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	<title>Storia In Rete &#187; medioevo</title>
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		<title>La “grande crisi” fu nel 1300: e da lì nacque il mercato</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 22:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.linkiesta.it/sites/default/files/imagecache/immagine_620_fixed/uploads/articolo/immagine-singola/quentin-metsys-il-cambiavalute-e-la-moglie-1514.jpg" alt="Marinus_van_Reymerswaele, L’esattore con sua moglie (Olio su pannello, 1539)" width="90" height="90" />Nella storia della finanza ci sono dei momenti in cui non c’è limite al peggio. Proprio come negli anni ’30 del 1300, quando fallirono i due più importanti istituti di credito di allora, i banchi dei Bardi e dei Peruzzi,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.linkiesta.it/sites/default/files/imagecache/immagine_620_fixed/uploads/articolo/immagine-singola/quentin-metsys-il-cambiavalute-e-la-moglie-1514.jpg" alt="Marinus_van_Reymerswaele, L’esattore con sua moglie (Olio su pannello, 1539)" width="90" height="90" />Nella storia della finanza ci sono dei momenti in cui non c’è limite al peggio. Proprio come negli anni ’30 del 1300, quando fallirono i due più importanti istituti di credito di allora, i banchi dei Bardi e dei Peruzzi, schiacciati rispettivamente da un debito di 900mila e 600mila fiorini. Come mai? Re Edoardo III d’Inghilterra firma l’armistizio di Esplechin che sancisce il fallimento delle spedizioni contro la Francia, sovvenzionate dai fiorentini. Re Roberto di  Napoli, preoccupato di questa mossa, ritira i suoi depositi presso i banchieri toscani, e come se non bastasse viene dichiarata la trasferibilità dei titoli di debito pubblico, che fa crollare il loro valore. Non solo: in quegli stessi anni le inondazioni e la peste bubbonica dimezzeranno la popolazione.</p>
<p>.</p>
<p>di Alessandro Marzio Magno, da Linkiesta del 5 febbraio 2012 <img src="http://www.linkiesta.it/sites/all/themes/lkblog/logo.png" alt="Home" width="140" height="27" /></p>
<p>.</p>
<p>«Che lavoro schifoso!» «Potrebbe esser peggio». «E come?» «Potrebbe piovere». Quella tra Gene Wilder e Marty Feldman, in Frankenstein Junior, è uno dei dialoghi più famosi della storia del cinema. Stanno scavando in un cimitero, di notte, per disseppellire la bara del candidato mostro; in effetti si mette subito a piovere.</p>
<p>Nella storia della finanza, ma più in generale nella storia, ci sono stati dei momenti in cui è andata proprio così: un evento negativo si è susseguito a un altro, generando una tremenda concatenazione recessiva. È esattamente quello che accadde a Firenze verso la metà del Trecento, quando fallirono le due più grandi banche dell&#8217;Europa di allora, i Peruzzi e i Bardi.</p>
<p>Le due famiglie fiorentine mettono in piedi un sistema bancario che non ha eguali: hanno filiali in tutta Europa, prestano denaro a mercanti e regnanti, la loro rete finanziaria fa impallidire il ricordo della Tavola del senese Orlando Bonsignori, che un secolo prima era stata la più importante banca europea. Ma Firenze, negli anni Trenta del Trecento, si trova coinvolta in un paio di guerre. Fare la guerra era una faccenda costosissima, lo è anche oggi, ma al tempo lo era proporzionalmente di più, perché non esistevano sistemi fiscali raffinati come quelli attuali. Inoltre le guerre erano una faccenda da condottieri, personaggi che si facevano pagare uno sproposito (in alcuni casi diventano così ricchi da prendersi il governo di uno stato, come i Malatesta o gli Sforza).</p>
<p>Gli stati quindi si indebitano per poter combattere e i banchieri sono ben lieti di prestare loro i denari perché gli stati – in genere – sono solvibili o perché in cambio si fanno assegnare rendite ricchissime (le dogane, lo sfruttamento del sale, o quant&#8217;altro). Alla fine della guerra contro gli Scaligeri (1336-38) il Comune di Firenze si ritrova debitore per circa 450.000 fiorini d&#8217;oro e la successiva guerra di Lucca (1341-43) porto l&#8217;indebitamento a oltre 600.000 fiorini. Una cifrona. Tanto per avere un’idea, si pensi che un fiorino d&#8217;oro pesava 3,5 grammi, quindi significava che il Comune doveva oltre tre tonnellate e mezzo d’oro, ma il confronto è improprio perché il potere d&#8217;acquisto dell’oro varia enormemente col trascorrere del tempo. Comunque gli anni precedenti erano stati di euforia finanziaria e i banchieri avevano prestato più che volentieri al Comune.</p>
<p>Il 23 settembre 1340 re Edoardo III d&#8217;Inghilterra firma l’armistizio di Esplechin, con cui si sancisce il fallimento delle spedizioni contro la Francia e l’inizio di quella che sarà conosciuta come Guerra dei Cent’anni. È subito chiaro che il sovrano inglese non sarebbe stato in grado di ripagare i banchieri fiorentini che gli avevano sovvenzionato le campagne. Firenze, allora, modifica la propria linea politica, decidendo di allontanarsi dal papato per avvicinarsi all&#8217;imperatore Lodovico il Bavaro. Re Roberto di Napoli non ne è affatto contento: teme che il salto della quaglia fiorentino provochi il congelamento dei suoi depositi nelle banche toscane: lui guelfo è, e guelfo rimane. Quindi baroni e prelati napoletani si precipitano a Firenze per ritirare i depositi. La crisi di liquidità è sempre più grave. Basta? No. Tra la fine del 1344 e l&#8217;inizio del 1345 viene dichiarata le negoziabilità dei titoli di debito pubblico fino allora non trasferibili. I titoli immediatamente crollano, con il medesimo effetto di un crollo in borsa dei giorni nostri.</p>
<p>Il sistema bancario fiorentino, pur il più avanzato del suo tempo, non è in grado di sopportare tutti assieme la bancarotta inglese, i prelievi napoletani e il crollo dei titoli di debito pubblico. Nel 1345 i banchi dei Peruzzi e dei Bardi falliscono: il botto è da un milione e mezzo di fiorini (600.000 i Peruzzi, 900.000 i Bardi). Le conseguenze sono catastrofiche. Il fallimento delle banche più grandi si trascina le altre, saltano gli Antellesi, gli Acciaioli e vari altri. Gli archivi ci restituiscono una lista di 350 cittadini fiorentini falliti, ma sicuramente devono esser stati molti di più. Crolla anche il mercato immobiliare. Il cronista Giovanni Villani riferisce che è peggio di una guerra perduta: mai a Firenze c&#8217;è stata «maggiore ruina e sconfitta». Non c&#8217;è più liquidità, sempre Villani scrive che «non rimane quasi sostanza di pecunia ne’ nostri cittadini». Firenze è in ginocchio.</p>
<p>È sufficiente? Macché. Per motivi assolutamente indipendenti dai fallimenti bancari dal 1345 al 1347 cresce il corso dell’argento. Il sistema dei prezzi fiorentini è basato sull’argento (l’oro serviva agli scambi internazionali) e quindi il rincaro del metallo prezioso aggrava la deflazione. Giovanni Villani riferisce che «tutte le monete d’argento si fondieno e portavansi oltremare» dove il rapporto con l&#8217;oro era rimasto più stabile e quindi si potevano realizzare buoni guadagni sul cambio tra i due metalli. Fonti veneziane e fiorentine confermano che in pochi anni l&#8217;argento si era rivalutato sull’oro di oltre il 30 per cento. E siccome la moneta aurea non può essere toccata perché ne andrebbe del prestigio dello Stato, tutte le tensioni inflazionistiche si scaricano sulla moneta d&#8217;argento.</p>
<p>Basta così? Mica tanto. Nell&#8217;ottobre 1345 comincia a piovere e in pratica non smette più fino a primavera. Si susseguono le inondazioni che si portano via le semine primaverili. Il raccolto del 1346 è miserabile, qualcuno dice il peggiore del secolo. Normalmente quando il raccolto va male si acquistano granaglie all&#8217;estero. Ma a Firenze non sono tempi normali: non c’è denaro, non c’è metallo prezioso, non si possono finanziare importazioni. Il governo aggrava ulteriormente le imposizioni fiscali, ma c’è poco da fare, la carestia che segue al cattivo raccolto è devastante, una delle più violente che la città toscana abbia mai sperimentato.</p>
<p>Fallimenti, deflazione, crisi di liquidità, carestie. C’è altro?<br />
Nel 1347 da una galea genovese proveniente da Caffa, nel Mar Nero, sbarca a Messina un topo che porta con sé un ospite indesiderato, il più indesiderato che si potesse immaginare: una pulce infettata dal batterio della peste bubbonica. La malattia, endemica in Asia, compare per la prima volta in Europa; la popolazione, del tutto priva di difese immunitarie, viene sterminata. Quella che passerà alla storia come la “morte nera” svuota le città da un terzo alla metà della loro popolazione. Firenze, già indebolita dalla carestia,giro di un mese, l&#8217;agosto del 1348, passa da 90.000 a meno di 45.000 abitanti. Potrebbe andare peggio?</p>
<p>________________________</p>
<p>Vuoi saperne di più? Leggi Storia in Rete</p>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/2009/04/1435/"><img src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2009/04/i-cover-storia-42.jpg" alt="" width="145" height="200" /></a></p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 7 febbraio 2012</p>
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		<title>Storia in Rete numero 76, febbraio 2012</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 15:16:02 +0000</pubDate>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.storiainrete.com/6129/edicola/storia-in-rete-numero-76-febbraio-2012/"><img class="aligncenter" title="00 I cover storia 67" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/I-cover-storia-76.jpg" alt="" width="168" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span> di febbraio è in edicola e <span style="color: #ff0000;">pdf</span>!</strong></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete</strong></span> dedica gran parte del numero di febbraio ad un dibattito serrato attorno ai fatti di Pontelandolfo e Casalduni, quando nell&#8217;agosto del</p></div></div><p>&#8230;</p>]]></description>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://www.storiainrete.com/6129/edicola/storia-in-rete-numero-76-febbraio-2012/"><img class="aligncenter" title="00 I cover storia 67" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/I-cover-storia-76.jpg" alt="" width="168" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span> di febbraio è in edicola e <span style="color: #ff0000;">pdf</span>!</strong></p>
<p><span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete</strong></span> dedica gran parte del numero di febbraio ad un dibattito serrato attorno ai fatti di Pontelandolfo e Casalduni, quando nell&#8217;agosto del 1861 un&#8217;escalation di violenze e uccisioni portò il Regio Esercito a compiere una terribile rappresaglia su quei due paesi del Sannio. Molti i lettori &#8211; e preparatissimi &#8211; che ci hanno scritto, e ricchissima è la documentazione e le repliche che <strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> presenta, con la prospettiva di trasformare il dibattito in una presa di coscienza globale sugli aspetti oscuri del Risorgimento e &#8211; perchè no? &#8211; in una futura tavola rotonda. A margine di questo dibattito, altri due aspetti controversi: lo scontro dell&#8217;Aspromonte fra i garibaldini e l&#8217;esercito regolare e la partecipazione di Giuseppe Massari, liberale e meridionale, alla realizzazione di quella Legge Pica che sancirà la brutale fine del brigantaggio al Sud. Due aspetti della complessa realtà che l&#8217;Italia si trovò ad affrontare con la fine dell&#8217;epoca eroica del Risorgimento per entrare in quella della dura realpolitik.</p>
<p>E all&#8217;epoca post-risorgimentale appartiene un altro grande personaggio, Alfredo Oriani, di cui <strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span> </strong>dà un breve ritratto, in particolare per la sua influenza sul Fascismo. Con un balzo indietro, invece, la collaborazione fra <span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete</strong></span> e <strong>Ars Historiae</strong> ci porta nell&#8217;età napoleonica, con la rievocazione storica di un particolare ufficiale dell&#8217;Armée imperiale: l&#8217;ispettore alle riviste. E da Napoleone a ben altri conquistatori: in occasione del ritiro definitivo delle forze armate USA dall&#8217;Iraq, un excursus su come venne pianificata (e non si fece nulla per evitare) la prima guerra contro Saddam Hussein, fra 1990 e 1991.</p>
<p>E ancora, l&#8217;influenza dell&#8217;esoterismo e dell&#8217;occulto nella Storia: dalle radici nelle società segrete del Nazismo al ritratto di Nostradamus, nella serie sui Grandi Iniziati che<strong><span style="color: #993300;"> Storia in Rete</span></strong> sta pubblicando. E per finire, Medievo, con il filo rosso che, almeno nella leggenda, lega la morte del giovane Corradino di Svevia con la rivolta del Vespro in Sicilia, alla fine del 1200.</p>
<p>Tutto questo e molto altro su <span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete </strong></span>di febbraio!!</p>
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<ul>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/I-cover-storia-75.pdf"></a><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/i-cover-storia-76.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n. 76</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/03-Sommario-n-75.pdf"></a><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++03-Sommario-n-76.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n. 76</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++12-13-pontelandolfo-intro.pdf">Pontelandolfo: un dibattito per superare il rancore</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++14-19-pontelandolfo-1.pdf">Pontelandolfo: parlano i documenti</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++20-22-pontelandolfo-2.pdf">Pontelandolfo: il diritto a pensarla diversamente</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++24-29-mola-pontelandolfo.pdf">Pontelandolfo: il cilicio della Nuova Italia</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++30-33-anticipazione-perrone.pdf">Una sola ricetta contro il brigantaggio: repressione</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++34-39-mola-garibaldi-aspromonte.pdf">Aspromonte 1862: Garibaldi fu ferito&#8230;</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++42-47-oriani.pdf">Alfredo Oriani, un &#8220;fascista&#8221; dell&#8217;Ottocento</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++49-52-articolo-rievocazione-2.pdf">Ars Historiae: gli ispettori dell&#8217;Imperatore</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++54-61-fabio-iraq.pdf">Iraq 1990: come si prepara (a tutti i costi) un&#8217;invasione</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++64-70-nazi-esoterico.pdf">Le radici esoteriche e occulte del Nazismo</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++72-79-nostradamus-con-leggenda-nera.pdf">Nostradamus, il medico veggente</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/02/+++82-85-anticipazione-golinelli.pdf">Il guanto della sfida di Corradino che accese i Vespri</a></li>
</ul>
</blockquote>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://storiainrete.myshopify.com/products/storia-in-rete-n-76"><strong>VUOI ACQUISTARE IL NUMERO 76 DI STORIA IN RETE IN <span style="color: #ff0000;">PDF</span>? CLICCA QUI!</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://storiainrete.myshopify.com/products/storia-in-rete-n-71" target="_blank"><br />
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		<title>Storia in Rete numero 75, gennaio 2012</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 10:24:59 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.storiainrete.com/5968/edicola/storia-in-rete-numero-75-gennaio-2012/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="00 I cover storia 67" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/I-cover-storia-75.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete</strong></span> apre il 2012 con un numero denso e intrigante. Si parte con una lunga intervista al direttore del Museo Centrale del Risorgimento di Roma, Marco Pizzo, sulla possibilità che l&#8217;Italia possa finalmente</p></div></div><p>&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.storiainrete.com/5968/edicola/storia-in-rete-numero-75-gennaio-2012/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="00 I cover storia 67" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/I-cover-storia-75.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete</strong></span> apre il 2012 con un numero denso e intrigante. Si parte con una lunga intervista al direttore del Museo Centrale del Risorgimento di Roma, Marco Pizzo, sulla possibilità che l&#8217;Italia possa finalmente chiudere un capitolo del passato mettendo il Fascismo in un museo. Siamo abbastanza maturi per compiere questo passo? Dal Fascismo al Medioevo:<strong><span style="color: #993300;"> Storia in Rete </span></strong>mostra ai suoi lettori<strong> in esclusiva</strong> la lettera di Innocenzo III con cui furono scomunicati i crociati che avevano espugnato Zara, nel 1203: un privilegio per i nostri affezionati, in attesa che questo documento storico dell&#8217;<strong>Archivio Segreto Vaticano</strong> venga mostrato al pubblico per la prima e unica volta in una mostra ai Musei Capitolini a febbraio. E sempre nel Medioevo restiamo col ritratto di uno dei personaggi più ambigui dell&#8217;età feudale in Italia: Ezzelino III da Romano, il ferocissimo ghibellino. Con un altro salto, Storia in Rete torna nel XX secolo: com&#8217;è possibile che due saggi fondamentali sulla storia del KGB sovietico, scritti in Gran Bretagna, hanno edizioni italiane manipolate? Capitoli aggiunti o mancanti che aprono inquietanti scenari&#8230;</p>
<p>Con il numero di gennaio, inoltre, <span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete</strong></span> inizia una collaborazione con <strong>Ars Historiae</strong>, la rivista della rievocazione storica, per dare sempre più visibilità a questo movimento che può davvero diventare il &#8220;petrolio&#8221; del nostro paese, trainando il turismo.</p>
<p>E ancora inchieste: il romanzo storico e le sue luci e ombre nella divulgazione del passato. Poi, torniamo al XX secolo: gli accordi di Monaco che salvarono (anche se per poco) la pace europea grazie alla mediazione italiana e i piani inglesi per una &#8220;soluzione cartaginese&#8221; del problema italiano nel 1942, con una spartizione della penisola che avrebbe posto fine all&#8217;unità d&#8217;Italia. E infine la guerra di Libia e il suo impatto devastante sul Partito Socialista, che nel 1912 esplose, e le peregrinazioni in Oriente di una patriota e donna emancipata del nostro Risorgimento, Cristina di Belgiojoso.</p>
<p>Tutto questo e molto altro su <span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete </strong></span>di gennaio!!</p>
<blockquote>
<ul>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/I-cover-storia-75.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n. 75</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/03-Sommario-n-75.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n. 75</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/intervista-museo-fascismo.pdf">L&#8217;Italia è pronta a mettere il Fascismo in un museo?</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/esclusiva-scomunica-crociati.pdf">Esclusiva: la lettera di Innocenzo III di scomunica dei crociati nel 1203</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/ezzelino.pdf">Ezzelino da Romano: il feroce e lealissimo vicario di Federico II </a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/pelizzaro-kgb.pdf">Perchè due fondamentali saggi inglesi sul KGB hanno edizioni italiane taroccate?</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/articolo-rievocazione.pdf">&#8220;Storia in Rete&#8221; e &#8220;Ars Historiae&#8221; insieme per la rievocazione storica!</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/romanzo-storico.pdf">Il romanzo storico: luci e ombre della divulgazione tramite fiction</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/accordo-monaco.pdf">Monaco 1938: la proposta italiana che salvò la pace europea</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/articolo-spartizione-ditalia.pdf">1942: i piani inglesi per la mutilazione e la spartizione dell&#8217;Italia</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/socialismo-1912.pdf">Il Partito Socialista Italiano, prima vittima della guerra di Libia</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2012/01/belgiojoso.pdf">Cristina di Belgiojoso, un&#8217;italiana in Turchia. Come reporter&#8230;</a></li>
</ul>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://storiainrete.myshopify.com/products/storia-in-rete-n-75"><strong>VUOI ACQUISTARE IL NUMERO 75 DI STORIA IN RETE IN <span style="color: #ff0000;">PDF</span>? CLICCA QUI!</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://storiainrete.myshopify.com/products/storia-in-rete-n-71" target="_blank"><br />
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		<title>Una piccola era glaciale spazzò via i Vichinghi dalla Groenlandia</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2011 16:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2009/04/notizie-dal-mondo-della-storia1.png" alt="notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)" width="90" height="90" />Un repentino abbassamento delle temperature, compiutosi nel giro di poche decine d’anni, ancora prima che avesse inizio la Piccola Era Glaciale: solo pochi gradi in meno, quattro, ma abbastanza da mettere in crisi la sopravvivenza delle popolazioni nordiche. Secondo uno <a rel="nofollow"&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2009/04/notizie-dal-mondo-della-storia1.png" alt="notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)" width="90" height="90" />Un repentino abbassamento delle temperature, compiutosi nel giro di poche decine d’anni, ancora prima che avesse inizio la Piccola Era Glaciale: solo pochi gradi in meno, quattro, ma abbastanza da mettere in crisi la sopravvivenza delle popolazioni nordiche. Secondo uno <a rel="nofollow" href="http://www.pnas.org/content/early/2011/05/23/1101708108" target="_blank">studio</a> pubblicato su <a rel="nofollow" href="http://www.pnas.org/" target="_blank">Pnas</a> dai ricercatori della <a rel="nofollow" href="http://www.brown.edu/" target="_blank">Brown University </a>(Usa) sarebbe questa una delle cause della scomparsa dei Vichinghi dalla Groenlandia intorno al 1100 d.C.</p>
<p>.</p>
<p>di Anna Lisa Bonfranceschi da &#8220;Galileo&#8221; del 3 giugno 2011 <img src="http://2.bp.blogspot.com/_80VM5cUIrNc/SVGc9XgVPjI/AAAAAAAACZQ/c7zyc2dZv-0/s400/galileo-giornale.jpg" alt="" width="240" height="43" /></p>
<p>.</p>
<p>Per studiare l’andamento delle temperature nel tempo, gli scienziati hanno prelevato alcuni campioni dal sedimento di due laghi nei pressi di Kangerlussuaq, un piccolo villaggio nella regione sud occidentale della Groenlandia, ottenendo dati climatici su un periodo complessivo di 5.600 anni. Le regioni dove sono stati eseguiti i campionamenti, come spiegano gli studiosi, sono le stesse in cui vissero i Vichinghi, e ancor prima le popolazioni delle culture Saqqaq e Dorset.</p>
<p>Analizzando i campioni, i ricercatori hanno osservato che intorno al 1100 d.C., circa due secoli dopo l’insediamento dei Vichinghi, le temperature in Groenlandia cominciarono a diminuire in modo significativo: meno quattro gradi Celsius nel giro di soli ottanta anni. Un cambiamento che ebbe effetti devastanti e mise in crisi la sopravvivenza dei popoli nordici perché determinò una riduzione dei tempi di crescita delle coltivazioni, limitò le risorse con cui allevare il bestiame e prolungò i periodi di gelo in mare, rendendo più difficili i viaggi per il commercio. Questo, insieme allo stile di vita solitario e l’indole combattente, avrebbe dato origine alla scomparsa dei Vichinghi dai territori della Groenlandia, che si sarebbe poi concretizzata tra la metà del 1300 e gli inizi del 1400, come suggeriscono i reperti archeologici e le testimonianze scritte.</p>
<p>Scavando più indietro nel tempo, invece, i ricercatori hanno scoperto che la cultura degli Saqqaq, in Groenlandia dal 2500 a.C., sperimentò per secoli oscillazioni di temperature, fino all’850 a.C. circa. Intorno a quella data infatti, il clima divenne all’improvviso più rigido, contribuendo forse alla scomparsa della popolazione e favorendo l&#8217;insediamento della cultura dei Dorset, più adattata al clima rigido.</p>
<p>______________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 16 giugno 2011</p>
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		<title>Al Museo del Medioevo di Parigi in esposizione le spade</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 20:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://i227.photobucket.com/albums/dd64/rocky42970/Beyond%20Fantasy%20Anima/Durandal.png" alt="" width="90" height="90" />Che perfino la monarchia inglese sia cambiata lo si è capito quando William ed Henry sono andati all&#8217;altare in uniforme ma lasciando a casa la spada. I loro antenati medievali senza spada al fianco non sarebbero andati nemmeno a prendere&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://i227.photobucket.com/albums/dd64/rocky42970/Beyond%20Fantasy%20Anima/Durandal.png" alt="" width="90" height="90" />Che perfino la monarchia inglese sia cambiata lo si è capito quando William ed Henry sono andati all&#8217;altare in uniforme ma lasciando a casa la spada. I loro antenati medievali senza spada al fianco non sarebbero andati nemmeno a prendere un tè (che peraltro ancora non c&#8217;era).</p>
<p>.</p>
<p>di Alberto Mattioli dalla Stampa del 14 maggio 2011 ﻿<img src="http://www.lastampa.it/common/inctmpl/img/logo_stampa_italia.jpg" alt="" width="172" height="22" /></p>
<p>.</p>
<p>O almeno è quello che si evince da una bella mostra dedicata dal Musèe National du Moyen Age di Parigi appunto a “L&#8217;èpèe”, la spada. Sottotitolo: usi, miti e simboli. Perchè la spada non è solo un oggetto, peraltro semplicissimo e, come molti oggetti semplici, funzionale, efficace e, in pratica, non migliorabile. La spada è anche leggenda, storia, mito. E pure arte. Del resto, non c&#8217;è bisogno delle disquisizioni degli specialisti per rifarsi gli occhi con alcuni degli oggetti esposti, capolavori non solo di metallurgia ma anche di oreficeria. E, come al solito quando si parla di bellezza, compare il made in Italy. La più bella della mostra, diciamo la miss spada, è quella di un Duca di Milano del XV secolo: non è dato sapere di quale signore si tratti, ma l&#8217;araldica incisa sulla lama è inequivocabile. Poi, naturalmente, c&#8217;è la spada come arma, da usare contro altri bipedi o contro degli sventurati animali. E allora, nella versione da caccia, la caccia si incrocia con la lancia, come nel curioso spiedo appartenuto, pare, al mitico Roi Renè d&#8217;Angiò, tuttora popolarissimo da quelle parti.</p>
<p>Sul combattimento fra umani risultano smentiti i classici di Hollywood, con quei bei duelli che durano venti minuti e finiscono solo quando il malvagio precipita dalla torre. Stando ai manuali medievali e rinascimentali, si preferiva invece andare al sodo e ammazzare in fretta e bene, anche se poi, com&#8217;è noto, le battaglie dell&#8217;epoca erano quasi incruente perchè tutti cercavano di catturare piuttosto che di uccidere, almeno nel caso di prigionieri solvibili. Curioso poi l&#8217;esperimento dell&#8217;Università di Ginevra, che ha fatto indossare l&#8217;armatura a due disgraziati e li ha filmati mentre corrono, salgono scale e fanno capriole per dimostrare che si muovono con inaspettata agilità, smentendo l&#8217;altro luogo comune che i cavalieri corazzati fossero più immobili delle sardine nella loro latta. Però, si diceva, c&#8217;è spada e spada. E alcune assurgono all&#8217;immortalità leggendaria o letteraria. Come Joyeuse, la spada presunta di Carlomagno, immancabile al fianco di ogni re di Francia (qui c&#8217;è Luigi XIV) in ogni ritratto ufficiale. O la spada attribuita a San Maurizio, diventata uno dei simboli dei Savoia e tuttora conservata a Torino. E poi, certo, la  Durlindana di Rolando, infissa nella roccia in un muro della chiesa di Rocamadour, vicino a Roncisvalle, e tuttora venerata dalle donne incinte: ma purtroppo quella che si vede oggi è una cattiva copia, perchè nel Settecento il principe di Condè obbligò i canonici a vendergli l&#8217;originale. E poi: trattati di scherma, spade-giocattolo, spade per bambini, una spada da donna (trovata nella tomba di una capessa vichinga in Scandinavia), spade di giustizia a uso del boia (solo per nobili, per gli altri c&#8217;era l&#8217;accetta) e spade simbolo della giustizia, perchè la spada è bipartisan, taglia da entrambe le parti. Dunque, seguendo l&#8217;esempio di Salomone, il Re rende giustizia portando una spada. Insomma, manca solo Excalibur.</p>
<p>Finchè non si arriva al passato prossimo quasi presente. Al povero Dreyfus degradato viene spezzata la spada, come da celebre copertina del “Petit Journal”. In Francia, l&#8217;ultimo duello alla spada, fra due deputati nostalgici, avviene nel 67, fermato &#8211; purtroppo &#8211; al secondo sangue. Ma, maliziosamente, in mostra c&#8217;è anche la scintillante spada regalata negli Anni Ottanta dal presidente siriano Hassad, padre dell&#8217;attuale e non meno dittatore, a quello francese Mitterrand. E si scopre che tuttora, nel cantone svizzero dell&#8217;Appenzell, nei giorni di votazione i maschi adulti si presentano in piazza portando uno spadino, simbolo di cittadinanza. Certo, siamo lontani dai tempi di Roland che, prima di morire nell&#8217;omonima Chanson, cerca di spezzare Durandal, non ci riesce perchè la spada, a differenza sua, è immortale e allora la saluta “avec tendresse”: “Eh, Durandal, comme tu es belle et si sainte!”. Con tutto il rispetto, altro che William&#8230;</p>
<p>_______________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 22 maggio 2011</p>
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		<title>Il Medioevo è bello ma è scomodo! Segre stronca Umberto Eco</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 20:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.positanonews.it/publicnew/articles/2011/Gennaio/Umberto_Eco_A_Sorrento_Narratore_Per_Utopia_Isola_Felice.jpg" alt="" width="90" height="90" />Presso il grande pubblico, del Medioevo si parla, più o meno a proposito, ormai da decenni. Ora Umberto Eco ci fornisce una trattazione sistematica su quel periodo, in tre volumi di cui due appena pubblicati (rispettivamente sull&#8217;alto Medioevo e sul&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.positanonews.it/publicnew/articles/2011/Gennaio/Umberto_Eco_A_Sorrento_Narratore_Per_Utopia_Isola_Felice.jpg" alt="" width="90" height="90" />Presso il grande pubblico, del Medioevo si parla, più o meno a proposito, ormai da decenni. Ora Umberto Eco ci fornisce una trattazione sistematica su quel periodo, in tre volumi di cui due appena pubblicati (rispettivamente sull&#8217;alto Medioevo e sul periodo tra XI e XIII secolo), aggiungendo al titolo generico (Medioevo, appunto) dei sottotitoli trinitari, e abbastanza discutibili («Barbari Cristiani Musulmani», «Cattedrali Cavalieri Città», e per il terzo, imminente, sul Tre e Quattrocento, «Castelli Mercanti Poeti»).</p>
<p>.</p>
<p>di Cesare Segre per il &#8220;<a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere della Sera</a>&#8221; del 7 aprile 2010</p>
<p>.</p>
<p>I due volumi pubblicati (presso EncycloMedia, € 42 per volume) sono di circa settecento pagine l&#8217;uno. Come prevedibile per un&#8217;opera promossa da Eco, si notano almeno due caratteristiche qualificanti: primo, l&#8217;ampiezza della visuale che comprende tutta la storia europea del periodo, andando oltre i confini quando opportuno (per l&#8217;Islam, tra l&#8217;altro; e c&#8217;è persino un capitolo, molto isolato, sulla Cina), e presta massima attenzione all&#8217;articolarsi della società civile o religiosa; secondo, un impianto che non mette al centro dell&#8217;analisi la storia politica o la letteratura o la filosofia ma lo sviluppo dei vari saperi, anche pratici, con particolare attenzione alle scienze e alle tecniche, nonché alle arti visive.</p>
<p>Insomma, la lezione degli storici francesi, specialmente di quelli formati sulle Annales, è ben utilizzata. Certo, muoversi in un quadro così vario tenendo anche conto, com&#8217;è inevitabile, dello sviluppo storico, non è tanto semplice; in complesso mi pare che l&#8217;abbozzo stia in piedi.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.dagospia.com/img/foto/04-2011/95433_tn.jpg" alt="" width="144" height="124" />Va poi segnalato con particolari lodi il corredo illustrativo, con belle tricromie di opere non tutte di repertorio. Sulla periodizzazione non ci sono prese di posizione nette. Tipica l&#8217;introduzione di Eco (ideatore e organizzatore, che poi appare raramente come collaboratore), più attenta a criticare posizioni tradizionali che a motivarne il rinnovamento; eppure motivare le periodizzazioni, anche se contestabili, resta un&#8217;utile presa di posizione metodologica.</p>
<p>Se in Italia si fa terminare il Medioevo con il tracollo demografico della peste nera (1348) o con gl&#8217;inizi dell&#8217;Umanesimo, in sostanza con Petrarca (e per la nostra storia culturale va benissimo), nel resto dell&#8217;Europa si arriva sino alla caduta di Costantinopoli (1453) o alla scoperta dell&#8217;America (1492), e va altrettanto bene per quei Paesi (data la scelta europea, Eco non poteva discostarsi dal secondo modello). Ma poi ci mette in confusione quando cita l&#8217;ottava dell&#8217;Ariosto contro gli archibugi e la polvere da sparo (Furioso, XI, 26).</p>
<p>Scrive: «18 anni prima della fine &#8220;ufficiale&#8221; del Medioevo Ludovico Ariosto canterà» ecc. Dato che la terza redazione del Furioso, che presenta per la prima volta l&#8217;ottava, è del 1532, il Medioevo finirebbe nel 1550. Data esageratamente e inaccettabilmente avanzata né, mi pare, proposta nel resto del volume.</p>
<p>Ci dev&#8217;essere stato un corto circuito che ci sfugge. È consuetudine saggia domandarsi a quale pubblico si rivolga un prodotto. Nel volume s&#8217;intravvedono due diverse impostazioni. L&#8217;Introduzione guarda a un lettore piuttosto sprovveduto, quello che crederebbe ancora ai «secoli bui» o al Medioevo dominato da una «visione cupa della vita».</p>
<p>Naturalmente questo dà a Eco lo spunto per un godibile disegno del periodo, in cui sono valorizzate tutte le anticipazioni di un futuro che saprà rinnovare le arti e le scienze. Un disegno rafforzato dalla menzione di progressi tecnici e artistici che in parte preannunciano la rivoluzione rinascimentale.</p>
<p>I collaboratori, varie decine e di qualità ineguali, nelle loro brevi sintesi, che si succedono affannosamente, sembrano pensare invece a lettori di una certa cultura. Ma peccano forse di sopravvalutazione, se credono che sia chiara la definizione di tipologia come «corrispondenza fra tipo, solitamente nell&#8217;Antico Testamento, e antitipo, nel Nuovo» a chi non abbia letto l&#8217;articolo di Auerbach su «figura» ; oppure parlano di fueros, senza spiegare che cosa siano.</p>
<p>I capitoli su letteratura e teatro appaiono comunque come dei riassunti di storia letteraria (e si riconoscono spesso le fonti). Forse, dato che sono rivolti a non specialisti, avrebbero dovuto illustrare più ampiamente la creazione di nuovi generi, le tematiche, le innovazioni formali e contenutistiche, piuttosto che ambire a una completezza inventariale inutile per il non specialista, che non può intuire tutto ciò che sta dietro a qualunque informazione.</p>
<p>Guai poi se il riassunto non è preciso, come quando, per esempio, per il Roman de la Rose, si parla di «due versioni di Guillaume de Lorris e Jean de Meung», mentre i due poeti sono autori di due parti successive e non alternative del poema.</p>
<p>Che cosa sia poi questo Roman de la Rose, non si capisce bene. E meno si capiscono le proporzioni quantitative: i pur deliziosi lais di Maria di Francia occupano quattro pagine, la metà dell&#8217;epica, che vanta decine e decine di testi, rapporti con la storia e con la crociate, diffusione e sviluppi europei, ecc. Ci permettiamo di aggiungere qualche osservazione di tipo redazionale (riferendoci, in prevalenza, alle pp. 343-439 del secondo volume).</p>
<p>Pare che all&#8217;opera sia mancata una attenta revisione, della forma e dei contenuti. Disturba trovare refusi come poetrae per poetriae, artes dictamins per dictaminis; disturbano gli errori di francese antico e moderno, come Évangile aux femme invece che femmes oppure querelle des Anciennes (invece che Anciens) et des Modernes; oppure sainte Foy che, miracolosamente sdoppiata, diventa Saintes Foy. Non si può dire se la responsabilità sia redazionale o d&#8217;autore, come nel caso del titolo Comments d&#8217;amours, che pare alludere a un «commento» , mentre si tratta di un commens, «inizio» ; o di Li livres dou Tresor («Il libro», non «I libri» del Tesoro).</p>
<p>Insomma, i volumi diventeranno molto più pregevoli dopo una revisione attenta; ancora meglio se si aggiungerà un lessico dei tecnicismi e magari qualche informazione bibliografica. Chi vuole approfondire dove deve rivolgersi? I capitoli, forzatamente sintetici, sono poco più che degli aide-mémoire. E l&#8217;Indice si gioverebbe molto di riferimenti alle innumerevoli opere anonime, da citare per titolo, senza le quali l&#8217;elenco è dimezzato. Anche qui naturalmente occorrerebbe una revisione, così da non confondere, per esempio, la poetessa Maria di Francia con la contessa Maria di Champagne. Prosit.</p>
<p>__________________</p>
<p>Inserito su www.storiainrete.com il 7 aprile 2011</p>
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		<title>Storia in Rete numero 63, gennaio 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 22:52:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/?p=4114"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/I-cover-storia-63.jpg" alt="" width="61" height="86" /></a><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di gennaio va ad esplorare il nostro rapporto coi Longobardi: primi re d&#8217;Italia o invasori? Costruttori di un&#8217;identità italiana o locale? Intanto, in tutto il paese è longobardo-mania. Dal Medioevo alla Belle Epoque, con la vicenda</p></div><p>&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.storiainrete.com/?p=4114"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/I-cover-storia-63.jpg" alt="" width="61" height="86" /></a><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di gennaio va ad esplorare il nostro rapporto coi Longobardi: primi re d&#8217;Italia o invasori? Costruttori di un&#8217;identità italiana o locale? Intanto, in tutto il paese è longobardo-mania. Dal Medioevo alla Belle Epoque, con la vicenda di Joe Petrosino, l&#8217;emigrato italiano che divenne il terrore della Mafia in America e in Sicilia. Da un eroe della lotta al crimine, ad una criminale che fece rabbrividire l&#8217;Italia nel 1946: la Saponificatrice di Correggio. <strong>Storia in Rete</strong> vi porta quindi nelle sale operatorie del 1800, con Semmelweis, il pioniere della moderna antisettica (ebbene sì, prima non ci si lavava le mani!!). Segue quindi un ritratto di Giulietti, il sindacalista dei lavoratori del mare, un uomo contro tutti, dai fascisti agli antifascisti. E per questo pagò con l&#8217;esilio e l&#8217;ostracismo. Infine un&#8217;anticipazione da un libro di prossima uscita sulle relazioni italo-tedesche viste dall&#8217;Ambasciata italiana di Berlino e una riflessione sulla contemporaneità alla luce dei nuovi mezzi di comunicazione. Tutto questo e molto altro su <strong>Storia in Rete</strong> di gennaio!!</p>
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<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/I-cover-storia-63.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n. 63</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/05-Sommario-n-63.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n. 63</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++16-25-longobardi-1.pdf">Amati, odiati Longobardi</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++26-33-longobardi-2.pdf">La riscossa dei Longobardi</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++36-41-joe-petrosino.pdf">Joe Petrosino, il terrore della Mafia</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++36-41-joe-petrosino.pdf"></a><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++76-81-pio-IV-e-michelangelo.pdf">Pio IV e Michelangelo, la coppia che fece grande Roma</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++52-67-mola-scienziati-risorgimento-1.pdf">Gli scienziati che anticiparono il Risorgimento</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++52-67-mola-scienziati-risorgimento-1.pdf"></a><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++42-47-saponificatrice.pdf">L&#8217;orrore della Saponificatrice di Correggio</a></li>
</ul>
<ul>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++58-63-semmelweis-CON-rubrica-bizzarri.pdf">Semmelweis, il salvatore delle madri</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++66-71giulietti-con-misteri-d_italia.pdf">Capitan Giulietti, un sindacalista contro tutti</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++72-76-avamposto-reich.pdf">Gli ultimi giorni della guerra visti dall&#8217;ambasciata italiana a Berlino</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2011/01/+++86-88-articolo-ricci.pdf">Storia, modernità e simultaneità: un nodo da sciogliere</a></li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong>TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’<a href="http://www.storiainrete.com/arretrati/" target="_blank">ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI</a></strong></p>
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		<title>Storia in Rete numero 61-62, novembre-dicembre 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 01:05:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-61-62-novembre-dicembre-2010/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/I-cover-storia-61.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
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<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di novembre-dicembre, <strong>nel suo quinto anniversario</strong>, viaggia all&#8217;interno delle storie degli uomini-fotocopia: dai sosia dei potenti, usati spesso loro malgrado per sviare i nemici o per semplice paranoia ai</p></div></div></div><p>&#8230;</p>]]></description>
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<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-61-62-novembre-dicembre-2010/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/I-cover-storia-61.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
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<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di novembre-dicembre, <strong>nel suo quinto anniversario</strong>, viaggia all&#8217;interno delle storie degli uomini-fotocopia: dai sosia dei potenti, usati spesso loro malgrado per sviare i nemici o per semplice paranoia ai &#8220;falsi delfini&#8221;, i sedicenti figli di Luigi XVI spuntati in tutto il mondo dopo la Rivoluzione Francese. Segue un&#8217;ampia pagina dedicata agli Anni di Piombo: le storie del terrorismo italiano rivelano alcuni lati oscuri attorno a personaggi come Aurel Spachtholz (l&#8217;impostore che forse sapeva dove era rinchiuso Moro) e i terroristi comunisti che si trovavano a Bologna proprio il giorno dell&#8217;attentato alla Stazione, la cui presenza venne celata dai servizi segreti per molti anni. E mentre si conclude con la ventesima puntata la storia dell&#8217;avventura spaziale italiana, va a conclusione anche il lungo excursus nelle cause profonde del disastro militare italiano. Sempre a proposito di Seconda guerra mondiale, <strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> ripercorre l&#8217;impresa di Alessandria, con l&#8217;affondamento di due corazzate britanniche nel 1941, mentre con un passo indietro porta i lettori nel Rinascimento, quando sul trono turbolento di Cipro saliva una regina italiana, la veneziana Caterina Cornaro. E ancora più indietro, con Ottone III, il Sacro Romano Imperatore adolescente che si era prefisso una missione: condurre il mondo civile verso l&#8217;Apocalisse prevista per l&#8217;Anno Mille e combattere contro l&#8217;Anticristo per la venuta del Regno dei Cieli. Tutto questo e molto altro su <span style="color: #993300;">Storia in Rete </span>di ottobre!!</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/I-cover-storia-61.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n. 61-62</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++05-Sommario-n-61-62.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n. 61-62</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++14-21-articolo-copertina-sosia.pdf">I sosia: gli uomini-fotocopia al servizio dei potenti</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++22-27-falsi-delfini.pdf">Quanti Falsi Delfini cercarono di prendersi il trono di Francia?</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++30-35-caso-moro-spachtholz-5-puntata.pdf">Caso Moro-Spachtholz: parla la figlia del misterioso impostore</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++36-41-strage-bologna.pdf">I terroristi rossi nascosti dietro alla Strage di Bologna</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++49-52-ASI-20.pdf">Ecco l&#8217;ultima puntata dell&#8217;avventura dell&#8217;Italia fra le stelle</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++54-61-fabbrica-della-sconfitta-2.pdf">Continua il viaggio di Storia in Rete fra le cause profonde della sconfitta italiana nel 1940</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++62-69-affondamento-valiant.pdf">L&#8217;Impresa di Alessandria: uomini a cavallo di siluri contro le corazzate inglesi</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++80-85-caterina-cornaro.pdf">Come la patrizia veneziana Caterina Cornaro divenne regina di Cipro</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/11/+++-72-79-ottone-III.pdf">Ottone III, l&#8217;Imperatore adolescente che voleva combattere l&#8217;Apocalisse</a></p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;">
<div style="text-align: center;">TI SEI PERSO QUALCHE COSA? VEDI NELL’<a href="http://www.storiainrete.com/arretrati/" target="_blank">ARCHIVIO DEI NUMERI ARRETRATI</a></div>
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		<title>Montaperti: nuova “battaglia” per il 750° anniversario</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 19:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2009/04/notizie-dal-mondo-della-storia1.png" alt="notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)" width="90" height="90" />Oltre 200 figuranti in costumi d&#8217;epoca hanno rievocato in occasione del 750° anniversario, la battaglia di Montaperti che, il 4 settembre 1260, decretò la supremazia della Repubblica di Siena – ghibellina – sulla Firenze guelfa. La manifestazione si è tenuta&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2009/04/notizie-dal-mondo-della-storia1.png" alt="notizie-dal-mondo-della-storia1.png (90×90)" width="90" height="90" />Oltre 200 figuranti in costumi d&#8217;epoca hanno rievocato in occasione del 750° anniversario, la battaglia di Montaperti che, il 4 settembre 1260, decretò la supremazia della Repubblica di Siena – ghibellina – sulla Firenze guelfa. La manifestazione si è tenuta domenica 5 settembre sugli stessi luoghi di Montaperti, nel territorio di Castelnuovo Berardenga (Siena), dove lo scontro avvenne 750 anni fa. La ricostruzione storica dell&#8217;episodio è stata preceduta dall&#8217;allestimento dell&#8217;accampamento medioevale dove hanno alloggiato i le milizie cittadine in attesa della battaglia. La messa in scena dello scontro, realizzata La manifestazione è stata promossa dal Comitato &#8221;Passato e Presente&#8221; in collaborazione con il Comune di Castelnuovo Berardenga e l&#8217;associazione Monteaperti Mmc ed ha coinvolto circa duecento figuranti tra cavalieri, fanti e altre figure che hanno combattuto secondo le regole medievali, accompagnati dalla voce di un narratore. La mattina di domenica 5, nella sala convegni di Villa Chigi a Castelnuovo Berardenga, si è tenuto un convegno di studio. «In omaggio all&#8217;anniversario di una delle battaglie più cruente del Medioevo – spiega  Massimo Baldini, presidente del Comitato Passato e Presente – per  la prima volta viene inscenata un&#8217;ipotesi di rievocazione della battaglia».</p>
<p>___________________________________________________</p>
<p>Inserita su www.storiainrete.com il 7 settembre 2010</p>
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		<title>Storia in Rete numero 57-58, luglio-agosto 2010</title>
		<link>http://www.storiainrete.com/3198/archivio-arretrati/storia-in-rete-numero-57-5-l2010/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 23:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-57-5-l2010/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/07/I-cover-storia-58-210x300.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di questa estate si sofferma sui temi agghiaccianti degli &#8220;anni di piombo&#8221;, interpretabili come una strategia di destabilizzazione o di intimidazione ai danni del nostro paese da parte di potenze straniere: gli&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.storiainrete.com/edicola/storia-in-rete-numero-57-5-l2010/"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="I cover storia 58" src="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/07/I-cover-storia-58-210x300.jpg" alt="" width="101" height="144" /></a></p>
</div>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> di questa estate si sofferma sui temi agghiaccianti degli &#8220;anni di piombo&#8221;, interpretabili come una strategia di destabilizzazione o di intimidazione ai danni del nostro paese da parte di potenze straniere: gli Stati Uniti e l&#8217;URSS nella logica della Guerra fredda, ma anche Israele, i palestinesi dell&#8217;FPLP e altri insospettabili alleati, gli inglesi e i francesi, contro i quali si è giocata una partita a scacchi per il dominio del Mediterraneo. Torniamo quindi su Cavour, con la riproposizione di un&#8217;intervista al grande storico Rosario Romeo, un&#8217;intervista allo storico neoborbonico Gigi Di Fiore &#8211; esponente del revisionismo scientifico e non revanscista &#8211; e una panoramica sul contributo di cattolici e sacerdoti al Risorgimento italiano. Continua quindi la storia dell&#8217;avventura italiana nello spazio, con un&#8217;intervista a Roberto Somma, ingegnere protagonista di molte imprese scientifiche in Tricolore. <strong><span style="color: #993300;">Storia in Rete</span></strong> va quindi a colloquio con Chiara Frugoni, medievista, che mostra ai lettori come i &#8220;secoli bui&#8221; furono tutt&#8217;altro che oscuri e che il Medioevo ha tanto da insegnarci. Con un balzo avanti &#8211; poi &#8211; si ripercorre la vicenda pirandelliana dello Smemorato di Collegno, che appassionò l&#8217;Italia sui suoi quotidiani. Per la serie &#8220;the Bonapartes&#8221; è il turno della prima sorella dell&#8217;Imperatore dei Francesi, Elisa, mecenate in Toscana e abile politica. Infine la vicenda del processo a Giovannino Guareschi, condannato per diffamazione di De Gasperi su un argomento delicatissimo: le carte di Mussolini sottratte a Dongo&#8230; Tutto questo e molto altro su <span style="color: #993300;"><strong>Storia in Rete </strong></span>di luglio-agosto!!</p>
<div>
<ul>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/07/I-cover-storia-58.pdf">Guarda la copertina di Storia in Rete n. 57-58</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/07/03-Sommario-n-57-58.pdf">Leggi il sommario di Storia in Rete n. 57-58</a></li>
<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/07/+++12-17-provvisionato.pdf">Sola contro tutti: l&#8217;Italia campo di battaglia durante la Guerra fredda</a></li>
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<li><a href="http://www.storiainrete.com/wp-content/uploads/2010/07/+++30-33-anticipazione-cavour.pdf">Cavour, un genio non solo fortunato. Parola di Rosario Romeo</a></li>
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