Home Archivio arretrati Storia in Rete n. 132-134, ottobre-dicembre 2016

Storia in Rete n. 132-134, ottobre-dicembre 2016


No, non siamo diventati un trimestrale, ma per mantenere la periodicità e consentire per il 2017 una maggiore regolarità delle uscite, abbiamo dovuto prevedere una tantum una numerazione inconsueta. Tranquillizziamo dunque i lettori: Storia in Rete continuerà a uscire mensilmente!
Questo numero di Storia in Rete torna sul problema della caduta di Roma Antica e i suoi riflessi sul presente, in un’Europa che tanto più somiglia a quel IV-V secolo d.C. quanto più molti intellettuali e maitre-a-penser cercano di negare ogni parallelismo e addirittura di rovesciare la realtà storica a beneficio di una narrazione propagandistica. Un tema che si riallaccia a quello della cosiddetta “Grande Sostituzione”, il tentativo di ripopolare l’Europa attraverso l’immigrazione dall’Asia e dall’Africa pianificato da decenni e di cui Storia in Rete traccia una storia a partire dai documenti ufficiali dell’ONU.
Si passa dunque alla geopolitica, con la storia dell’amore-odio fra le due potenze continentali dell’Eurasia: Germania e Russia, e alle vicende della caduta del Regno delle Due Sicilie, in risposta alle tesi neo-borboniche: la fine del regno di Francesco II era fatale e inevitabile?
Quindi, un’esclusiva per Storia in Rete: un’inchiesta sulle delazioni fatte (o commissionate) da Palmiro Togliatti per far eliminare gli elementi poco stalinisti del Partito Comunista d’Italia dalla polizia fascista: un sistema per far fare ad altri il lavoro sporco…
E ancora: un’inchiesta sulla morte del prefetto di Zara, Vezio Orazi, ucciso da un agguato partigiano in Dalmazia nel 1942, un nuovo libro fotografico che documenta con scatti inediti le vicende di Piazzale Loreto durante la Guerra Civile, un ritratto del padre della parola “genetica”, William Bateson e un viaggio nella città dell’oro, il centro delle carovaniere nel Marocco medievale: Sigilmassa.
Poi un articolo dedicato a una singolare teoria: e se le cronologie ufficiali fossero sbagliate in eccesso di almeno settecento anni? Una tesi incredibile, se non fosse che a sostenerla c’è un pezzo da novanta dell’accademia tedesca: Gunnar Heinsohn.
E infine i berserkir nordici, fra mitologia e analisi filologica delle fonti storiche e il Premio Acqui Storia, che quest’anno è andato ai documentari de “La Storia in Rete”.
Tutto questo e molto altro su Storia in Rete in edicola!!
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