Home Rinascimento Un fascio di neutroni per svelare il mistero di Leonardo

Un fascio di neutroni per svelare il mistero di Leonardo

Una leggenda iniziata nel 1503 e un’indagine dal rigore scientifico che parte più di 30 anni fa. Quello della Battaglia di Anghiari è uno dei più leggendari misteri che circondano la vita e le opere di Leonardo da Vinci e potrebbe essere vicino ad essere svelato grazie alle più moderne e sofisticate tecnologie.

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da Wired.it

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Davvero sotto quello del Vasari si nasconde l’affresco di Leonardo definito per la sua bellezza da Benvenuto Cellini come ‘la scuola del mondo’? “Proseguo a rilento a dipingere la mia Gioconda e pochi giorni fa ho ricevuto l’incarico di affrescare una parete di Palazzo Vecchio con l’immagine della Battaglia di Anghiari” appuntava il genio fiorentino nei suoi taccuini. Ma dell’affresco mai più una traccia.

Maurizio Seracini è un ingegnere specializzato in tecnologie biomedicali, appassionato di storia dell’arte e direttore scientifico del Centro Diagnostico per i Beni Artistici e Architettonici di Firenze. Il suo sospetto inizia nel 1975, quando su un particolare dell’affresco di Giorgio Vasari, La Battaglia di Marciano in Val di Chiana (1563), si accorge di due parole: ‘Cerca Trova’. Convinto che il Vasari abbia voluto conservare le tracce del capolavoro di Leonardo, Seracini mette in moto la macchina delle sue ricerche che da allora non si è mai fermata. Per la prima volta, utilizza strumenti tecnologici nuovi e sofisticati e i suoi studi sulla Battaglia diventano nel corso degli anni famosi in tutto il mondo, con tanto di citazione ne Il codice da Vinci di Dan Brown.

Nel 2005, con una sorta di ecografo, scopre la presenza di una intercapedine segreta proprio sotto il pannello sospetto: la parete di Palazzo Vecchio con l’affresco del Vasari dove su un’insegna militare ci sono scritte le parole-indizio.

Le indagini di Seracini e del suo team di ingegneri ed esperti di arte si indirizzano su questa parete del Salone dei Cinquecento. Un macchinario diagnostico a tecnologia nucleare tarato dall’Università di San Diego in California, un nuovo strumento georadar capace di ‘leggere’ i vuoti, messo a punto dal dipartimento di Elettronica dell’Università di Firenze, strumenti di scansione laser, radar, e una macchina miniaturizzata capace di investire con un fascio di neutroni la parete per riconoscere tipi di pigmenti e materiali usati da Leonardo. Con l’aiuto di queste moderne tecnologie l’ingegnere ha potuto guardare ‘dietro’ l’affresco del Vasari nel Salone dei Cinquecento e a svelare dettagli del dipinto che per centinaia di anni sono rimasti sepolti sotto la pittura monocroma che li ricopre.

Leonardo dipinse La Battaglia di Anghiari per celebrare la proclamazione della repubblica di Firenze, dopo la cacciata dei Medici. Per almeno 60 anni l’affresco venne ammirato e copiato da vari pittori (celebre quello di Rubens), ma secondo la leggenda e le fonti, il dipinto di Leonardo sarebbe stato coperto per volontà dei Medici, tornati al potere nel 1560, in quanto rappresentazione allegorica della vittoria della repubblica sull’oligarchia.

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Inserito su www.storiainrete.com il 23 ottobre 2009

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