperatore adolescente che si era prefisso una missione: condurre il mondo civile verso l&#8217;Apocalisse prevista per l&#8217;Anno Mille e combattere contro l&#8217;Anticristo per la venuta del Regno dei Cieli. Tutto questo e molto altro su <span style="color: #993300;">Storia in Rete </span>di ottobre!!</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/I-cover-storia-61.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n. 61-62</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++05-Sommario-n-61-62.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n. 61-62</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++14-21-articolo-copertina-sosia.pdf">I sosia: gli uomini-fotocopia al servizio dei potenti</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++22-27-falsi-delfini.pdf">Quanti Falsi Delfini cercarono di prendersi il trono di Francia?</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++30-35-caso-moro-spachtholz-5-puntata.pdf">Caso Moro-Spachtholz: parla la figlia del misterioso impostore</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++36-41-strage-bologna.pdf">I terroristi rossi nascosti dietro alla Strage di Bologna</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++49-52-ASI-20.pdf">Ecco l&#8217;ultima puntata dell&#8217;avventura dell&#8217;Italia fra le stelle</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++54-61-fabbrica-della-sconfitta-2.pdf">Continua il viaggio di Storia in Rete fra le cause profonde della sconfitta italiana nel 1940</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++62-69-affondamento-valiant.pdf">L&#8217;Impresa di Alessandria: uomini a cavallo di siluri contro le corazzate inglesi</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++80-85-caterina-cornaro.pdf">Come la patrizia veneziana Caterina Cornaro divenne regina di Cipro</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++-72-79-ottone-III.pdf">Ottone III, l&#8217;Imperatore adolescente che voleva combattere l&#8217;Apocalisse</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">
<div style="text-align: center;">TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’<a href="http://www.storiainrete.com/arretrati/" target="_blank">ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI</a></div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/3848/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-61-62-novembre-dicembre-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>How Winston Churchill lost his big three status</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/3782/rassegna-stampa-estera/churchill-lost-britain/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/3782/rassegna-stampa-estera/churchill-lost-britain/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stampa estera]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[Eisenhower]]></category>
		<category><![CDATA[George Eden]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Roosevelt]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Stalin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=3782</guid>
		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.solarnavigator.net/history/explorers_history/Winston_Churchill_British_bulldog_portrait.jpg" alt="" width="90" height="90" />&#8220;Churchill Defiant: Fighting On, 1945-1955&#8243; (Harper, $26.99), by Barbara Leaming: During four years of World War II, Winston Churchill stood at the peak of his power: prime minister of Britain and one of the Big Three, with President Franklin D.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.solarnavigator.net/history/explorers_history/Winston_Churchill_British_bulldog_portrait.jpg" alt="" width="90" height="90" />&#8220;Churchill Defiant: Fighting On, 1945-1955&#8243; (Harper, $26.99), by Barbara Leaming: During four years of World War II, Winston Churchill stood at the peak of his power: prime minister of Britain and one of the Big Three, with President Franklin D. Roosevelt and Soviet leader Josef Stalin. Then, two months after Germany&#8217;s surrender, in the midst of a victors&#8217; summit, war-weary British voters threw him out of office.</p>
<p>.</p>
<p>di Carl Hartmann del The Associated Press da <img src="http://4.bp.blogspot.com/_Cry2hN-xUQM/TM2oXXjM6zI/AAAAAAAACPg/IpZxBoZl234/s1600/key_art_abc_news.jpg" alt="" width="116" height="46" /> del 18 ottobre 2010</p>
<p>.</p>
<p>Churchill had effectively lost his top status in the final weeks of the war. Gen. Dwight D. Eisenhower, the American commander of Western forces marching on Berlin, gave up the race against Soviet troops advancing on the city from the other direction.</p>
<p>Churchill had begged Roosevelt to make Eisenhower capture Berlin, pleading in vain that a Soviet victory would give Stalin too much influence in postwar Europe. Churchill liked to say that if his advice on Germany had been taken in the 1930s, there might have been no need for World War II. Out of power for six years after his election defeat, he kept urging a settlement with the Soviets while the United States still had a monopoly on the atomic bomb.</p>
<p>His famous &#8220;Iron Curtain&#8221; speech in 1946 warned against Soviet expansionism and urged the special relationship between Britain and America.</p>
<p>Though the Soviets accused him of warmongering and there was much controversy over the speech, his views on the Soviets were much like those of America&#8217;s leaders. President Harry S. Truman — who had invited him to speak — sat on the platform, applauded and wrote his mother that he wouldn&#8217;t endorse the speech but it might do some good.</p>
<p>&#8220;&#8230;(T)here was perhaps little room to quarrel with Churchill&#8217;s blunt review of unpleasant facts,&#8221; biographer Barbara Leaming writes in &#8220;Churchill Defiant.&#8221; It&#8217;s a sympathetic and highly readable account of his last decade as an active politician.</p>
<p>Leaming takes the reader on an intimate cruise of British politics: the intrigues of cabinet government and the importance of the royal prerogative, as exercised by King George VI and Queen Elizabeth II.</p>
<p>Though the royals are supposed to keep out of politics, Churchill gave great importance to consultations with them. The book also explores the ins and outs of the special relationship with Washington, including the disquiet among British leaders over suggestions that Eisenhower might use nuclear weapons against China in the Korean War.</p>
<p>His aim throughout: Keep Britain part of the Big Three, on equal footing with the United States and the Soviet Union. But neither Truman nor Eisenhower, his successor, accepted that. Britain, weakened by two world wars, was leaning on American aid and losing its empire; India was already an independent republic.</p>
<p>Churchill fought two more elections, winning reinstatement as prime minister after the second. In his mid-1950s, he found leaders of his Conservative Party, including his designated successor, Foreign Minister Anthony Eden, intriguing against him while outwardly supportive.</p>
<p>Churchill was in bad shape physically, suffering from one stroke and fearing another, increasingly deaf, nodding off at meetings. But he repeatedly refused to resign.</p>
<p>The final blow came from Eisenhower. Churchill told a political friend that he would have refused again if the president had seen a chance for a summit with him.</p>
<p>&#8220;But Ike won&#8217;t have it,&#8221; Churchill declared. &#8220;He&#8217;s afraid — and there it is.&#8221;</p>
<p>In a few weeks, Eisenhower was attending a four-power summit meeting with Prime Minister Eden representing Britain. The Soviets agreed to pull their troops out of Austria and reunite the country. Eisenhower was impressed, but the Cold War went on for another 35 years.</p>
<p>____________________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 16 novembre 2010</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/3782/rassegna-stampa-estera/churchill-lost-britain/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Storia in Rete numero 60, ottobre 2010</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/3571/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-60-ottobre-2010/</link>
		<comments>http://www.storiainrete.com/3571/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-60-ottobre-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 13:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio arretrati]]></category>
		<category><![CDATA[Battaglia del Grano]]></category>
		<category><![CDATA[Boeri]]></category>
		<category><![CDATA[Camillo Ricchiardi]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna d'Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna di Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Churchill]]></category>
		<category><![CDATA[Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[Mussolini]]></category>
		<category><![CDATA[Napoleone III]]></category>
		<category><![CDATA[Nazareno Strampelli]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Olinto De Pretto]]></category>
		<category><![CDATA[Prete Gianni]]></category>
		<category><![CDATA[Saul David Alinsky]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiainrete.com/?p=3571</guid>
		<description><![CDATA[<div>
<div>
<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-60-ottobre-2010/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/I-cover-storia-60.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di ottobre si concentra sul settantesimo anniversario della Campagna di Grecia e delle sconfitte italiane in Africa settentrionale: in una parola, nel vero inizio della guerra mondiale per l&#8217;Italia: cosa</p></div></div><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-60-ottobre-2010/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/I-cover-storia-60.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di ottobre si concentra sul settantesimo anniversario della Campagna di Grecia e delle sconfitte italiane in Africa settentrionale: in una parola, nel vero inizio della guerra mondiale per l&#8217;Italia: cosa ha condotto il paese verso il disastro militare? E perchè il Fascismo va ad impantanarsi sul fronte greco? Domande alle quali le vecchie risposte non si adattano più. Continua poi l&#8217;inchiesta di <strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> su Wikipedia, indagando sui casi in cui scontrarsi con l&#8217;Enciclopedia Libera si è rivelato un osso duro per giornalisti, politici e storici. Mentre continua l&#8217;avventura italiana nello spazio,<span style="color: #993300;"> </span><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> dedica a tre grandi italiani del passato altrettanti articoli per farli uscire dall&#8217;ingiusto anonimato cui la storia li ha rinchiusi: Due scienziati, Nazareno Strampelli e Olinto De Pretto e un militare, Camillo Ricchiardi. Il primo &#8211; premio Nobel mancato &#8211; fu l&#8217;autore della Rivoluzione Verde italiana negli anni Venti e Trenta: col suo frumento sperimentale riuscì a far vincere al Fascismo la Battaglia del Grano e all&#8217;Italia e al mondo la fame. Il secondo era un fisico dilettante che ebbe un singolare destino: anticipare di due anni Einstein nella formulazione della famosa equazione E=mc². L&#8217;ultimo fu un eroe italiano dell&#8217;indipendenza boera, capo di tutte le truppe volontarie e protagonista di un fatto d&#8217;armi tanto eclatante quanto poco noto: la cattura di Winston Churchill.  E ancora, il maestro politico di Obama &#8211; Saul David Alinsky &#8211; la dolce vita parigina al tempo di Napoleone III e Cavour e il mito medievale del Prete Gianni. Tutto questo e molto altro su <strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di ottobre!!</p>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/I-cover-storia-60-testi-ok.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n° 60</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++03-Sommario-n-60.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n° 60</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++14-25-la-fabbrica-della-sconfitta.pdf">La fabbrica della sconfitta: come e perchè l&#8217;Italia entrò impreparata in guerra 70 anni fa</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++26-33-guerra-grecia-rallo.pdf">Cosa spinse realmente Mussolini a dichiarare guerra alla Grecia</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++36-43-wikipedia2.pdf">Chi sottovaluta Wikipedia rischia di farsi male (o quantomeno di far brutta figura)</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++46-47-perrone-obama.pdf">Chi era Alinsky, il maestro politico di Barak Obama?</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++49-52-ASI-19.pdf">Continua l&#8217;avventura dell&#8217;Italia fra le stelle- Puntata 19</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++54-59-strampelli-ott-mod.pdf">Nazareno Strampelli, il genio italiano che sconfisse la fame (ma non ebbe il Nobel&#8230;)</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++60-63-einstein.pdf">E se Einstein avesse copiato? Storia dell&#8217;equazione E=mc2 formulata da un italiano&#8230;</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++64-69-guerra-boera.pdf">Quando Churchill si arrese agli italiani&#8230; durante la guerra anglo-boera</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++72-77-napoleone-III-dolce-vita.pdf">La dolce vita nella Ville Lumiere di Napoleone III</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/10/+++80-85-prete-gianni.pdf">Il mito del prete gianni, fra storia, leggenda e moderne interpretazioni</a></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://storiainrete.myshopify.com/collections/arretrati/products/storia-in-rete-n-60">STORIA IN RETE N. 60 E&#8217; DISPONIBILE ANCHE IN PDF. ACQUISTALO CLICCANDO QUI</a>!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’</strong><a href="http://www.storiainrete.com/arretrati/" target="_blank"><strong>ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI</strong></a></p>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiainrete.com/3571/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-60-ottobre-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

