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Storia del “sistema occulto” che favorì l’ascesa di Adolf Hitler

Luca Gallesi da InsideOver del 11 giugno 2021

Tra i vari misteri che ancora aleggiano sul periodo storico che, per poco più di un decennio (1933-1945), vide Adolf Hitler al comando della Germania, rapidamente trasformata in Terzo Reich, il più fitto è l’inspiegabile ascesa di un giovane disoccupato e artista bohémien, che nel giro di pochi anni diventa il capo indiscutibile del Partito Nazionalsocialista e Führer indiscusso di una delle più grandi potenze europee. 

Il politologo Giorgio Galli, nell’edizione da lui curata del Mein Kampf, l’autobiografia di Hitler, scrive, a proposito della sua giovinezza: “Dal 1909 al 1912, a Vienna, il giovane Hitler vive una precaria esistenza di artista mancato. Per la seconda volta non viene ammesso all’Accademia delle arti figurative. Alloggia in ostelli e dormitori pubblici, e integra l’esigua pensione di orfano smerciando i suoi dipinti e disegni. È un giovane chiuso, introverso e dall’incerta personalità. Legge la stampa pangermanista, ammira il borgomastro antisemita Karl Lueger, si avvicina agli ideali tedesco-nazionali. Intanto si sottrae agli obblighi del servizio militare non iscrivendosi nelle liste di leva.” 

Come abbia fatto uno spiantato vagabondo a diventare uno degli uomini più potenti della Storia può essere chiarito, sempre secondo Galli, solo approfondendo il suo rapporto con quello che possiamo chiamare il “sistema occulto“, ovvero quella corrente di pensiero antirazionalista, antilluminista, non ortodossa che, a tratti, emerge nella storia dell’umanità, influenzando uomini e idee. Si badi bene, però, sottolinea sempre Galli, a non confondere, semplificando eccessivamente, la presenza di idee eterodosse nelle vicende politiche e nelle realtà umane con il complottismo becero, che teorizza l’esistenza di società segrete che dirigono da dietro le quinte il corso della storia.  I “poteri occulti” sono molto meno occulti e soprattutto meno potenti dei veri poteri reali, che agiscono alla luce del sole e sotto gli occhi di tutti.  

Tornando al futuro Führer, la sua repentina trasformazione da artista fallito a invincibile leader politico è giustificata, sempre secondo il noto politologo, dall’incontro, all’inizio degli Anni Venti, con gli ambienti esoterici della Società Thule (Thule Gesellschaft) punto di riferimento per gli ambienti esoterici, per le correnti antisemite e per i movimenti völkisch, un circolo organizzato come una loggia. Tra i membri del sodalizio segreto, troviamo tra gli altri, ancora studenti, alcuni tra i futuri massimi dirigenti del Terzo Reich: Rudolf Hess, Alfred Rosenberg e Hans Frank, tutti finiti alla sbarra a Norimberga, il primo condannato a vita e gli altri due a morte. La Società Thule era una branca del Germanen Orden, un gruppo antisemita ariano guidato da Rudolph von Sebottendorff, uno sradicato appassionato di astrologia e di occultismo, che sosteneva di ricevere ordini e istruzioni da non meglio identificati maestri segreti tibetani, discendenti degli antichi Atlantidei che ancora esercitavano il dominio sul mondo in qualche località irraggiungibile, sulle vette himalaiane. 

Secondo Giorgio Galli, è proprio grazie a questo ambiente, permeato di cultura esoterica, che Hitler si convince di essere il prescelto dalla dottrina segreta per compiere la missione di rifare la Germania creando una patria ariana che sarà la base per la rifondazione dell’intero universo, antitetico a quello cristiano. Scrive, infatti, sempre nel Mein Kampf: “Noi ci rivolgiamo a quelli che adorano non il denaro, ma altri Dei, ai quali votano la loro esistenza. Un giorno l’uomo tornerà a inchinarsi ad altre divinità. Solo un appello a queste stesse misteriose forze può giovare. Il comandamento che si presenta è quello di porre fine al peccato originale, tuttora operante, dell’avvelenamento della razza, per ridonare all’onnipotente Creatore esseri quali egli stesso creò”. Una volta acquisita la sapienza segreta e soprattutto investito del carisma necessario per compiere la missione, è necessario che Hitler, per passare dalle sette segrete al partito di massa, nasconda o comunque mascheri le tracce di un passato, quello esoterico, che avrebbe potuto intralciare la conquista del potere. Lo scrive esplicitamente, sempre nel Mein Kampf: “Non è possibile costruire un’organizzazione alquanto vasta e al tempo stesso tenerla segreta. Noi avevamo e abbiamo bisogno non di cento o duecento audaci congiurati, ma di centinaia di migliaia di fanatici combattenti. Questa considerazione mi indusse a vietare la partecipazione a società segrete. Quando un movimento si propone di disfare un mondo e di crearne un altro in sua vece, i suoi dirigenti devono avere perfetta conoscenza di queste leggi fondamentali: ogni movimento deve vagliare il materiale umano da lui raccolto e spartirlo in due gruppi, partigiani e membri effettivi”.

In realtà, come abbiamo visto nel precedente articolo dedicato al misterioso caso di Hess, non a tutti fu interdetta la frequentazione di società segrete, e, all’interno dell’élite nazionalsocialista ci fu anche l’esperimento, riuscito, di creare “migliaia di fanatici combattenti” strutturati esattamente come una società segreta: le SS di Himmler, un altro esponente di primissimo piano della cerchia hitleriana, a suo modo imbevuto di esoterismo. Cattolico, ma convinto di essere la reincarnazione di Enrico l’Uccellatore, (876-936) Duca di Sassonia e Re di Germania, Heinrich Himmler sostanzialmente inventò le SS, che nelle sue intenzioni avrebbero dovuto essere un Ordine mistico di combattenti e di credenti, nato per diffondere e difendere l’ideale ariano in tutto il mondo. A tale scopo, elaborò suggestivi rituali, con tanto di calendario germanico e precise regole di vita monastiche. Utilizzò un alfabeto magico, quello runico, e fece costruire, in antichi castelli, scuole segrete di formazione a cui erano ammessi solo i più selezionati membri dell’Ordine. 

Tra le tante attività, oltre a quella criminale di gestione dei campi di concentramento, per le quali sono diventate tristemente famose, le SS disponevano, grazie a risorse e mezzi pressoché illimitati, anche di un’organizzazione scientifica, la Deutsches Ahnenerbe, un istituto che finanziò spedizioni in tutto il mondo alla ricerca delle sorgenti occulte del potere. Furono infatti organizzate missioni in Finlandia (1935), per documentare le attività di maghi e streghe ancora attivi nella zona al confine con la Russia; viaggi archeologici in Svezia (1936) per studiare le antichissime incisioni rupestri ivi scoperte; e, dal 1937 sino alla fine della guerra ci fu un susseguirsi di spedizioni scientifiche in tutti i continenti: in Italia, da Bolzano a Cosenza alla Val Camonica; nel Vicino Oriente,  fino a Bagdad; in Perù, poi ancora in Nord Europa e soprattutto in Asia. La meta preferita era il Tibet, dove furono ben cinque le missioni delle SS, organizzate per scopi alpinistici, per ragioni etnologiche, per obiettivi politici ma soprattutto per finalità esoteriche, come la ricerca della mitica Agarthi, il regno sotterraneo dove ebbe origine, secondo miti e leggende accreditati come verità scientifiche, la razza ariana.

Di quelle spedizioni, oltre ai filmati originali reperibili in Rete, rimangono suggestioni “nazioccultiste” che hanno ispirato alcuni videogiochi e vari film, anche di successo, come un paio di avventure di Indiana Jones, I predatori dell’arca perduta e L’ultima crociata, e, tra gli altri, una pellicola del 2003, Il Monaco, dove il protagonista è, appunto un vecchio nazista alla ricerca di una formula magica custodita in un monastero tibetano. Alle pellicole non di fantasia, invece, appartiene il blockbuster Sette anni in Tibet, storia vera delle avventure dell’ufficiale SS Heinrich Harrer, impersonato da Brad Pitt, che riuscì a fuggire nel 1944 da un campo di concentramento britannico ai piedi dell’Himalaya per accasarsi addirittura dal Dalai Lama, allora adolescente. 

Tra i retaggi del nazismo magico, finito in modo tragico tra le fiamme della Berlino in macerie del 1945 o sulle forche alleate di Norimberga nel 1946, sopravvive dunque, ironia della sorte, una dimensione kitsch, presente soprattutto in molti film di serie B, come i nazisti sulla Luna di Iron Sky, o le SS-zombie di Dead Snow o addirittura, il ritorno delle teorie sulla terra cava proprie della Thule Gesellschaft riprese letteralmente nel grottesco e recentissimo Godzilla contro Kong, dove si giustifica il ritorno sulla Terra dei mostri preistorici proprio grazie alla teoria pseudoscientifica della Terra vuota, uno spazio sotto la crosta terrestre dove vivrebbero ancora animali e piante di un’era preumana.

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