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Storia In Rete n° 18, aprile 2007

Storia In Rete n° 18 rilancia i dubbi sulla morte di John Kennedy: la balistica dimostra come è pressoché impossibile che a sparare sia stato il solo Lee Oswald. E ancora, un altro giallo storico: chi era il signor Spatcholtz? Artista o truffatore? E, soprattutto, cosa lo lega al rapimento di Aldo Moro?. Dagli Anni di Piombo a Mr. Churchill, politically incorrect: il lato… poco presentabile del «più grande britannico del XX secolo». Italia a sovranità limitata: sul Cermis chi rompe NON paga. La tragedia della funivia abbattuta da un aereo USA e l’impunità dei colpevoli. Poi il Fascismo, che ebbe otto milioni di… biciclette. L’Italia subì o creò il regime? Storia in Rete ne parla con Romano Bracalini. E ancora indietro nel tempo, alla Grande Guerra: nel 1914 inizia il suicidio d’Europa, eppure la guerra non la volle il Kaiser, ma una cricca militarista russa. E l’Italia continua ad essere la cenerentola delle trincee: il fronte italiano nel ‘15-18 è spesso dimenticato dalla storiografia mondiale. Dalla guerra di chi la combatte a quella di chi ci lucra: i mercanti della morte. Continua e termina il dossier di «Storia in Rete» sui trafficanti d’armi. Poi, la Massoneria dietro al Regno Italico voluto da Napoleone nel 1805 e violenza e il terrore come motori della storia nel Mondo Antico secondo Luciano Canfora. Prinz Eugen, condottiero d’Europa ricordato in un nuovo libro e la prima puntata delle Memorie del boia di Roma: il granguignolesco diario di Mastro Titta, boia del Papa-Re

Tutto questo e molto altro, su “Storia in Rete” n. 18!!

 

Guarda la copertina di Storia in Rete n° 17

Leggi il sommario di Storia in Rete n° 17

Quanti mirini su JFK?

Il misterioso signor Spatcholz e il Caso Moro

Quel Churchill politically incorrect…

Cermis: chi uccide non paga

Otto milioni di biciclette: l’Italia e il suo rapporto col fascismo

Grande guerra: l’Italia cenerentola della memoria

I Mercanti di Morte: dossier di Storia in Rete sul commercio d’armi

Napoleone, la massoneria e il Regno d’Italia

Luciano Canfora: la violenza, motore della storia

Il principe Eugenio, l’italiano che fece grande l’Impero d’Austria

Mastro Titta, memorie del boja de Roma (1^ parte)

 

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