Home XX secolo Lager Holziminden: la "Grande Fuga", 25 anni prima

Lager Holziminden: la "Grande Fuga", 25 anni prima

Fuggire dal campo di concentramento, scappare dai rigori della prigionia di guerra è tema centrale di mille storie che spesso hanno conquistato l’immaginario collettivo e il grande pubblico passando – spesso e volentieri – dalla letteratura e dal cinema. “Fuga per la Vittoria”, il film della partita di calcio tra alleati e tedeschi è un caposaldo del pop contemporaneo. Prima di questo, c’era stato “La Grande Fuga”, pellicola interpretata dal mito Steve McQueen sull’epopea di alcuni ufficiali dell’aviazione britannica capaci di fuggire dal campo Stalag Luft III durante la seconda guerra mondiale.
di Giovanni Vasso per www.storiainrete.com del 27 ottobre 2016
Ma c’è la storia di un’altra fuga che è venuta alla luce qualche settimana fa quando alcuni storici hanno esaminato le lettere dal fronte (e dalla prigionia) di un ufficiale inglese: quella di Stalag Luft III non è stata la “prima” ma, venticinque anni prima, ventinove militari devoti a sua maestà britannica elusero la vigilanza dei carcerieri del Kaiser scappando (o tentando di farlo) dal campo di Holziminden in Bassa Sassonia, nell’anno domini 1918, durante le fasi finali della prima guerra mondiale.
Dall’esame di lettere e messaggi e memorie del luogotenente Frank Burrill – come riporta il Daily Mail in un articolo di qualche tempo fa – si evince la storia dei ventinove britannici che scavarono un tunnel capace di dar loro la libertà. I fuggitivi, percorrendo il cunicolo che li portava lontani dai reticolati tedeschi, ambivano a raggiungere e superare il confine con l’Olanda, in territorio franco e neutrale. E da qui, rientrare in patria.
Dei ventinove ufficiali in fuga che riuscirono ad attraversare il tunnel prima che crollasse su se stesso, diciannove furono scoperti e riportati in cella dai tedeschi. A dieci di loro, invece, arrise il successo nell’impresa, e rientrarono da eroi in Gran Bretagna.
Una storia, questa, che nel tempo ha finito per scivolare nell’oblio della memoria anche perché “superata” da nuove e più recenti imprese, come quella di Stalag Luft che nel mondo anglosassone è ormai considerata alla stregua di una leggenda. E gli storici, oggi, stanno valutando e studiando il carteggio di Burrill proprio per rispondere a un interrogativo: fu quella di Holzminden l’impresa “ispiratrice” di quella poi avvenuta venticinque anni dopo e immortalata al cinema da Steve McQueen?

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