Home Stampa italiana 1 Revisionismo a teatro: "Nerone? maltrattato come Silvio..."

Revisionismo a teatro: “Nerone? maltrattato come Silvio…”

«La storia più o meno è sempre quella: si parla tanto male dei potenti, ma poi sono migliori di chi li accusa»: parola di Roberto D’Alessandro, scrittore, regista, protagonista e co-protagonista di «Nerone Superstar – Lo spettacolo musicale più pazzo del mondo», al Salone Margherita dal 17 febbraio al 21 marzo. Ma come, protagonista e co-protagonista? «Sì, spiega D’Alessandro – perché tutto parte dall’idea che Nerone avesse un gemello… e le due parti, come nelle commedie plautine, le fa lo stesso attore, cioè io». E anche se si parla di antichi romani in mezzo alla storia ci finiscono i romani dei giorni nostri e, forse, anche qualche milanese. «Su Nerone è in atto da tempo una sorta di revisionismo.

.

di Antonio Angeli, da “Il Tempo” del 16 febbraio 2010

.

L’imperatore è passato alla storia come un sanguinario, matricida, uxoricida… ma di lui ci hanno parlato sempre storici che non lo avevano in simpatia, visto che aveva avversato il Senato. Insomma come oggi: si parla male dei potenti, come di Berlusconi, ma poi chi sparla può essere peggiore. Nel mio spettacolo sono tante le analogie con la politica dei giorni nostri». Lo spettacolo è decisamente comico: «La mia è una farsa e questo non piacerà a tanti pensatori di sinistra che non amano le cose che fanno ridere – aggiunge D’Alessandro – anche se poi Dario Fo a forza di scrivere farse ha preso un Nobel. Comunque sono e rimango un intellettuale di sinistra, anche se di sinistra oggi c’è ben poco. Io sono rimasto sempre lì… sono gli altri che si sono spostati. L’anno scorso ho scritto e portato in scena “E pensare che eravamo comunisti”, una commedia che ha avuto molto successo». Accanto a D’Alessandro due signore del teatro leggero, amatissime dal pubblico: Milena Miconi e Nadia Rinaldi.

La Miconi è Poppea, ma rivista e corretta fino a diventare un personaggio particolarissimo. «Io faccio la parte della smemorata – spiega la Miconi – Sono una Poppea costretta dal marito ad acrobazie sessuali spericolate che, alla fine, sbatte la testa e perde la memoria. Per tutta la commedia ricordo solo tre cose: quando ho perso la memoria, la stanza dove ho perso la memoria e che devo fare l’attrice in una commedia di mio marito. Come personaggio, forse mi fa venire in mente qualcuno, forse qualcuno di attuale, ma preferisco che lo indovinino gli spettatori». Nadia Rinaldi, invece, è facile da identificare: è Agrippina, madre politicizzatissima di Nerone che fa di tutto per tenere bene stretto in pugno il Ministero dell’Economia. In pratica un «Tremonti» antico romano.

«Fuguriamoci – spiega ridendo la bella Nadia – io di economia non ci capisco proprio nulla. Non saprei nemmeno fare una fattura». Ma può stare tranquilla, molti esperti di economia ne capiscono meno di lei. Nel cast anche Valentina Roma, una esplosiva Messalina, che in pratica è una… «mignotta – chiarisce subito D’Alessandro – che viene portata dall’imperatore per ottenere qualcosa… vi ricorda qualcuno?»

_____________________________________

PRECEDENTI ILLUSTRI: Petrolini interpreta Nerone

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=oy7rgG-v_8E[/youtube]

_____________________________________

Inserito su www.storiainrete.com il 18 febbraio 2010

- Advertisment -

Articoli popolari

5 Maggio 1936, Badoglio entra vittorioso in Addis Abeba. L’Etiopia agli occhi dell’Europa di allora

Addis Abeba, 5 Maggio 1936 - Ottantacinque anni fa il Maresciallo Badoglio, “alle ore 16, alla testa delle truppe vittoriose”, entrava in Addis...

“Leggenda esagerata le stragi dei Savoia. Meridione decisivo nel Risorgimento”

L'autore di "Italiani per forza": "Il Sud partecipò con tutti i ceti sociali" di Luigi Mascheroni da Il Giornale...

Napoleone senza maschera. In edicola il nuovo speciale di Storia in Rete

Alla vigilia dell'anniversario dei 200 anni dalla morte dell'Imperatore (5 maggio 1821) è in distribuzione nelle edicole e sulla piattaforma "Ezpress.it"...

Le ombre del dopoguerra. Per una storia dell’Anpi (terza parte)

Visto il fallimento del sogno della rivoluzione proletaria, il Pci (e l’Anpi, di conseguenza) pensarono bene di dare alla resistenza comunista...