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L'Insolita Storia

F.D. Roosevelt, T.A. Edison e R.L. Stevenson nel mirino della cancel culture

Mentre si rimuovono le ultime statue del generale Lee e con esse finiscono le statue dei confederati da abbattere la cancel culture iconoclasta è ben lontana dall’essere soddisfatta. Anzi è sempre alla ricerca di nuovi obiettivi e figure un tempo intoccabili sono già sotto attacco, abbiamo giù visto come Abramo Lincon sia tra i prossimi obiettivi delle avanguardie della cancel culture.

Ma la lista degli obiettivi continua ad allungarsi, arrivando a colpire anche personaggi storici del XX secolo, come: i due presidenti statunitensi Franklin Delano Roosvelt ed Herbert Hoover. Soprattutto Delano Roosvelt, il presidente del New Deal e della vittoria nella Seconda guerra mondiale, sembrava una di quelle figure protette da un’aura quasi sacrale. Non solo per il ruolo nella sconfitta del nazismo, ma anche per essere l’artefice del New Deal, il programma di investimenti che contribuì a traghettare gli Stati Uniti fuori dalla Grande depressione. Programma che, almeno nel nome, ha ispirato il cosiddetto Green New Deal della parlamentare statunitense Alexandria Ocasio-Cortez una delle paladine di iconoclasti e ideologia woke. Ma come abbiamo visto per Lincoln e per Winston Churchill, la cui statua è stata vandalizzata a Londra durante le proteste del 2020, nessun grande statista del passato, anche quelli determinanti per la vittoria dei giusti, è più al sicuro.

F.D. Roosevelt alla radio durante la Seconda guerra mondiale (via Commons)

Ad attaccare Delano Roosevelt gli stessi che hanno già messo nel mirino Abramo Lincoln, ovvero il comitato per la ridenominazione delle scuole del distretto scolastico di San Francisco. La notizia il San Francisco Chronicle l’aveva data a luglio, SF may erase presidents’ names from schools: Washington, Jefferson, Lincoln and FDR could all go, ma era rimasta relegata al silenzio della cronaca locale. Anche perché il sindaco di San Francisco, con le scuole chiuse nel bel mezzo di un’epidemia globale, aveva definito “offensiva” l’iniziativa delle ridenominazioni, e che i funzionari scolastici avrebbero dovuto occuparsi della riapertura delle scuole e non di questioni secondarie.

Piano piano la notizia che Lincoln fosse finito sotto attacco ha avuto eco internazionale, ma che nella stessa lista, oltre a Lincoln ci fosse finito anche F.D. Roosevelt doveva apparire troppo folle per essere vera. E il grosso della stampa si è limitato a ironizzare sulla vicenda di Lincoln. Lo stesso San Francisco Chronicle nel dare la notizia della lista di scuole da ridenominare si concentra sui presidenti: George Washington e Thomas Jefferson, primo e terzo presidente degli Stati Uniti, entrambi “possessori di schiavi”, così come Francis Scott Key, l’autore di The Star-Spangled Banner inno nazionale statunitense. Tutte figure già da tempo sotto attacco come sanno i lettori di Iconoclastia – La pazzia contagiosa della Cancel Culture che sta distruggendo la nostra storia.

Ma nella “lista” del comitato per la ridenominazione delle scuole del distretto scolastico di San Francisco, scopriamo che sotto attacco non ci sono solo Lincoln, Roosevelt e Hoover, ma anche due “insospettabili”, teoricamente lontani dall’agone storico-politico che sembra ossessionare i nuovi iconoclasti: l’inventore Thomas Alva Edison e lo scrittore scozzese Robert Louis Stevenson, l’autore di classici come L’isola del tesoro e Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Per tutti questi personaggi non si tratta ovviamente di “possesso di schiavi” o “adesione alla lost cause confederata“, ma di opinioni e punti di vista oggi inammissibili. Cancel culture in piena regola. A loro si aggiunge anche William Tecumseh Sherman, il generale che con Ulysses Grant fu determinante nella vittoria contro i confederati.

Insomma, com’era inevitabile e come spieghiamo ne Iconoclastia – La pazzia contagiosa della cancel culture che sta distruggendo la nostra storia, una volta innescato questa meccanica perversa con cui si giudicano con i parametri di oggi i protagonisti della Storia passata, la paranoia iconoclasta finisce col fagocitare tutto e tutti.

Herbert Hoover, 31° presidente degli Stati Uniti (via Commons)

Perché F.D. Roosevelt, R.L. Stevenson, Edison e Hoover da grandi figure del passato sono diventati improvvisamente personaggi scomodi che non meritano di avere più scuole intitolate a loro nome? Per meglio comprendere il modus operandi dei nuovi iconoclasti riportiamo direttamente il “report” della “commissione per la ridenominazione delle scuole”. Ad ogni nome, l’elenco delle “malefatte”, senza commenti o contestualizzazioni di sorte. Questo report, una semplice tabella excel è stato già pubblicato da varie testate, e anche la testata Snopes specializzata nella lotta alle “fake news” lo usa come riferimento nel suo articolo su Lincoln. Ecco il link alla tabella su Archive.org. Di seguito i capi d’accusa contro Roosevelt, Hoover, Edison, Stevenson e Sherman, riportati così come comparsi nel documento del comitato per la ridenominazione delle scuole.

  • Franklin Delano Roosevelt: rifiutò di sostenere il disegno di legge contro i linciaggi (proposto dalla moglie) ed ebbe politiche/visioni razziste (compresa l’ingegneria razziale e la limitazione della migrazione dipendente dalla razza). Roosevelt ordinò il trasferimento forzato di oltre 100.000 nippo-americani in campi di concentramento dopo che il Giappone attaccò Pearl Harbor. Come riferisce Vox.com, “l’internamento nippo-americano è quasi universalmente considerato una delle cose più scioccanti che gli Stati Uniti hanno fatto a un intero gruppo etnico”. Fu necessaria una sentenza della Corte suprema per liberare gli internati, la maggior parte dei quali sapeva leggere, scrivere e parlare inglese, e solo una frazione dei quali aveva trascorso periodi rilevanti in Giappone”.
  • Herbert Hoover: Presidente razzista per l’accettazione della supremazia bianca. Sotto il presidente Woodrow Wilson, anch’egli suprematista, servì come Segretario del Commercio, sviluppando la politica di zone esclusive (che avrebbe portato alla creazione del cosiddetto Redlining da parte della Federal Housing Administration). Inoltre diede vita al programma Better Homes in America, che portò il governo federale a consolidare ed espandere la segregazione esistente nel Nord e nell’Ovest.

Interessante notare come il comitato di insegnanti faccia confusione a livello di amministrazioni. In realtà la Federal Housing Administration di cui è accusato Hoover fu introdotta da Roosevelt, come assicurazione nazionale per i mutui sulle abitazioni. Assicurazione, che per evitare “fluttuazioni” sul valore degli immobili richiedeva che le proprietà soggette a mutuo fossero in aree omogenee dal punto di vista di classe e “razza”, creando effettivamente forme di segregazione razziale. Portando al cosiddetto redlining, letteralmente “segnare in rosso”, ovvero evitare finanziamenti in zone disagiate perché considerate a rischio.

Anche relativamente alla pratica dei linciaggi se Roosevelt non diede vita ad una legislazione specifica, pure introdusse nel Dipartimento di Giustizia una prima sezione per i diritti nel 1939, anche se operativamente non portò risultati significativi fino al 1946. Inoltre negli Stati Uniti una specifica legislazione federale contro i linciaggi non è di fatto ancora operativa, in quanto l’Emmett Till Antilynching Act approvato alla Camera nel 2020 non è ancora passato al Senato. Questo più di un secolo dopo dal primo tentativo di legge in tal senso, il Dyer Anti-Lynching Bill, proposto dal deputato repubblicano Leonidas C. Dyer nel 1918!

Un giovane Thomas Edison con il suo fonografo (via Commons)
  • Thomas Edison: aveva una passione per l’elettro-esecuzione degli animali, effettuando esecuzioni pubbliche per elettroshock di diversi animali tra cui Topsy l’elefante, che era un elefante da circo molto amato in quel periodo.

Certamente Edison, sostenitore della corrente continua, per mettere in cattiva luce la corrente alternata di Tesla e Westinghouse, diede vita a una campagna sui pericoli dell’alternata uccidendo pubblicamente diversi animali, tra cui la famosa elefantessa Topsy. Pure a cercare meglio su Wikipedia come fanno questi attivisti si sarebbero potute trovare altre motivazioni per mettere in cattiva luce Edison: il suo film preferito pare fosse Nascita di una nazione di David W.Griffith, la famigerata opera che descrive il Ku Klux Klan come forza positiva ed eroica! Oppure la vicenda intorno a Clarence Madison Dally, assistente di Edison nella messa a punto di sistemi radiografici, morta di tumore causato dagli esperimenti sui raggi X dopo aver subito l’amputazione di entrambe le braccia! A parziale discolpa di Edison l’inventore cessò di lavorare sui raggi X nel 1903, poco prima della morte di Dally una volta resosi conto dei rischi.

Stevenson in una foto di Henry Walter Barnett (via Commons)
  • Robert Louis Stevenson: scrisse “Foreign Children”, una poesia raccapriciante che inizia chiedendosi: «Piccolo indiano, Sioux o Corvo / Piccolo gelido eschimese / Piccolo turco o giapponese / Oh! Non vorresti essere me? ». Inoltre la dottoressa Debbie Reese, della tribù Nambé Pueblo, New Mexico, fondatrice del American Indians in Children’s Literature, ha scritto: “Le raccolte di Stevenson hanno più di una poesia razzista nelle parole o nel modo in cui gli illustratori hanno raffigurato l’«Indiano»”. Nella galleria “Foul Among the Good” dell’American Indians in Children’s Literature compare un’estratto della poesia Foreign Children, illustrata da Charles Robinson, nel 1897 (sic).

Insomma il grande scrittore scozzese merità di finire nell’oblio per una poesiola per bambini. Poesiola imbarazzante, ma che rimane poco più di una filastrocca, non certo un lavoro tra i più significativi di un autore che ha contribuito a plasmare l’immaginario collettivo. Infine il generale Sherman colpevole delle sue politiche contro gli indiani.

W.T. Sherman in una posa “napoleonica” (via Commons)
  • William Tecumseh Sherman: famoso per la sua tattica della terra bruciata nella Guerra Civile, il generale William Tecumseh Sherman portò quella stessa filosofia militare di colonizzazione nel West, dove plasmò una politica e una strategia che avrebbe finalmente “soggiogato” tutte le nazioni native delle pianure. Sherman era fermamente convinto che la politica nei confronti degli indiani dovesse essere stabilita dai militari, e che lo scopo ultimo fosse quello di mettere le varie tribù in riserva e costringerle a rimanervi. Una volta dichiarò che tutti gli “indiani che non si trovano nelle riserve” “sono ostili e lo rimarranno fino a quando non saranno uccisi”.

È solo una lista di un distretto scolastico. Ma come abbiamo visto in Iconoclastia – La pazzia contagiosa della cancel culture che sta distruggendo la nostra storia si inizia così. Vi abbiamo avvisato.

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