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Tagli finanziaria: a rischio il Comitato per Cavour

Tutto da rifare Cavour, Giorgione, Tobino, Pergolesi (e non solo loro): per gli italiani illustri è tutto da rifare. Sembra il gioco dell’oca la vicenda dei 16 comitati nazionali celebrativi, istituiti in base a una legge del 1997 per commemorare nel 2010 i centenari della nascita o della morte di insigni connazionali.

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Antonio Carioti, dal CORRIERE DEL MEZZOGIORNO dell’8 giugno 2010

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Prima c’è stato un certo ritardo nella definizione dei comitati, dovuto al fatto che per alcuni (tipo Cavour e Pannunzio) c’erano diverse candidature da conciliare. Poi è arrivato un consistente taglio dei fondi, decurtati di oltre il 40 per cento. E ora, quando l’elenco delle proposte di istituzione e dei relativi finanziamenti — incassato il via libera della Camera e con quello del Senato imminente — appariva ormai in dirittura d’arrivo, Sandro Bondi, titolare del ministero dei Beni culturali (Mibac), ha revocato tutto. La Consulta che decide sulla creazione dei comitati, riunita ieri a Roma, non ha potuto far altro che prenderne atto.

Alle origini del drastico intervento c’è l’impegno preso dal Mibac di tagliare del 50 per cento i contributi statali alle istituzioni culturali, in seguito alle modifiche apportate al decreto sulla manovra economica. Soppressa la famigerata lista di 232 organismi cui non sarebbe dovuto andare più un euro, eliminata la norma che affidava alla presidenza del Consiglio, di concerto con il ministero dell’Economia, ogni decisione circa un 30 per cento di fondi residui da assegnare agli enti culturali, la palla è tornata nelle mani di Bondi, il quale ha ribadito ieri di voler operare «con forza e determinazione» per cancellare i «molti sprechi» esistenti nel suo campo di competenza. I primi a farne le spese sono i comitati celebrativi, cui erano rimasti circa tre milioni di euro.

«La situazione economica impone di risparmiare. Ora valuteremo come procedere, ma certo saranno ridotti gli stanziamenti e il numero dei comitati», dichiara al «Corriere» il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. E del resto lo stesso Bondi ha già manifestato al «Foglio» (2 giugno) l’intenzione di «abolire tutti i comitati esistenti, tranne i tre-quattro assolutamente indispensabili». E dire che nella lista dei 232 enti presi di mira da Giulio Tremonti i comitati del 2010 non figuravano neppure. Chi si salverà dalla falcidie? Probabilmente Cavour (cui erano stati assegnati 228 mila euro), data la coincidenza con i 150 anni dell’Unità d’Italia. Forse Matteo Ricci (180 mila), oppure Giorgione (174 mila). Magari un sacrificio può essere chiesto a Confindustria (120 mila), che festeggia il suo centenario. E poi ci sono due comitati, uno per lo studio del tesoro di san Gennaro (174 mila) l’altro sul tema «Patria/Patrie, Nazione/Nazioni» (90 mila), che non celebrano alcun anniversario particolare (è possibile finanziarli, in «casi di eccezionale rilevanza»). Di certo bisogna agire in fretta, visto che il 2010 se n’è andato ormai per metà e, con l’estate in mezzo, bisognerà ripassare dalle commissioni Cultura delle Camere prima di insediare formalmente i comitati. La Consulta si riunisce di nuovo il 23 giugno: forse allora ne sapremo di più.

Antonio Carioti

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Inserito su www.storiainrete.com l’8 giugno 2010

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